Watchmen

Non conosco bene tutte le problematiche connesse al tifo violento. Così, su due piedi, dico che gli ultrà che sfasciano gli stadi ogni domenica sono degli imbecilli e dei criminali. Ma non so perchè questo problema nessuno lo voglia davvero risolvere, qual’è il reale ruolo giocato dalle società, quali interessi ci siano sotto. Vedo solo la solita storia: che c’è gente che prende il calcio a pretesto per sforgarsi. Ha bisogno di menare, punto. Di combinare quel casino assolutamente ingiustificabile che è scoppiato ieri sera nella mia città, a 20 km da casa mia. E che quel pretesto lo chiama calcio. Stop.
Tanto per dire che il problema è tristemente vecchio come il mondo, ricordo che a Pompei, in epoca romana, successe un casino tra due tifoserie opposte di gladiatori. E per dimostrare che è solo mera voglia di spaccare tutto, basta ragionare sul fatto che a Bergamo ci sono state violenze perchè volevano che la partita venisse fermata, a Roma hanno devastato tutto anche se la partita era stata fermata.
È che serve il nemico, un nemico qualunque. Che sia il tifoso laziale o la polizia non conta. Conta il desiderio di menare le mani, di distruggere tutto. Ed è una cosa che in una società civile non dovrebbe trovare posto. Ma che quella italiana sia una società civile non è affatto una cosa certa.

In tutto questo, si inserisce quel che è accaduto ieri ad Arezzo, e che i simpatici facinorosi di ieri hanno preso a pretesto per fare quello che fanno sempre. E quel che è successo ieri in realtà col calcio c’entra poco. Peccato che i tifosi questo non lo capiscano. Più si appropriano di quella morte, più la ricoprono sotto strati di devastazione urbana e mero vandalismo, più la vuotano del suo senso più profondo, un senso inquietante, sul quale sarebbe il caso di interrogarsi seriamente tutti.
Mi attengo alla dichiarazione del poliziotto e all’attuale ricostruzione dei fatti.
È normale che per sedare una rissa un poliziotto spari dall’altro lato di un’autostrada? È normale che corra con in mano una pistola senza sicura?
Io capisco certamente l’errore umano. La nostra storia è costellata da tragedie dovute all’errore umano. Io capisco la situazione in cui adesso quel poliziotto si trova. Però capisco molto meno certe dichiarazioni di ieri, e un certo generale andazzo che mi sembra di intravedere nei sistemi che lo stato usa per gestire le forze dell’ordine.
Innanzitutto, in giro, in tv, in radio, era tutto un fiorire di “si parte dal presupposto che la colpa è dei tifosi, e non certo delle forze dell’ordine”, dimenticando che i poliziotti sono uomini, e come uomini possono sbagliare, o possono addirittura essere farabutti e criminali. Alcuni, ovviamente, mica tutti. Però partire dal presupposto che le forze dell’ordine sono sempre nel giusto non è molto diverso dal partire dal presupposto che tutti quelli che vanno allo stadio lo fanno solo per menare le mani.
Ieri sera l’agente protagonista della sparatoria non era indagato; è stato sentito come persona informata dei fatti. Vabbeh. Indagato non vuol dire colpevole, indagato vuol dire che c’è un’indagine, che si sta cercando la verità. C’è un morto spèarato, c’è una persona che sicuramente ha sparato, sarebbe doveroso metterla sotto indagine, per capire.
La conferenza stampa dopo il fatto è stata giudicata dal sindacato dei giornalisti “inaccettabile”. No domande, ricostruzioni dei fatti raffazzonate e che non stanno in piedi, imbarazzo generale.
Io capisco perfettamente l’importanza delle forze dell’ordine in una democrazia. Sono indispensabili, su questo non ci piove. Ed è per questo che gli errori dovrebbero essere ammessi, le mele marce estromesse, e la chiarezza dovrebbe farla da padrona.  Rigettare i comportamenti sbagliati, censurare anche i tragici errori non indebolisce il sistema, lo rafforza. Ma coprire le colpe, far vincere sempre il senso di appartenenza al corpo piuttosto che la giustizia, agire come se non si potesse mai essere messi in discussione, questo davvero indebolisce le istituzioni, fa perdere loro credibilità.
Probabilmente questo discorso è prematuro. Vedremo come evolverà l’indagine, se tireranno fuori fantomatiche pietre che deviano colpi di pistola, o se ammetteranno che c’è stato un errore.
Però ci sono casi per i quali ancora stiamo cercando un verità degna di questo nome, e soprattutto una giustizia che rimetta a posto le cose. Parlo del G8, parlo di Federico Aldrovandi.
quis custodiet ipsos custodes? si chiedeva Giovenale nella VI Satira, in un contesto assai meno drammatico del nostro. La domanda, però, ha sempre una scottante attualità.

