Archivi del mese: agosto 2007

Il cimitero delle navi e il sole a mezzanotte

Come da titolo. Secondo me la musica ci sta di un gran bene. Se sapete cos’è, i miei applausi, buongustai!

Ce ne sarebbe ancora un ultimo da uploadare, ma magari lo faccio più tardi

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San Pietroburgo

Non vi spaventate, è lungo perchè racconto la nostra disavventura coi fusi, mentre un tedesco mi prende in giro. Qualcuno di voi sa dirmi che mi stava dicendo?

Vediamo chi indovina la musica…

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Tallinn

Questo è un po’ meno parlato. La nostra visita a Tallinn

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E la sospirata Stoccolma

che continua ad essere “tanta sudata” anche adesso. Notata la finezza della canzone che ho messo?

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Altri filmini

Vediamo se così evito di incasinare il template…

Ecco a voi Visby

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Filmini col mal di mare

Alla fine sono riuscita a realizzare un filmino di nozze che arriva quasi alla decenza. Quasi. È che, essendo il filmato di una crociera, giustamente balla tutto. Anche quando siamo a terra. Per cui, uomo avvisato. Se guardarete i filmati che seguono, sappiate che sono consapevole che sono girati malissimo e montati peggio. E preparatevi a sentire la nausea montare…
Per ora sono riuscita a uploadare solo le prime due tappe, e queste vi posto.

L’inizio del viaggio

Le prossime a seguire.

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Nuovi abitanti di Springfield

Vorrei capire perchè i periodi di maggior lavoro della mia vita cascano spesso d’estate. Non solo sto impazzendo col libro, ma sto anche preparando un congresso per la fine di agosto. Per cui, nulla, è già come se le mie vacanze distassero eoni. Il livello di stress è tornato allegramente a quel che era prima del 4 agosto. E so anche che, pure quando avrò consegnato il libro e avrò finito col congresso, non ci sarà spazio per riposarsi, visto che all’orizzonte si profilano altri impegni.

Ovvio che a questo punto uno cerca di tirarsi su come può. Credo quindi che non vi scandalizzerete se oggi il post è dedicato ad una tipica cazzata da internet. Il 31 agosto esce il film dei Simpson. Io mi preparo studiando un po’ The Giuffridas


Immagino vogliate divertirvi anche voi; prego

Simpson movie

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Evagelion reloaded

Mentre ero in crociera con Giuliano ci siamo rivisti tutto Neon Genesis Evangelion. Lo so cosa pensate. Stai in crociera e ti vedi un cartone animato giapponese. Il fatto è che ognuno si rilassa come preferisce, e la visione di serie televisive, cartoni animati et similia è uno degli immancabili riti delle nostre vacanze.  Ergo, ci siamo visti Neon Genesis Evangelion.

Era il 2000, e MTV trasmise una maratona televisiva di robottoni giapponesi. Fu così che vidi le prime due puntate di Evangelion. Pensai che era tra le cose più belle che avessi visto a livello di anime. Per questo nel 2001 me lo seguii tutto. Ci stavo in fissa peggio che per Lost ora. Seguivo le puntate con ansia crescente, persino con inquietudine, e ogni puntata era meglio della precedente. Sentivo che il finale sarebbe stato memorabile, che ci sarebbe stato un prima e dopo Evangelion nel mondo dell’animazione dopo che avessi visto come finiva.

Gli ultimi due episodi mi lasciarono basita. Non capivo. O meglio, mi rifiutavo di capire. E gli angeli? E la Nerv? E la Seele?  Ok, Shinji trova la sua strada, ma tutto il resto? Non ci spiegate niente?

Da allora mi infervoro ogni volta che qualcuno parte dicendo che Evangelion è un capolavoro. Di fronte alla mie rimostranze mi veniva risposto: “Vediti il film The End of Evagelion e vedrai che capirai tutto”. Rispondevo che me l’ero visto e l’avevo trovato inutilmente violento, con scene di una gratuità allucinante, con personaggi incoerenti rispetto alla serie  e le tanto sospirate risposte erano criptiche e raffazzonate. Anno divenne per me il prototipo dell’artista convinto che per fare bene bisogna essere incomprensibili, ma in compenso metterci tanta eleganza formale.

