De Profundis

La sofferenza altrui mi fa paura. Non so esattamente cosa del loro dolore mi spaventa. Credo sia la mia cronica incapacità di riuscire a fare qualcosa per lenirlo. Che poi probabilmente non è incapacità mia, è incapacità generica. Cosa dici a chi ha perso un figlio? A chi non ha più un genitore? C’è qualcosa che si può dire?
In teoria il dolore ci accomuna. È l’esperienza che facciamo tutti nella vita, cieca come la morte; capita ai ricchi, ai poveri, agli stronzi e ai santi senza distinzione, e ci riporta al nostro nucleo più vero, ci espone nudi e senza difese. Eppure non ci avvicina. Quando soffri sei al di là, dove nessuno ti può davvero raggiungere. Appartieni ad un mondo diverso, hai una più profonda percezione delle cose, più viva e terribile. Ed è forse questo che mi spaventa. Fare i conti con la vita quando fa sul serio, quando colpisce basso e senza pietà.
Così mi sono ritrovata a tacere per dieci minuti a telefono con una mia amica. Lei piangeva dall’altro capo del filo, e io guardavo il terrazzino dell’albergo, a 600 km da lei. L’ultima volta che ci siamo viste è stato al mio matrimonio. Penso che spesso, quando ci sentiamo a telefono, stiamo zitte. Capitava, quando ci frequentavamo di più.
E lei mi diceva di essere arrabbiata, mi diceva che era come nei suoi incubi e io riuscivo solo a dire “ti capisco”, senza farglielo davvero sentire. Del resto, che vuoi capire? Tu non puoi capire, è da sciocchi avere la presunzione di capire. E mi sono sentita molto, molto inutile.
Oggi sono andata al funerale. Ci siamo abbracciate, io le ho detto che le voglio bene, le ho schioccato due baci sulle guance. Ma forse alla fine l’ho fatto più per me che per lei. Andare. Salutarla e stringerla tra le braccia. Per sentirmi meno impotente. Per cercare le risposte che non ci sono. Per mettere l’ennesima pietra su questa strada infinita, su questo mio dialogo sempre più complicato con la vita e con la morte.

P.S.
Aggiunta qualche foto delle presentazioni di sabato a Lamezia Terme. Grazie a chi mi ha invitto e mi ha regalato questo splendido fine settimana, e a tutti quelli che si son sorbiti i miei deliri su vita e libri :)

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41 risposte a De Profundis

  1. Gabriele scrive:

    Ciao Licia forse ti ricorderai di me xk c’ero anche io a Lamezia Terme e abbiamo parlato un pò prima dell’inizio della presentazione…Dove ho conosciuto anche Cristina.
    Volevo dire che anche io ho avuto modo di soffrire molto tempo fa per la perdità di una persona cara…Ma anche se è stato difficile sono riuscito a superare quei brutti momenti.La cosa però si fa + complicata quando è un tuo amico a soffrire per qualunque motivo si tratti, molte volte è meglio rimanere in silenzio ad ascoltare xk è anche quello che avremmo voluto che facesse lui per noi…A presto :)

  2. Cristina scrive:

    E’ capitata una cosa molto simile anke a me. Ho perso una cugina proprio pochi giorni fa,il 25 ottobre. In realtà aveva solo 20 giorni, nn l’avevo mai vista prima del giorno dopo la sua morte. E’ morta inseguito a gravi complicazioni,era nata prematura. Non è stato terribile,ovviamente xk la bimba era appena nata.
    Ma è stato orrendo xk mia zia,x avere quella bimba,ha fatto enormi sacrifici. Mio zio il giorno della nascita della piccola,era euforico. Quando siamo andati all’ospedale,il giorno dopo della sua morte è stato straziante. Mia zia era lì seduta,sciolta in lacrime. E ke potevo fare io?niente!xk avvolte nn si sa nemmeno cosa dire. E poi nella camera ardente è stato forse una delle ore più brutte,infatti nn ci tornerò mai + in ttt la mia vita. Non ho realizzato subito ciò ke provavo,o i miei sentimenti. La sera,mentre tornavo a casa,ho capito ke nel + profondo di me ero sconvolta. Solo 6 mesi prima invece ho perso mia nonna ke era anke la madre di qst mio zio. Lo so,in effetti la morte di una nonna si supera cn + facilità,nn è neanke il caso di stare qui a parlarne. Xò vedete,sono cambiate tantissime cose da all’ora,e io il dolore x la sua morte nn l’ho percepito quando è morta ma molto dopo,xk era come nn sentirlo. Mi ha colpito nell’inconscio!e,come ha scritto Licia,nessuno sa capirti veramente a fondo quando soffri. Non c’è nessuno capace di comprendere il dolore di una madre dopo aver perso un figlio,o di un figlio ke perde un genitore.