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41 risposte a Watchmen

  1. Ale scrive:

    Mi trovo completamente d’accordo con le tue osservazioni Licia…per quanto il mio post arrivi in ritardo rispetto agli ultimi sviluppi della vicenda (il poliziotto è indagato per omicidio colposo, se non volontario), la storia è sempre la stessa. Purtroppo fatti come questi vengono utilizzati come pretesto per scatenarsi in modo violento contro il “nemico comune”, distogliendo l’attenzione dal vero problema…qualcuno ha ritenuto di “fare il suo dovere” sparando, e ci è andato di mezzo un ragazzo che, tra l’altro, con il motivo dell’intervento del poliziotto non c’entrava nulla…poteva essere mio zio, che di ritorno da un volo per lavoro è salito in macchina dei suoi amici per andare a vedere Inter-Roma, passando tutto il viaggio a dormire sul sedile posteriore, poteva essere un bambino che correva nell’autogrill, poteva essere una macchina che viaggiava sull’autostrada con dentro persone che andavano in settimana bianca…ma tutto questo sembra non sia importante…l’importante è ricordare che il nostro calcio è malato e che gli ultras devono essere allontanati dagli stadi..la mia speranza in questo delirio è che non finisca tutto a tarallucci e vino come sembra accada ogni volta che le forze armate sono coinvolte in azioni poco chiare (come l’irruzione nella scula Diaz a Genova). Non si gioca con la vita, e una persona che ha in custodia un’arma proprio per difendere la vita dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro..

  2. Marie scrive:

    La notizia mi ha sconvolta.
    Ancora una volta si usa lo sport come mezzo di violenza.
    Il calcio come nuovo pretesto per “menare”.
    Trovo assolutamente ingiusto eliminare una partita o rimandarla. Questo secondo me non farebbe diminuire il tifo o la violenza. Bisogna prendere provvedimenti seri.
    Le forze dell’ordine: se agisci sei morto (come successe tempo fa a un poliziotto siciliano).
    Forse è anche vero che le lotte tra i tifosi sono sempre esistite, ma ciò non toglie che bisogna ELIMINARLE una volta per tutte!

    *marie*

  3. mechanikwing scrive:

    hachiko: io sto qualche punte più in là…figrati che solo per caso ho annullato un impegno da quelle parti (e così ho salvato la Panda…)

  4. Alessandra scrive:

    Io non so che pensare.. so solo che abito qua allo stadio e ieri sono passata con la macchina la davanti, ignara di tutto.. mi sono presa un bellp spavento.. bella roba…

  5. Francydellamaschera scrive:

    Davvero???? Era in vendita da oggi??? COmunque per non restare fuori tema….il fatto che uno sport si trasformi in rissee quant’altro è inammissibile, poi il polizziotto ha sbagliato, ma…………….

  6. Lorenzo scrive:

    MA, nn so che aggiungere… Ci sarebbe solo da vergognarsi per queste cose… Soprattutto poi vedere che la giustizia (se così si può chiamare), fa più danni di qunati ne facciano altri…

    Vedendo il tg ieri sono rimasto sconcertato…

    E vedere che le partite nn sono neanche state sospese tutte, e sapete perchè? Sono i soldi che girano dietro al calcio, tra pay-per-view, scommesse ecc…

    Sta diventando tutto uno schifo…

    L’unica cosa mia spiacevole per sfuggire allo schifo che vedo, è rifugiarmi nel libri fantasy, almeno per qualche ora…

    Almeno per questo, grazie licia!

  7. Manuela scrive:

    A febbraio è morto un padre di famiglia!Era un poliziotto..pur sempre un uomo che aveva moglie e due figli che ora sono costretti a vivere senza il loro papà.è morto per degli imbecilli,degli ultrà imbecilli.Ieri è morto un altro ragazzo.Vi rendete conto che in tutti e due i casi la macchina mangia soldi che è il calcio nn si è fermata!!Hanno fatto finta,hanno sospeso le partite x 1 o 2 giornate..questo paese è uno schifo,nn hanno piu rispetto per niente.Sono del parere che il calcio va fermato..va fermato fino a quando gli italiani nn diventeranno piu civili..PERCHE IL PROBLEMA FONDAMENTALE è LA NOSTRA INCIVILTà

  8. Marika scrive:

    Io penso che il poliziotto abbia estratto la pistola solo per intimorire i tifosi e che poi si sia lasciato prendere la mano ed abbia commesso un imperdonabile errore, e che tale errore vado punito. Però non riesco proprio a comprendere tutto il putiferio che si è scatenato ieri, proprio per nulla…era una dimostrazione di odio contro la polizia? Io posso anche capire che alcuni elementi delle forze dell’ordine farebbero forse meglio a darsi all’ippica, ma non ritengo giusto che tutto “il corpo”venga preso di mira, visto e considerato che molti, se non tutti, sono lì per proteggere i cittadini. La squadra della mia città gioca in B, e vi giuro che quando c’è la partita, al sabato, più di metà città rimane bloccata e vengono schierati fior fior di poliziotti ovunque…lo stesso quando la squadra era ancora in C…ma vi pare possibile??? Vi pare giusto che un padre non posso portare lo stadio al bimbo perchè c’è il rischio che gli arrivi una seggiolata in testa???(nb, quella della seggiolata non me la sono inventata, due anni fa nello stadio della mia città i tifosi hanno cominciato a rancare quella sorta di seggioli dello stadio e lanciarli a casaccio)

  9. Murtagh scrive:

    finalmente!!!!!so ke questo commento nn c’entra nulla pero volevo manifestare tutta la mia gioia x aver finalmente acquistato in anteprima “il nuovo regno” olè da stamane in vendita e nn da domani…licia m sai dire perchè?

  10. Sesshoumaru80 scrive:

    Paolo: fosse stato coinvolto nel mezzo della rissa lo potevo capire.
    Capisco ad esempio Placanica: un ragazzo di leva, in mezzo a quell’inferno di Genova, ci può stare che ti parte la testa (imho però si doveva evitare di mandare un ragazzo di leva in quel casino).
    Qui chi ha sparato era a 60-70 metri dall’azione, non correva alcun rischio per la sua persona, io continuo a non capire che bisogno c’era di tirarla fuori quella pistola.