Poi, quest’estate abbiamo deciso di dare una seconda chanche a Evangelion. E ce lo siamo rivisto. Tutti i 26 episodi televisivi in director’s cut, più The End of Evangelion. Un tour de force condotto con animo piuttosto scettico. Perchè Evangelion ci aveva delusi davvero tanto, a suo tempo.

Questa seconda visione non ha radicalmente cambiato il mio giudizio sulla serie. È evidentemente ben fatta per un buon 80% dei suoi episodi: ottima animazione, grande regia, grandissima sceneggiatura. Ma non va a parare da nessuna parte. O meglio, ci va, ma sbandando orribilmente, disbrigando al minimo la trama, e facendolo per altro con sufficienza, con l’aria di chi sta spiegando l’ovvio ad un cretino.

Eppure ci sono cose fantastiche. Eppure, nonostante io sapessi perfettamente che il quadro generale non si sarebbe mai chiarito, ci sono cascata dentro. Mi sono appassionata di nuovo. Ho ammirato la regia e la sceneggiatura. Ho sperato l’insperabile. Mi sono insomma lasciata attrarre dalla confezione dei cioccolatini, dal loro aspetto laccato e perfetto. E mi sono dimenticata dell’amaro che c’era in fondo.

Evangelion mi apre la porta ad una marea di riflessioni sul lavoro di chi racconta storie, sulle difficoltà di un mestiere del genere. È importante quel che racconti, è importante come lo racconti. È importante la lingua che usi, le immagini, i colori. Me è importante anche il senso profondo, senza non c’è storia. Ed è importante la mera trama, contano i fatti e dove portano. E poi è importante il mondo che hai costruito…e così via all’infinito, in un elenco di centinaia di aspetti cui devi badare per scrivere una buona storia.

Evangelion è la perfezione formale. Ti affascina con una confezione ottima. Per 20 episodi fila via come un treno, ed è compatto, denso e persino bello a vedersi. Ma poi si sfalda. Anno se ne parte per la tangente concentrandosi solo su Shinji. Intendiamoci, bella la sua trattazione delle pippe esistenziali del pilota più problematico della storia dei robottoni. Ma si dimentica fatalmente che lui questa crescita ce la stava raccontando con una storia, una storia in cui c’erano gli Anegli, e la Nerv, e la Seele. Non puoi, davvero, non puoi dimenticarti la storia proprio alla fine. Perchè se davvero era solo Shinji che ti interessava, allora avresti dovuto farci 26 episodi ambientati solo nella sua testa.

The End of Evangelion è anche peggio. I personaggi smarriscono la propria caratterizzazione. Il subplot sottotestuale del rapporto quasi incestuoso tra Misato e Shinji non ha ragione di emergere fuori dal cilindro con una battuta volgare come: “Quando torni ti darò il resto”. E anche Shinji che si masturba davanti a Asuka è una scena di cui si fatica a comprendere il senso, e che nel contesto appare del tutto gratuita. È un finale posticcio, una spiegazione che non spiega niente, annegata com’è tra discorsi pseudofilosofici che diventano sempre più spicci. Freud for dummies, Pirandello da Bignami.

Dov’è finito Evangelion? In quale esatto momento del processo creativo Evangelion si è dissolto? Quale è stato il problema? Scarsa pianificazione iniziale? Forse Anno non ha mai davvero saputo cosa volesse Gendo Ikari e in che senso i suoi scopi erano diversi da quelli della Seele?

Non lo so. Ma so che c’è qualcosa da imparare da questa storia monca. Qualcosa che devo capire. Perchè anch’io racconto storie.

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Back home

Temevo la sindrome da Costa Crociere; quella della pubblicità dei due tizi che sono stati in crociera, tornano e vengono assaliti da depressione cronica, per cui ti domandi perchè partire se poi al ritorno devi soffrire come un cane.

Invece no. A parte che mi son svegliata alle 7.15 perchè avevo lasciato la tapparella troppo aperta, tutto bene. Persino il rientro a lavoro fila. E soprattutto fila Roma deserta. Ah. Ma perchè il mondo non è sempre così? Per i miei gusti siamo troppi e facciamo troppo casino.

Fuori le cicale cicalano, i corridoi tacciono e persino il sole picchia meno del solito. Potrebbe essere la miglior settimana lavorativa dell’anno.

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Ho finito Harry Potter

E vi dico la mia. Su AMeMi, ovviamente.

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