Archivi del giorno: 30 ottobre 2007

Serata fuori (l’ennesima, in effetti…)

Sperimentare
Ieri sono tornata al ristorante giapponese. Ormai sono sushi dipendente, è ufficiale. Stavolta, però, ho deciso di osare. E che capperi. Sempre ‘sto cavolo di misto piccolo…per una volta sarebbe anche bello che scegliessi io quali fette di pesce ingurgitare. Così, ho sperimentato. Sushi à la carte. Nello specifico: shake, ossia nigiri di salmone, e uramaki di salmone piccante. Così, tanto per gradire.
Me li hanno portati su eleganti vassoietti di legno, lo zenzero da un lato, ilrafano dall’altro. Tre shake, sei uramaki. Erano ottimi. Me lo sono goduto fino in fondo, assaporando anche il giorno di grazia con le bacchette. Gli shaki erano delicati e fragranti come al solito, mentre gli uramaki sono stati veramente una scoperta. Il salmone ha una consistenza particolare, e il piccante ci va di un bene folle col saporino del pesce; dentro c’erano anche delle uova di qualche tipo, rosse, che in bocca scoppiavano stile palloncini spandendo un sughetto molto delicato. Mi sta salendo la fame al ricordo, gurgle.
Tra l’altro sto imparando a mangiare i nigiri senza strozzarmi. Ok, la polpetta la si infila in bocca in una botta sola, ma poi si assapora lentamente. Il sushi è il trionfo dello slow food, almeno per come la vedo io. Minimali, da degustare come si fa col vino, semplici. È stato davvero un piacere.
Ho concluso con un’insalata di alghe che però dopo un po’ m’ha stufato e il dolce di sesamo, che invece m’è proprio rimasto nel cuore. Buono, buono, buono. Chissà quanto calorico, damn…

Fatevi un regalo
La mia serata gastronomica è stata completata dalla visione di Ratatouille. Andate a vederlo perchè è il film più bello della stagione. Ero indecisa e anche un po’ scettica, prima di entrare in sala, ma mi sono ricreduta già durante  il favoloso corto iniziale. Muto, e a dir poco esilarante.
Il film è perfetto. Forse ha solo qualche minuto di troppo qua e là, ma è così dannatamente piacevole a vedersi, così poeticamente divertente, così garbato nel porti la sua morale…Character design favoloso, personaggi dalla caratterizzazione perfetta, sceneggiatura che non sbava mai. Già al pezzetto inziale, in cui il Nostro topino si lancia in una descrizione di ciò che prova quando assapora qualcosa mi ha conquistata. Sinestesia di sapori, colori e musica, il mangiare come arte, il cucinare come religione. E poi questo apologo così delicato sul perseverare nelle proprie passioni, questa esaltazione del genio, a dispetto del mondo che il genio non lo vuole, che desidera un posto appiattito sulla mediocrità imperante. Che bello, ragazzi, che bello!

Deliri post digestivi
Questa mi gira in testa da un po’, ma ieri, mentre le alghe facevano su e giù nello stomaco, ha preso le dimensioni di un’ossessione.  Non trovate che Mika sembri il figlio segreto del Dr. House?

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