  11. Fabio81 scrive:

    Che il poliziotto abbia sbagliato è certo. e ke sia stato poco attento è certo anche questo, che un poliziotto corra con arma in pugno senza la sicura è giusto, perchè la pistola, qualsiasi cosa si faccia, non spara se non premi i grilletto; che il poliziotto abbia sparato accidentalmente, devo dire, purtroppo, da ex finanziere, che non posso crederci, specialmente con la sua esperienza….
    Sicuramente ha sparato per fermare la macchina, alle gomme, ma basta la posizione della pistola 1cm più su del dovuto e la linea di tiro sale di metri. Sicuramente non aveva intenzione di uccidere, ma se è vero che ha sparato dall’altra parte dell’autostrada allora bisogna fermarlo perchè ha messo in pericolo decine di persone con il suo gesto, tutte quelle che passavano sulla strada. Tutti gli scontri invece avvenuti dopo il fatto, dimostrano solo che molte parti delle tifoserie organizzate sono vere e proprie organizzazioni terroristiche.

  12. Marcello scrive:

    C’è stato un fatto di una gravità inaudita, un poliziotto che spara ad altezza uomo e uccide una persona che nulla aveva fatto. Se proprio chi dovrebbe sapere più di ogni altro come e quando usare una pistola commette un atto del genere. Deve pagare, e ci mancherebbe pure.
    Ugualmente grave è però che un gruppo di mentecatti sfrutti la situazione per sfasciare tutto, e questa è una questione che da romano mi preme sottolineare, perché è ora di finirla, con sta gentaglia, perché non è la prima volta e sembra sempre che ogni occasione sia buona per sfogarsi… mio padre dice sempre che ‘a questi gli è mancata la guerra’, e forse non ha tutti i torti.
    Il fondo della questione è però che finché vivremo in un Paese dove il calcio è vissuto come una religione, smettendo per molti di
    essere una passione sana e diventando una malsana ragione di vita, finché ci saranno radio e televisioni che per ore e ore tutti i santi giorni parleranno di pallone contrabbandandolo per un massimo sistema, i tifosi violenti, i fanatici ci saranno sempre..

  13. Paolo Veroni scrive:

    Io volevo dire una cosa da ex carabiniere! E’ diversi anni che ho smesso, quindi non sono molto al corrente dei regolamenti.
    Non voglio assolutamente discolpare l’agente che ha fatto la cavolata di estrarre e armare la pistola, perchè sono molto poche le motivazioni che ti autorizzano un tale uso. Voglio solo chiedere se qualcuno di voi non si è mai trovato in una di queste situazioni. Perchè se non si ha un’elevata esperienza e un terribile sangue freddo, vi assicuro che si pensa solo a portare la pelle a casa, non si pensa: “Dunque, il regolamento dice… devo fare…”.
    Dopo aver sparato il primo colpo in aria, ha pensato a correre, non certo verificare se la sicura era stata inserita o meno, e nella concitazione è partito il colpo fatale. Se poi (non lo so), era anche giovane…
    Comunque, ha sbagliato e dovrà pagare per il suo errore, ma non pensiamo di essere tutti in grado di regolare le proprie emozioni e paure, in situazioni come quelle. Forse un buon Vulcaniano in Star Trek!

  14. gernaso scrive:

    Sono un poliziotto, e come tale appartengo a quella massa di individui che sono deputati alla sicurezza dei cittadini, della legge e dell’ordine pubblico. Ci credo? …… a volte non lo sò. Sò per certo, perchè ho assistito con i miei occhi, che questa “Amministrazione” come si suole chiamarla, non accetta gli “errori umani”. Con l’errore umano non si fà carriera e nessuno si ricorderà mai di te. Posso confermare, seza ombra di dubbio che l’intelligenza, o l’educazione, non sono requisiti necessari per il superamento delle prove di esame d’ammissione al corpo. Non scrivo per difendere a spada tratta questo lavoro, nè per sputarci sopra. Si fatica a tenere presente che le forze di polizia sono composte di umini e donne comuni, con problemi, difficoltà e punti di forza. Anche tra noi c’è il bono ed il cattivo, il bello e il brutto e non nego che una preparazione più efficace porterebbe sul territorio personale più efficace alla salvaguardia di tutti noi in un sistema non perfetto ove purtoppo necessitiamo di protezione. Vedo costantemente persone comuni, che come gli altri devono pagare le bollette, accompagnare i figli a scuola, amare, sudare e con quotidianità dare il loro umano contributo affinchè si possa “fare qualcosa per chi chiede aiuto”. Grazie a questa persone, che non sono il massimo del galateo o del “politicamente corretto” si riesce a offrire un minimo di presenza in luoghi ove lo sceriffo di solito è il cattivo. Magari le mie sono solo parole senza un filo logico, magari perchè sono dentro il problema. Tra noi c’ è sempre lo scemo di turno che non sà che fare e che pensa che avere una divisa lo porti a dare sfogo di tutto quello che non sarebbe mai capace di fare senza. Credo però che chi si presta a portare al seguito un arma, si accolla un grande rischio. Quando và bene, allora và molto bene. Ma quando và male allora và molto, molto, molto male. Se mi si concede un paragone calcistico, se l’attaccante non fà goal o sbaglia il calcio di rigore, allora non hai segnato il punto, ma se la stessa ca…ta la fà il portiere, allora siamo uno a zero per loro. Purtoppo la vita non è il calcio e quando gli altri segnano un goal, può voler dire che uno di noi non c’e più. Andare a spaccare tutto quello che porta la scritta “polizia” o aggredire quel famoso padre di famiglia, che stà lavorando pensando alle famose bolette da pagare e non avendo alcuna parte attiva rispetto ai fatti che ci sconvolgono non riporterà nessuno in dietro ed al massimo lascierà lì un’altra vittima del sistema, solo che stavolta invece di una sciarpa indossava una divisa. Che soddisfazione ehh!!!.

