Archivi del giorno: 24 agosto 2007

The piano

Continuano le mie serate dedicate alla nullafacenza. Non che me le stia godendo al 100%, in verità. Ho anche sperperato due settimane di permanenza a Roma di Ninna vedendola…quante volte? Due? Tre? Comunque.

Ieri sera mi son rivista uno dei miei film preferiti. The Piano. Detto anche Lezioni di Piano. Mi è tornato in mente quando ho montato il filmato di Stoccolma. In realtà, mentre ci muovevamo lenti con la nave nel fiordo, nelle orecchie già mi risuonavano le note di The Promise. È stato l’unico accoppiamento musica immagini di cui fossi sicura fin dall’inizio.

Il film lo conosco quasi a memoria. Lo vidi tipo nel 1996, e da allora molte altre volte. Riflettendo che l’altro mio film preferito è Il Mestiere delle Armi, devo concludere che amo i film in cui non si parla. Perchè in The Piano le parole sono infinitamente meno importanti delle immagini e della musica. Ma forse è così in generale nella vita, almeno nella mia. Che detto da una scrittrice fa strano. Vabbeh.

E insomma mi son rivista questo film, e me lo sono goduto dalla prima all’ultima scena. È carico di una sensualità straordinaria, nonostante alla fine la scena di sesso vera e propria sia una sola. Ma è la fotografia, il bianco della carne sul nero dei vestiti, persino l’immagine del mare, del fango, dei boschi, a suggerire una carica erotica repressa che aspetta solo una valvola di sfogo per esplodere in tutta la sua forza. Un sesso malato, ma anche un sesso primitivo e semplice, animale e libero. E la musica che segue lo sviluppo della storia è proprio così: selvaggia e oscura, trattenuta e piena di passione.

Resto sempre incantata quando mi imbatto in opere così perfettamente compatte, in cui è tutto un gioco di corrispondenze interne, una sinestesia complessa di musiche che si fanno immagini e immagini che diventano parole. La fotografia, la musica, la sceneggiatura finiscono per essere un corpus unico che rimanda ad un unico messaggio.

Ci sono scene che ti restano dentro, che ci ripensi a lungo. La sensualità della scena della calza, in cui la carica erotica esplode attorno ad un semplice buco in una calza nera, attraverso il quale occhieggia il pallore morbido della carne. Il piano sulla spiaggia, davanti ad un mare livido e ad un cielo di piombo. E poi ci sono figure enigmatiche e incancellabili, come la bambina diavolo/angelo, la figlia innocente e perversa che tradisce la madre.

È un film melodramma. Una storia di passione e follia. Una storia eccessiva e forte. E io amo le storie così. Amo il barocco di sentimenti esagerati per essere veri. Amo i racconti di gente segnata dal destino e dalla malattia, gente che si abbadona completamente alle proprie passioni fino a smarrire persino se stessi, e perdersi definitivamente.  Anche la musica che mi piace è così. Eccessiva.

Per chi non lo conoscesse, un trailer per invogliarvi alla visione

The Piano Trailer 

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