    P.S. X LICIA-C’ero anke io alla presentazione a Lamezia Terme,forse ti ricorderai di me xk abbiamo parlato 1 pò prima dell’inzio della presentazione ;-) !

  3. ila scrive:

    O__O ma allora piango!

  4. gnorilgrande scrive:

    breaking news

    Lucca Comics
    venerdi 2 novembre, pomeriggio
    stand il collezionista
    “Un Nuovo regno” disponibile!!!!

  5. ila scrive:

    val lo fai per farci soffrire?? ghghgh…io mi accingo a rileggere le 2 guerriere..cosi son perfettamente pronta per il 3!!!

  6. morgwen scrive:

    nin male come idea di venire a lucca… quasi quasi

  7. Valberici scrive:

    Annuncio all’universo mondo che ho appena comprato “Un nuovo regno”.
    Mi verrà recapitato il giorno tredici, attendo con ansia :)

  8. mechanikwing scrive:

    Allora stiamo zitti, ma vicini…sennò il mondo fa troppo skifo. In fondo capire il dolore non serve, spiegarlo men che meno… Ma poterlo sfogare in qualche modo con qualcuno forse ci prepara ad affrontarne meglio il peso quando si sta con gli altri… tanto il peso è sempre solitario e rimarrà tale, ma almeno si può continuare a portarlo…

    Imp: secondo me meglio a faccia fredda che senza cuore. Vista così, hai fatto quello che sentivi di fare.

    Ila: quoto, quoto!

    Fab: non penso che ti si possa definire rompicoglioni perchè vuoi chiaccherare con Licia… saresti comunque pieno di colleghi!
    Fighissimo Oarf, “roccioso” è il primo aggettivo che mi è venuto in mente!

  9. miki scrive:

    io ho provato un’espeienza simile…ho 17 anni e mio padre è morto quando ne avevo 11 per un cancro….sn cresciuta da sola cn mia mamma e mia sorella..nn potrò mai superare qst dolore..anke se sorrido nn lo supererò mai!!
    ps:i tuoi libri sn favolosi!!!!

  10. Valberici scrive:

    Temo che il dolore degli “altri” ci spaventa perchè temiamo possa diventare “nostro”.
    E la paura ci rende sempre un pò insensibili e per questo, a volte, ci vergognamo.

    @Fab: Uau, davvero bello :)

  11. ViolaDK scrive:

    io non sono capace di consolare, forse perchè nessuno è mai riuscito a consolarmi quando sono stata male io… l’unica cosa che mi riesce bene è ascoltare, e spero di essere utile anche con quel poco che riesco a fare…

  12. Fabrizio scrive:

    Quoto in pieno Imp. Foscolo diceva che “il vero dolore è muto” ed è proprio così. In più anche io odio mostrare questi sentimenti e apprezzo la discrezione nel pianto. Lo trovo in qualche modo nobile e sobrio.

    Per te Licia, che, con i nostri funny comments, spero avrai recuperato un po’ di allegria e per Rebel, che ha chiesto righe sopra,
    ecco la PREVIEW del disegno di OARF.

    In prima pagina sul mio blog http://www.stylecafe.blogspot.com

    Ovviamente è solo un pezzo del disegno intero. Per quello dovrai aspettare sabato! Chi di immagine spezzettata ferisce, della stessa poi perisce!!!