  15. e l l y(Nihal Sols) scrive:

    Nonostante sia tutto il giorno che non si parla d’altro mi è difficile commentare. E’ una giornata intera che ovunque vada e con chiunque parli esce fuori il discorso “Laziale ucciso da un poliziotto”.
    Avendo l’età che ho e trattandosi pressappoco di coetanei le persone che mi circondano vi posso dire che non ho sentito altro che “Abuso di poterePolizia a morte” e blablabla.
    Ponendo anche il caso che sia vero è detto senza senso,senza soffermarcisi un attimo sopra.
    La verità è che sono d’accordissimo, si da troppo peso al calcio in qualunque situazione, insomma,escludendo tutto il giro economico che c’è intorno non ci si rende più conto che si tratta di un semplice e banale gioco. Quindi è vero : i tifosi ESAGERANO. Ma si partiva da risse così,un pò stupide con qualcuno che tornava a casa con lividi e ferite fino ad arrivare alla TOTALE ESAGERAZIONE. Quasi inconcepibile. E su questo non c’è che dire.
    Per moderare tutto questo servirebbe però qualche mente più acuta che si siede a tavolino e pensa a qualcosa di più sensato. Non serve sparare addosso a qualcuno quando il tutto sfocia nel delirio,perchè solo delirio si può chiamare.
    E’ stato accidentale,si può darsi,può darsi che il colpo è partito senza voler colpire nessuno,può darsi che la persona che l’ha fatto partire fosse la più buona del mondo ma ciò non toglie che tu poliziotto o tu qualsiasi persona che spara : ovunque tu spari anche se non hai nessuno davanti hai la possibilità di colpire. Se tu premi il grilletto anche se non vuoi colpire comunque l’hai premuto e ,essendo un essere umano con una grande capacità nell’errare,puoi sbagliare. E colpire. Un margine di possibilità di colpire c’è sempre e comunque e bisogna mettere in preventivo anche quell’1%. Se succede purtroppo è successo.
    Sono ubriaco fradicio e me ne vado in giro a 110 all’ora e bum : un bambino mi attraversa la strada. Io non mi ubriaco mai,sono un ottimo cittadino e lavoratore,una delle persone più tranquille al mondo ma quella volta sono ubriaco : cerco di deviare in ogni modo,di frenare,di non prenderlo. Ma lo prendo. Dovevo metterlo in preventivo. Nelle mani di una persona in quello stato una macchina è un’arma. E’ in una strada isolata è c’è l’1% di possibiltà di incontrare qualcuno ma non fa niente. Anche se non vuole prendere nessuno quell’1% c’è e bisogna metterlo in conto. Comunque la persona l’hai investita. Non avevi idea che ci fosse e che avrebbe attaversato ma purtroppo l’ha fatto e ora ammetti la tua colpa.
    La colpa è tua che hai usato la macchina da ubriaco senza pensare. L’arma l’hai usata tu in modo sbagliato. Quindi la colpa è tua poliziotto, volente o nolente, non è colpa dei tifosi come la tv,le radio e quant’altro ripetono. I tifosi sono stati delle menti vuote e senza senso a combinare tutto questo ok,ma non sono stati loro a farlo.
    E comunque in conclusione dei fatti : una persona è morta e questo non si può cambiare.

    Tornando al calcio sinceramente esclusi i mondiali non riesco a seguirlo. Ormai è tutto un giro economico assurdo. Non è un gioco stop. Ora sembra che io sia pro-tifosi dal mio commento ma non è così. Affatto.
    Insomma i tifosi che portano una bandiera e TIFANO ovvero supportano la loro squadra vanno più che bene. Ma anche quelli che “semplicemente” si picchiano o danno vita a vere e proprie guerre sono menti vuote.
    Ma chi sono io per giudicare?

