Prima di proseguire, riempio una lacuna del post di ieri. Il pranzo bavarese. Donc, la mia mamma, che da quando son salita a Monaco è ormai pienamente informatizzata, s’è cercata su internet le ricette di un tipico pranzo bavarese, e me le ha presentate ieri.
Partiamo con l’antipasto: i bretzel ovviamente non possono mancare. In Italia, purtroppo, o almeno a Roma, quelli veri non si trovano, e uno se li dovrebbe fare. Se siete interessati, ecco la ricetta. Non credo siano difficili, ma tre ore so’ proprio tante… Mia madre ha preso quelli tipo salatino, e, per sopperire alla mancanza del vero bretzel, ha preso un ottimo burro bavarese in cui abbiamo intinto gli attrezzi. Sì, lo so che può sembrare allucinante, ma ho intinto i bretzel nel burro. E pensare che a Monaco facevo merenda con bretzel con su il formaggio e due fette di salame…vabbeh, era un’altra Licia, letteralmente, visto che pesavo 15 chili più di adesso.
Assieme ai bretzel, abbiamo mangiato le weisswurst con la senape. Le weisswurst sono semplicemente delle salsicce bianche, tipiche di Monaco. Anche quelle son veramente difficili da trovare in Italia (io le ho beccate una volta sola al centro commerciale), ma quelle che aveva preso la mia mamma ci assomigliavano molto.
Come primo, abbiamo mangiato la prima specialità che abbia mai provato appena approdata in terra bavarese: gli spatzle. Sono una specie di gnocchetti di farina ed acqua, nel caso di ieri fatti anche con gli spinaci (così erano quelli che avevo preso su a Monaco), conditi con gruviera e burro. Delicati e non particolarmente pesanti, forse il piatto più fine della tradizione bavarese.
Poi siamo passati alle cose per stomaci allenati: lo schweishaxen, ossia lo stinco di maiale cotto nella birra. Una cosa innanzitutto enorme, ma poi buonissima, con un potente retrogusto di porchetta (almeno, quello di ieri aveva un fantastico retrogusto di porchetta, quello originale confesso di non averlo mai mangiato). Per accompagnare, crauti con le mele e patate al cartoccio col burro. Il mio amore per i crauti è universalmente noto, quindi non mi dilungo. Vi dico che le patate erano poetiche.
Infine, non poteva mancare l’apfelstrudel, ossia lo strudel alle mele. Che poi, alle mele per modo dire, visto che dentro ci sono anche mandorle, pinoli e uvetta. Una cosa da sturbo, ve lo giuro. Contate anche che vicino c’abbiamo messo la panna (sì, ero impazzita, ieri), e capirete che roba clamorosa che era.
Donc, se volete provare anche voi, o vi fate adottare, oppure vi sbattete un po’ su internet e trovate le ricette.
Ah, si consiglia di annaffiare con birra tedesca. Io ci do giù di weissbier, come sapete.
Per il resto, stamane esperienza lisergica. Visto che oggi ho portato a lavoro un po’ di pasticcini per festeggiare il mio compleanno, sono andata alle 9.00 al centro commerciale. E ho scoperto che mi piace da morire. Andare presto, intendo. Non c’è nessuno, ma veramente nessuno. La frutta è impilata ordinatamente, il pavimento è lustro, l’ambiente da di pulito. Giri tra i negozi, molti con le serrande abbassate, senza il sottofondo di bambini urlanti e gente isterica. È il dietro le quinte dello scintillante mondo del capitalismo, una cosa un po’ più umana del solito. E poi vuoi mettere pagare ad una cassa vuota? E poi l’addetto alla sicurezza ha anche il tempo e la voglia di farti un paio di battutine, e i commessi sono quasi sorridenti.
Penso che lo farò più spesso. Vale la pena svegliarsi quei dieci minuti prima per risparmiarsi un po’ di stress.
P.S.
Non c’è il link diretto, per cui vi linko il blog. Andatevi a leggere questa recesione de Un Nuovo Regno. È spoilerosa, molto, quindi purtroppo potete farlo solo se avete letto il libro. Altrimenti, muovetevi a farlo perchè la recensione è splendida. Innanzitutto, è splendida per come è scritta. Io adoro le cose che scrive VioVyB, perchè comunicano sempre ad un livello profondo. E poi, ovviamente, come scrittrice non posso che gongolare, perchè lei non solo in quel libro c’ha visto cose che ho cercato di metterci, ma ha visto anche altro. Tipo il collegamento tra la fine delle Cronache e quelle delle Guerre, una cosa che non avevo calcolato, ma che, capperi, è vero.
Insomma, un altro fantastico regalo