  13. Proprio in questi giorni stavo riflettendo su queste cose,sul dolore e sulla morte. Qualche settimana fa è morta mia zia….ed anch’io,come te,non sapevo bene cosa fare,cosa dire,a mio zio ed ai miei due cugini,perché sentivo che,qualunque cosa gli avessi detto,sarebbe risultata vuota e priva di significato. E’ più o meno la stessa cosa,cioè che non sai cosa dire e cosa fare,quando ti fanno le condoglianze,sia via web che nella realtà,io non so come comportarmi,alla fine dico solo grazie e via. Comunque oggi è venuta a pranzo mia cugina ed un pò le ho parlato,le ho detto quello che pensavo che per andare avanti,anche se è difficile,deve accettare la morte della madre ed andare avanti perché è questo che avrebbe voluto mia zia. Ma mia cugina mi ha detto che lei non può accettare quello che successo,che non ci riesce,che non può pensare che la madre sia dentro quel loculo,che non ci sai più. Ed io lì non sapevo cosa dire…è così difficile in questi casi……..mio padre dice che ho accettato così facilmente la morte di mia zia perché non la conoscevo così bene come la conosceva loro,perché non l’ho vista male negli ultimi suoi giorni,perché non l’ho vista morire. Non so se questo sia vero,però rimane il fatto che da due anni mi ero messo in testa,perché vedevo che mia zia peggiorava sempre di più,che ormai mancava poco…lo sapevamo dall’anno scorso che non c’erano più speranze…comunque c’è una cosa che odio nei funerali,il fatto è che io non sono il tipo che piange,che si commuove,cerco di resistere al pianto,non mi va di far vedere le mie emozioni,soprattutto agli estranei. Quindi spesso questo mio atteggiamento viene scambiato per menefreghismo,già altre volte come al funerale di mia nonna,mi hanno chiesto se mi dispiaceva…al che ho risposto che anche se non piango non vuol dire che non soffra…. buona serata…

    X-Bye

  14. Francesca* scrive:

    Sulla croce si è sempre da soli… ma noi possiamo essere accanto a chi soffre con il nostro rispettoso silenzio. Quoto Micchan!

  15. micchan scrive:

    …e per citare una frase:” ci sono silenzi che valgono più di mille parole”….. credo che in questi casi il protocollo non viene più seguito, e sono le emozioni del momento stesso a guidarti.

  16. the rebel scrive:

    perchè nn vieni a milano ad autografare i tuoi libri?

  17. the rebel scrive:

    fab,voglio vedere il tuo disegno di oarf

  18. the rebel scrive:

    ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo…xk nn risp a nessuna e-mail???

  19. sacha scrive:

    sò come ti senti Licia… non molto tempo fa alla mia amica è morto un nonno.. io non sapevo come consolarla… cmq un pomeriggio siamo andate a lucca, le ho comprato un gelato e le ho detto “fatti forza”… lei mi ha ringraziato… non sò neanche per cosa…

    X LICIA
    PS: mi hanno detto che a Lucca ci sarai domenica mattina per autografare l’uscita del tuo nuovo libro… mi hanno anche detto che il negozio “IL COLLEZIONISTA” avrà l’anteprima del tuo nuovo libro… potrei sapere se quello che ho sentito è vero?? GRAZIE

  20. Alessandra scrive:

    sono nuova, ma sono stata molto colpita dai tuoi libri e dal tuo blog…
    ci sono cose che per gli uomini rimarranno sempre dei misteri…delle cose che non capiremo mai…per quanto riguarda ciò che hai scritto; per me cade nel momento giusto…sono appena stata al telefono con un ragazzo, siamo molto amici e forse è qualcosa di più, solo oggi durante un’ora di religione mi ha detto che era stato adottato. l’ha detto scherzando, ma quando ora ci siamo sentiti, ho capito che era vero. al telefono c’è stato un minuto di silenzio…ho fissato il pavimento pensando a cosa dovessi dirgli: che mi dispiaceva? non lo so nemmeno io cosa ho provato in quel momento, non so nemmeno cosa ha provato lui quando l’ha saputo…
    alla fine, mi ha chiesto se era tutto a posto…cioè la domanda che dovevo fare io!…comunque da come parla della sua famiglia credo che stia bene con loro e che forse è stato un bene conoscere quelle persone.
    non so perchè io stia scrivendo su questo blog che conosco da poco una cosa così importante per me, forse perchè leggendo ho capito di non essere l’unica a sentirsi in imbarazzo o a non saper cosa dire quando gli amici stanno male.