  16. Francesco scrive:

    Stamattina sentendo i commenti alla radio, insieme alle solite ciance retoriche, ho sentito qualcuno che diceva che il problema non riguarda solo il calcio ma tutta la società italiana. Secondo me questo è vero; infatti gli ultras oramai si sono saldati con altre realtà della società italiana ed esprimono quella che oramai è la contrapposizione, quasi sempre incoraggaita da ideologie correnti, tra “NOI” e gli “ALTRI”, solo che i NOI e GLI ALTRI cambiano a seconda dei casi. In ogni caso però il giudizio sulle azioni non è mai nei confronti dell’individuo ma è esteso al gruppo, per cui se è il NOSTRO che delinque è responsabile individualmente se a delinquere è l’ALTRO allora tutta la categoria cui appartiene è criminale.
    Questi ultras che hanno assediato Roma e attaccato le forze dell’ordine sono gli stessi che attaccano i campi nomadi o i barboni a difesa di NOI= cultura industriale/metropolitana dagli ALTRI=cultura diversa che non capiamo e non vogliamo capire. Sono gli stessi che fanno dei raids contro l’ALTRO=straniero che ci ruba il lavoro e deve starsena a casa o lavorare da schiavo senza rivendicare nulla, in difesa della sicurezza dei NOI=cittadini accomunati da una appartenenza territoriale (italiano, padano, cristiano etc). Sono gli stessi che picchiano l’ALTRO=tifoso della squadra avversaria, in difesa di NOI=tifosi della squadra del cuore.
    Il fatto è che, nonostante le condanne a parole, queste persone sono sempre state utilizzate perché funzionali acerte ideologie o a certi presidenti di calcio (che poi alla fine sono ridotti ad essere oggetto di ricatto da queste vere e proprie mafie che sono diventati gli ultras).
    Cosa è cambiato nella situazione di ieri che ha spiazzato anche coloro che li hanno messi in moto con le loro idelogie, e che si sono affrettati a difendere ancora una volta la categoria (poliziotti bravi) senza capire che l’errore consiste proprionel ragionare per categorie ed appartenenza? Il fatto nuovo è che questa volta l’ALTRO è stato individuatio nelle forze di polizia e NOI nel popolo degli Ultras; non a caso a fare casino a Roma sono stati gli ultras di Roma e Lazio uniti, nonostante queste due frange si siano sempre picchiati e a volte ammazzati (vedi caso Pecorelli). Ciò non toglie che il filone culturale resta sempre lo stesso: colpire l’ALTRO per difender NOI.
    Ovviamente il calcio non può chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità, ma il germe delle violenze va cercato nella società italiana, senza trascurare che anche ideologie opposte a quella degli ultras hanno le loro responsabilità nella situazione attuale nel momento in cui, rovesciando il ragionamento ma non per questo stando dalla parte della ragione, giustificano ogni dimostrazione ispirata a principi loro graditi anche in presenza di violenze e per definizione colpevolizzano le forze dell’ordine; mutatis mutandis ci troviamo ancora a valutare le azioni degli individui non sulla base delle responsabilità personali (tenendo certo in conto anche i fattori sociali) ma sulla base dell’appartenenza territoriale, ideologica e politica.
    Purtroppo il guaio è che l’atteggiamento descritto non è solo degli ultras o di alcuni politici ma si va estenedendo sempre più alla popolazione italiana tutta, per cui non c’è da meraviglarsi se accadono cose come le reazioni di ieri da parte degli ultras e non solo a Roma.

  17. Fabrizio scrive:

    “Travestirsi da tifoso dell’altra squadra per vincere le partite a tavolino”… Mmm… non so, ma questa cosa mi fa venire in mente i Black Block del G8 di Genova e la Nascente Nuova Amministrazione Berlusconi…

    Ma vabbè, io sono un visionario. Sono uno di quelli che ancora si chiede perchè alla scuola Diaz i Black Block non ci fossero…

    E come direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia…

    Quoto in pieno Giuliano. Il poliziotto dovrà affrontare le conseguenze. Punto.
    Ma ti pare che se ci fosse stata una rissa tra dei pensionati al bar, dopo il morto accidentale i suddetti avrebbero demolito una centrale di polizia???

  18. SylverTrinity scrive:

    Il pretesto è sempre buono quando si cerca di combinar qualcosa. Anche la cosa più insignificante può essere usata come motivazione. Il fatto che sia valida o meno non conta per chi cerca di far casino, mentre diviene rilevante per chi, invece, non comprende quel casino.
    Quel ragazzo morto ieri forse neanche ha capito il casino e la motivazione, fatto sta che adesso anche se la capisse, non ci guadagnerebbe nulla. Prima han detto che era stato colpito senza dire che era grave, prima che terminasse il tg è stato dato morto.
    Ammettere la colpa non è facile e se chi la possiede non lo ammetterà, trovarla sarà difficile. Il fatto è che, se fossi quel poliziotto, forse in un primo momento non riuscirei ad ammetterlo enanche con me stesso. Se avessi ucciso, anche se per puro sbaglio, un ragazzo senza colpa, sarei divorato dalla paura.
    La giustizia, se arriverà, farà forse bruciar meno le ferite della famiglia che ha perso un ragazzo giovane, ma di per sè quel ragazzo non tornerà.

    Si discuterà di questa vicenda adesso, quando si avrà un colpevole cosa si risolverà? Probabilmente ci saranno altre vittime se non si trova adatta soluzione per questa tifoseria eccessiva. Possibile che dietro la parola “tifoso” ultimamente si nascondano tante persone che cercano solo di sfograsi tramite danni seminati al prossimo e all’ambiente che si trovano intorno?

