Archivi del giorno: 21 agosto 2007

Intervista per Inutile

A questo link

Inutile

24

Stagioni

Ieri ho sentito un po’ di radio in macchina, e mi è venuto da pormi la domanda esistenziale che tutti di questo periodo ci facciamo: ma il tormentone dell’estate? La canzone possibilmente demente che tutti cantano e che balza agli onori della hit senza che nessuno capisca chiaramente perchè? C’è stata?

C’era un periodo in cui me ne fregava davvero. Intorno ai 12 13 anni. Infatti ricordo tutte le canzoni sceme di quel periodo lì. Per dire, mi piaceva Gala. La ballavo quando al mare andavo in discoteca. Ci andavo con mia cugina.  Ho avuto anche il periodo Piotta, durante la mia prima vacanza estiva da sola, in Puglia.

La verità è che c’era un periodo in cui l’estate per me aveva davvero un senso. Arrivava il 10 giugno circa, e davanti a me vedevo aprirsi questa disteza di promesse. Tre mesi senza scuola, durante i quali, nella mia fervida fantasia, poteva accadere di tutto. Lasciamo perdere che poi alla fine non accadeva niente di serio. In ogni caso ogni estate aveva un gusto diverso, perchè ogni anno io ero una persona diversa. Fino ai 18 si cresce ad un ritmo vertiginoso; due mesi prima sei piatta come una tavola, e all’improvviso ti ritrovi con una terza che i maschi della classe commentano tra loro quando non li vedi. L’anno prima baciavi appassionatamente il poster di Kevin Costner in camera tua, l’anno dopo pomici con uno a Trinità dei Monti. A settembre era sempre cambiato qualcosa. Eri riuscita a mettere un nome a quell’estate, era successo qualcosa che nelle altre non c’era stato.

Per anni  la mia adolescenza è stata segnata da estati in cui succedevano più cose che durante il resto dell’anno. L’estate della mia breve stagione discotecara, quando andavo in giro conciata orribilmente per i miei tredici anni, tra pantaloncini inguinali e magliettine che mettevano in mostra le tette. L’estate in cui ho avuto il primo ragazzo, la vacanza insieme in montagna e un mese sano ad aspettarlo che tornasse da un viaggio non ricordo più neppure esattamente dove. Come da copione, a settembre ci si lascia. L’estate in cui ho baciato quello che all’epoca era il mio migliore amico, e ho pensato che forse, beh, magari si poteva provare. L’estate in cui mi sono messa insieme a Giuliano. L’estate in cui ho fatto l’amore la prima volta.

Aspettavo il mare, all’epoca, mi piaceva rosolarmi al sole e inventarmi storie allucinanti mentre galleggiavo in acqua. Calabria quasi ogni anno per 10 anni, ma ogni volta era diverso. Ogni volta mi prendevo una cotta per qualcuno, ovviamente.

Poi è finita. Giugno ha smesso di significare qualcosa per me approssimativamente quando ho iniziato l’università. Non avevo più vacanze di tre mesi, e l’estate la passavo a preparare l’esame rogna dell’anno, che fosse Analisi I e II o Istituzioni di Fisica Teorica. Poi è arrivato il lavoro, e allora le stagioni hanno iniziato ad assomigliarsi tutte.  Ad agosto niente più mare, niente più canzoni sceme, no cotte estive.

Un po’ mi manca l’esaltazione di quegli anni. Almeno avevano un senso tre mesi di sofferenza tra sudore e zanzare. Adesso semplicemente non vedo l’ora che passi in fretta e indolore. Già adesso ho una voglia di autunno che mi porta via, nonostante non sia stata un’estate così calda.

Ma la verità è che ho perso ogni contatto con le stagioni. Quando ero ragazzina le sentivo, le apprezzavo. Adesso dodici mesi se ne vanno via appiattiti tutti sullo stesso basso continuo. L’inverno come l’estate, la primavera come l’autunno.

Ho perso qualcosa. Non so quando e non so neppure come. Forse è per questo che ne ho nostalgia

21