    Sam

    PS:continua a scrivere libri così belli, Dubhe e Nihal sono diventate le mie eroine e non riesco più a staccarmi da ognuno dei tuoi libri, mi hanno emozionata troppo. mi ricordo una volta al lago che mi sono messa a piangere e le mie amiche si erano preoccupate tantissimo, in realtà era a causa della morte di Vesa.

  21. alchimista d'acciao scrive:

    so cm ti senti. io ho perso tutti e due i nonni.
    nn sn andata al funerale ma ho soffoerto a casa mia, muta e in silenzio mentre facevo i compiti. sembrava aver perso una parte di me. purtroppo nn bisogna sentirsi tristi e bisogna cercare di andare avanti se no si va a finire cm dubhe.
    ps è la prima volta che faccio un commento qui O\O volevo dire che sei la mia scrittrice preferita, i tuoi libri mi fanno ridere e piangere e… e nn so più cs dire! ti ho incontrata al romics ( lo so ke tanto nn mi ricorderai…. ero la ragazza che portava il coprifronte della nebbia!!^^) ed è stato emozionantissimo!!!!

    alkimista d’acciaio

  22. Fabrizio scrive:

    Vedi come sei messa. Nel caso, faremo due chiacchiere lì per lì.
    Lo so che sono un rompicoglioni… :)

    Fab

  23. gnorilgrande scrive:

    perfetto, e mi raccomando che sia disponibile il 3, il 4 nun ce la fo a venire .P

  24. Licia scrive:

    Non prometto niente, ma forse ci si prova. Forse

  25. gnorilgrande scrive:

    approposito licia una curiosita
    c’è qualche possibilità che ci sia uno stand mondadori a lucca con già disponibile qualche copia del tuo nuovo libro? visto anche il 4 fai la presentazione :=)
    fammi sapere ciao ^^

  26. ila scrive:

    E’ inspiegabile come tu in poche righe possa riepilogare e raccontare le emozioni che un individuo può provare in certe situazioni. Perchè anche io le ho provate, come credo tutti..e raccontarle dando la giusta sfumatura e ricreando l’emozione stessa è davvero un’arte fuori dall’ordinario.

  27. Cloud scrive:

    *_* Non avevo letto nella home *_*

    *_* *_* *_* *_*

    Che bellessa *_*

  28. gnorilgrande scrive:

    So cosa vuol dire, fortunatamente il 2007 sembra andare meglio, ma soprattutto il 2006 è stato un continuo funerale. Prima mio cugino, che ha nemmeno 30 un tumore al cervello se lo è portato via, poi mia nonna paterna. Purtroppo è la vita. E bisogna andare avanti per quanto sia dura.

    Approposito Licia sabato ci becchiamo… voglio la stampa da attaccare in camerina :=)

  29. Gloria scrive:

    Ciao….. sono una tua grandissima fan…..spero k leggerai questo commento prima di passare ad altre cose sicuramente più importanti……volevo dirti che trovo i tuoi libri fantastici……quello che mi piace di più è che nei tuoi libri riesci a trasmettere perfettamente le emozioni che i personaggi provano…….e questa penso sia una cosa moto bella e suppongo anche indispensabile per uno scrittore……….volevo solo darti un consiglio da ragazzas romanticona (probabilmente adesso starai ridendo e pensando “cosa ne vuole sapere una ragazzina di come si fa a leggere un libro?!? io spero conmunque che ci penserai) fa vivere ai tuoi personaggi storie d’amore incredibili….che finiscano bene o male…non importa……perchè l’amore è una delle poche cose che ci fa andare avanti nei momenti difficili……e penso che i personaggi dei tuoi libri debbano affrontare molte difficoltà………auguro che la tua spiccata fantasia non si esaurisca mai……. :D e spero, tra non moto, di poter tornare in libreria ed esclamare felice “IL NUOVO LIBRO DI LICIA TROISI….GRAZIE” Saluti Gloria

  30. Licia scrive:

    Fab: guarda, per ora non so se avrò impegni quel sabato…magari più in là vediamo, ok?