  19. Babil scrive:

    Fabrizio Melodia: No, vi sta sfuggendo un particolare…Ovvio che impersonare qualcuno è reato…Il problema è DIMOSTRARE che stai impersonando qualcuno…La legge sul travestimento dice semplicemente che uno deve avere il volto scoperto per essere identificato. Punto. Dopodichè, se io voglio vestirmi da tifoso di una squadra nessuno me lo può negare anche se a me il calcio fa schifo e non tifo per nessuna squadra. Dopodichè, se vado a fare danni e nessuno mi becca e mi fa confessare che sono un impostore, io figuro (ad es. sulle telecamere, previo utilizzo di un passamontagna perchè non sono fesso) come tifoso di quella squadra e la squadra ci va di mezzo…Meglio ancora, senza spendere soldi per i vestiti vado a fare un pò di vandalismo e firmo con bomboletta spray usando slogan della squadra che voglio danneggiare…
    Questi espedienti sono stati usti di continuo e nei modi più disparati nel corso della storia umana (dai nazisti che bruciano il parlamento, ai coloni americani che gettano il tè vestiti da indiani ecc…) ed è semplicemente assurdo pensare che non venga no usati anche in questi frangenti.
    Anzi, se non mi sbaglio mi pare che si siano già cominciati a verificre i primi casi…
    PS: il problema degli Hooligan non è affatto risolto: semplicemente, invece che menarsi allo stadio vanno a menarsi nei pub…Allora perchè non in un autogrill?
    PPS: Comunque si sta cadendo nella trappola tesi dai giornalisti, ovvero parlare di tifo e di calcio quando invece la notizia è che un poliziotto ha fatto una cazzata e per sedare una rissa da un gruppo peraltro esiguo di persone ha fatto fuori uno che nemmeno c’entrava nulla…Più che per l’audience, mi sa che in questo caso siamo di fronte ad una campagna per commissione, volta a far passare in secondo piano le responsabilità della polizia…

  20. Sono d’accordo con te Valberici, come potrà partecipare a quei massacri in diretta che sono i vari Processi del Lunedì, del Giovedì, della Domenica, etc. Che potrà avere il digitale con milioni di canali per seguire il calcio anche in Giamaica e seguire le partite sul cellulare con contratto capestro 3. Alla fine quel cellulare gratuito l’ha pagato più del doppio con le sue telefonate per mezzo di un servizio scadente…

  21. Quoto Fabrizio…l’ideale sarebbe chiudere gli stadi,tutti a porte chiuse per un bel pò di tempo….e soprattutto bisognerebbe evitare che certi media,che certi giornalisti,montino la paura e la rabbia solo per fare ascolti e per fare lo scoop…

    X-Bye

  22. Valberici scrive:

    Paenem et circenses.
    Ecco il motivo per cui non si risolvono questi probelmi.
    L’attuale classe politica potrà restare al potere solo fin tanto che l’italiano potrà: comprarsi l’ultimo modello di cellulare, sentirsi stupendamente furbo per aver sottoscritto un bel contratto che ti regala 1.000.000 di sms e, ogni tanto, tifare più o meno smodatamente per la sua squadra. :(

  23. Da quel che so il poliziotto è indagato per omicidio colposo anche se la cosa è in evoluzione,cioè in base agli accertamenti potrebbe rischiare anche di più.

    X-Bye

  24. Per imp.bianco: giusto, Imp. La legge sul travestimento c’è e va applicata senza riserve. Anche i Mussulmani più praticanti che risiedono da anni in Italia hanno lasciato da parte il velo delle donne.
    Per quanto riguarda giocare a porte chiuse… torno a dire quello che ho già detto nel blog: chiudiamo gli stadi per un anno. Pugno di ferro, punizione esemplare. In questo modo gli stessi giocatori impareranno a comportarsi meglio in campo, i presidenti saranno meno arroganti, i tifosi meno gasati di far parte di una guerra contro un nemico immaginario. Insomma, una disintossicazione alcolica pesante. Molti di voi sapranno come in Inghilterra hanno risolto molto il problema dei famigerati hooligans… forse dovremmo prendere qualche esempio…

  25. Per Sesshoumaru80: certo, anzi, ti ringrazio molto di questa informazione, oggi devo ancora aprire un giornale. Comunque se hai letto attentamente, dico anche che quel ragazzo avrebbe trovato guai anche solo per aver estratto la pistola. Il regolamento di PS alla mano parla chiaro e le punizioni sono regolate dalla legge. Non solo gli verrà negata la pistola, ma probabilmente non vedrà più un distintivo neanche con il binocolo. Poi ci sarà il processo che richiederà anni… mi metto nei panni dei familiari del tipo e del poliziotto: alla fine sono sempre i più deboli che pagano le spese.

  26. Il fatto è che la legge,se così vogliamo chiamarla,c’è…Per i fatti di Catania,il Catania pagò caro con partite a porte chiuse e via dicendo. Tra l’altro aggiungiamo anche che lo stadio di Bergamo e la maggioranza degli stadi italiani non sono a norma di sicurezza. E già questo,senza i problemi che ci sono stati ieri,sarebbe un giusto pretesto per giocare a porte chiuse. Personalmente credo che sia inverosimile questa cosa del travestimento. Ci sono delle leggi,semplicemente non si applicano.

    X-Bye

  27. Babil scrive:

    francesco imp.bianco: Scusa, ma che ragionamento è? Sto dicendo che se tu metti come regola che quando i tifosi di una squadra fano casino quella squadra viene punita, sapendo poi che questa regola esiste non c’è nulla di più facile che travestirsi da tifosi di una data squadra e fare danni per sabotarla…
    Non è che si può decidere caso per caso, altrimenti diventa arbitrio…Chiaramente, è necessario stabilire una legge valida per tutti, ma fattaa la legge trovato l’inganno e gli efeftti collaterali di una legge simile sono immediatamente evidenti…

  28. Scusa cosa c’entra? Io mi riferivo ai tifosi dell’Atalanta che hanno sfondato una parte dello stadio per far interrompere la partita. Sappiamo che sono dell’Atalanta e per questo la squadra verrà punita. Credo anch’io che giocare a porte chiuse sia la cosa migliore…