  31. Fabrizio scrive:

    Ehy, riusciamo a fare il pranzo di sabato tutti insieme?

    Fab

  32. JoX scrive:

    Capisco ciò che vuoi dire. Alla perfezione. Mi è capitato di non sapere cosa dire in queste occasioni.
    Probabilmente non c’è niente da dire, non credo che esistano parole che possano anche lontanamente alleviare il dolore.
    Ma già il fatto di essere lì, credo che conti molto di più di parole vuote.

  33. Licia scrive:

    Cloud: sta scritto tutto nella home del sito. Ci sono a partire dalle 11.30 del sabato, fino a pranzo della domenica.

  34. Cloud scrive:

    Wait! Wait! Quindi a Lucca ci sei il Sabato?!?! Spero vivamente di sì perchè io ci sono solo Venerdì e Sabato ^^

  35. mechanikwing scrive:

    *scupoli… mi fanno pensare a come mi sentirei se non facessi qualcosa.

    (e pensavo fosse splinder a odiarmi…)

    P.S. Tante foto per Lucca mi raccomando! :P

  36. mechanikwing scrive:

    Ma il dolore ci accomuna sul serio. Voglio dire, anche se fai qualcosa perchè senti che serve principalmente a te, non stai comunque cercando di fare qualcosa che cerca di servire anche a chi soffre? Anche io vado ai funerali prevalentemente perchè non riuscirei più a guardarmi allo specchio se non lo faccio, ma se sento questa esigenza è perchè i miei pur bassissimi scrupoli E’ vero comunque che chi soffre è sordo a quasi tutto; ma se la vita continua -perchè continua-, sarà anche grazie al fatto che qualcuno ha provato a non lasciarci soli nel buio.
    Forse.

  37. Ettore scrive:

    A volte, il miglior modo per stare vicino ad una persona è il silenzio.
    Vale più di 1000 parole inutili e senza senso.

  38. StefanoRomagna scrive:

    C’è poco o niente da dire, se non cercare di stare accanto alla persona in questione. Il “ti capisco” o “mi dispiace” purtroppo servono a poco, sia per chi sta male, sia per chi vorrebbe fare di più e non può. Non se ne esce.
    Un abbraccio.

  39. Licia scrive:

    Fab: :D
    Mi è già aumentata la salivazione…

  40. Fabrizio scrive:

    Meno di un anno fa ho perso una delle mie più care zie, sorella di mio papà. Mia cugina ha perso un pilastro della sua vita. Mi ricordo l’abbraccio che ci siamo scambiati al funerale, intenso e muto.

    In quei momenti la comunicazione verbale viene meno, perchè offre solo simulacri ai sentimenti veri e propri.
    Quindi gli sguardi e i gesti sono l’unica risorsa possibile.

    Ci si sente impotenti in queste occasioni, ma il fatto di anche solo voler essere vicino a chi soffre è già qualcosa. Perchè a sapere che anche a qualcun altro importa della tua pena, ti senti meno solo…

    Fab

    P.S.: Ehy, cavolo, ma Sabato ci vediamo!!! :) Ho preparato un disegno di Oarf…

  41. Cloud scrive:

    Ho affrontato una cosa simile appena una settimana fa. E’ morto un professore della mia scuola che in tantissimi (io purtroppo no) conoscevano e gli volevano bene. Era malato di tumore al cervello da due anni e alla fine dopo tantissime sofferenze non ce l’ha fatta. La cosa mi ha colpito molto e sono andato a leggere un diario online che aveva tenuto su quei giorni di malattia. Non mi sono mai sentito vicino a quella persona come quando ho finito di leggere quel diario. Mi pareva di conoscerlo da sempre mentre l’avevo visto solo alcune volte di vista. Sono entrato dentro il suo dolore. In questo modo ho affrontato la commemorazione che c’è stata a scuola qualche giorno dopo con altri occhi. E’ stato bello ma triste. Però… mi ricordo ancora quello che disse il nostro Preside nel suo discorso: “Non ci sono parole di fronte alla morte”

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