    X-Bye

  29. Dark&Light scrive:

    Io credo che tu abbia assolutamente ragione. Ma la cosa su cui mi voglio maggiormente soffermare, oltre alla domanda “Non eravamo un Paese civilizzato?”, è il fatto che come sia possibile che ogni giorno al TG si debbano sentire notizie di uccisioni, stragi, avvenute per la maggior parte nel nostro stesso Paese, e che la morte venga trattata con tanta leggerezza. Non parlo di un Paese in guerra che, sembra essere presa dai leader politici come un passatempo, ma di uno Stato composto da cittadini che sembrano cercare la morte e che, per la maggior parte dei casi, per motivi futili e superficiali. Ti annoi? Bè, ci sono un sacco di cose da fare, e se proprio non vuoi rederti socialmente utile, bè, almeno non fare il cretino facendo lo “sborone” provocado risse! Comunque, non volevo parlare di questo, ma sul modo semplicistico di come hanno parlato della cosa. Un uomo è morto, non esiste più! Ma ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un omicidio, volente o nolente che sia? Ma naturalmente il polizziotto stava svolgendo il suo lavoro, ovvero estrarre la pistola, togliere la sicura, e sparare un colpo in aria, che casualmente è andato a finire nella giugulare di un ragazzo che stava dormendo in macchina… Io non ho parole! Magari capisco un po’ di più i polizziotti che si trovano in mezzo ad una rissa e che, terrorizzati della folla che si viene a parare dinanzi a loro, iniziano a sparare in aria, ma questo è un caso completamente diverso. Per di più non capisco come il calcio stia diventando un pretesto per fare una rissa. Stiamo per caso regredendo invece di evolverci? Ma neanche gli scimpanzè si comportano in questo modo! Bho, io inizio a temere gli anni avvenire, “il futuro è incerto”.

  30. Babil scrive:

    Francesco imp. bianco: facendo come dici tu, basterebbe travestirsi da tifosi della squadra avversaria e fare casino per vincere la partita a tavolino…

    Secondo me bisognerebbe giocare il campionato a porte chiuse…Magari mettendo il calcio solo sui canali a pagamento in modo che le società possano compensare il mancato gadagno degli stadi.

    Altre soluzioni impossibili da realizzare sarebbe ammettere che gli stadi sono diventati luoghi dove menarsi: mettere la polizia per assicurarsi semplicemente che nessuno esca e poi farli massacrare tra loro come più gli piace: ci ritroveremmo senza tante persone di cui nessuno sentirà la mancanza…

    Ancora meglio sarebbe abolire direttamente il gioco del calcio, almeno nella forma del campionato, tanto come dice Beppe Grillo serve solo a distrarre gli italiani da quelli che sono i veri problemi…

    Chi ama il gioco del calcio potrà sempre giocarlo nel campetto sotto casa…

  31. Xivy scrive:

    Ho fatto il tuo stesso ragionamento, compresi il G8 e la triste storia di Federico Aldrovandi, parlando stamane con il mio ragazzo.Cosa può fare un italiano consapevole se non decidere di fuggire da un paese in cui chi ti dovrebbe proteggere in realtà è il primo di cui non ti puoi fidare, dove il razzismo è l’ordine del giorno (ma in casa propria non si guarda mai), dove la violenza non è repressa, dove i parlamentari vengono pagati più che in tutto il resto dell’europa ma dove non si han fondi per la scuola e la ricerca, dove la tv è una fiera morbosa di omicidi?
    Ovviamente sto andando fuori argomento, ma mi chiedo se sono solo io a sentirmi spegnere dentro continuando a vivere qui.
    Questa è solo la punta dell’Iceberg.

  32. Che quel poliziotto abbia sbagliato è sicuro,anche lui l’ha ammesso. Che abbia fatto l’idiota pure. Purtroppo è successo. Errore umano. Lui non sapeva che erano tifosi,credeva fossero dei ladri. Poi i “tifosi” vedasi “delinquenti” hanno preso il pretesto la morte di questo ragazzo per fare casino. In verità poco gli importa chi è morto…basta fare macello. I problemi sono molti. Dalle forze dell’ordine che hanno fatto una conferenza stampa farsa quindi si pone l’obbligo che le forze dell’ordine e le istituzioni siano trasparenti. Altro punto i giornali e le tv che hanno montato il caso ed hanno fomentato la rabbia. Perché bastava dire ragazzo ucciso in autogrill. Non è stato ucciso perché tifoso della Lazio. Hanno sbagliato. Poi quei delinquenti che vanno allo stadio hanno fatto tutto quello che hanno fatto perché non aspettavano altro che rompere e distruggere. Ora dopo tutto quello che successo,una vera e propria giornata di follia,bisogna riflettere. Prima di tutto pene più severe e soprattutto che vengano applicate sia al poliziotto che ai delinquenti di ieri a Roma,Bergamo,Taranto e Milano. Poi trasparenza delle istituzioni e degli organi di polizia. Ed infine pene severe per il calcio che è degenerato. Ok,i tifosi o presunti tali hanno fatto questi casini,allora la vostra squadra pagherà caro,porte chiuse per cinque,dieci,venti giornate e vittoria a tavolino della squadra avversaria (per esempio per la partita Atalanta-Milan). Il fatto più preoccupante in Italia è che quando succede qualcosa di eclatante e la colpa è di una persona,poi la colpa ricade su tutta una determinata categoria di persone. Qualche giorno fa i romeni,ora i poliziotti poi a chi toccherà? Musulmani? Polacchi? Avvocati? quello che è avvenuto ieri in molte parti di Italia è inaccettabile…siamo,o almeno pensiamo di essere,un paese “civile”…cerchiamo allora di comportarci come tali…

    X-Bye

  33. VioVyB scrive:

    Ieri si sentiva il baccano e le urla fino a casa mia, ad un chilometro o poco più di distanza. Un po’ faceva paura.
    Anche a me è venuto il paragone con il G8 di Genova, ma non capisco come in quel caso le forze armate siano intervenute con tanta violenza repressiva, indiscriminatamente su chi agiva in modo violento e chi meno, mentre davanti ad un’orda di teppisti come gli ultras il più delle volte la polizia non muova un dito. Devono essere le intenzioni a cambiare il trattamento.
    ovviamente è incredibile, inaudito, che uno sport diventi il momento per sfogare tanta rabbia, non capisco come cose simili possano succedere.

    P.S. Settimana scorsa ti ho mandato una mail. Per favore, se hai tempo controlla che sia arrivata, perché la mia connessione internet è quel che è.

  34. JoX scrive:

    Che gli ultras siano persone che vogliono solo far casino non ci piove.
    Chiunque sia stato a sparare, secondo me è giusto che paghi. Possedere un’ arma non ti dà automaticamente la licenza di uccidere.

  35. gnorilgrande scrive:

    può essere che troveranno l’ennesima scusa per coprire il misfatto. d’altronde piccioni con il ventre di ferro che respinge i prioiettili sono all’ordine del giorno qui in toscana. spero solo che non ci saranno nuove registrazioni come al tempo del g8 di una carabiniera che dicieva “Ah AH Ha stiamo vincendo noi 1-0!” dopo la morte di Giuliani.

  36. Carlo scrive:

    Per capire come possa esistere gente che si va a menare per una squadra bisogna tenere presente una cosa: il calcio e il tifo sono intesi esattamente come sfogo (controllato, incanalato) della aggressivita’ di chi male riesce ad adattarsi al “peso della civilta’”. Andare allo stadio e’ un surrogato della “tribalita’” che e’ stata abbandonata molti secoli fa dalle societa’ piu’ avanzate – quelle che si sono mosse verso un modello piu’ democratico (Sparta era tribale, Atene no). Democrazia significa liberta’ individuale, e liberta’ individuale significa responsabilita’, e la responsabilita’ e’ una cosa _pesante_, e alcuni individui non riescono a reggerla. Cosi’ questi individui li si manda allo stadio, almeno una volta alla settimana, a ritrovare il tribalismo perduto almeno per un po’.

    E soprattutto che si eviti il rischio che tali persone, invece che andare allo stadio e a tifare per una squadra, spostassero il loro entusiasmo e la loro passione, chesso’, in politica: perche’ sarebbe un vero disastro. Meglio che tifino per il Milan, piuttosto che per Fini, giusto?

    E quindi: gli stadi sono fatti proprio per questo: per essere sfasciati. Poi uno torna a casa, e riprende la sua triste vita da pollo d’allevamento: c’e’ gente che di piu’ non riesce ad avere. Occorre tollerarla.

    Riguardo al ragazzo ucciso: la sola ragione di questo vespaio e’ che qui la violenza e’ uscita dai canali ad essa riservati. Ed e’ proprio per questa ragione che tutti fanno di tutto per associare questo incidente al “calcio”. Cioe’, a pretendere che _nulla_ sia uscito dal suo appropriato contenitore, e che quindi tutto va… “bene”.

  37. Sesshoumaru80 scrive:

    Fabrizio: il poliziotto oggi ha fatto, finalmente, una dichiarazione pubblica.
    Ha detto di aver sparato un primo colpo in aria, e poi di essersi messo a correre, nel correre gli è partito un secondo colpo, quello che da 60 o più metri ha beccato il ragazzo.
    A prescindere dalla balistica e dagli accertamenti, nel migliore dei casi resta questa versione data dal poliziotto: stava correndo arma in pugno, senza sicura e con il dito sul grilletto in autostrada.
    Non c’è da fare processi sommari se le cose sono andate così, va solo garantito che gli venga tolta la pistola e non faccia più pattugliamenti.
    Senza demonizzare nessuno, non è ammissibile però che un poliziotto corra arma in pugno, senza sicura, solo per sedare una rissa che ormai era sedata di suo.
    Non è così che si usa una pistola, punto.

  38. Cara Licia,
    amicus plato, sed magis amicus veritas.
    Il problema è: quale verità? Possiamo stabilirla? Con assoluta certezza?
    Direi di no, anchetu fai notare come i giornali seppelliscano sotto macerie e spazzatura l’ossatura stessa della notizia. Anche i nostri rispettivi blog possono essere fomentare il fraintendimento, questo perchè, per il famoso principio d’indeterminanzione di Heisemberg ( che tu conosci molto bene, suppongo,non me ne volere, ti prego) l’osservatore interferisce sempre e comunque con l’ oggetto osservato. Questo appunto perchè non si devono aggiungere commenti, semmai un puro lasciar essere i fatti come sono. Ma come li vendono i giornali senno’? Altra cosa: i poliziotti hanno regolamenti assai restrittivi per l’uso delle armi. Quel ragazzo ènei guai solo per aver estratto quell’arma. In più, non abbiamo ancora la perizia balistica della scientifica. Non facciamo processi sommari,come hanno fatto quei bastardi,che non sono tifosi,mache ci piaccia o meno, un prodotto di questa società, di cui la medesima si nutre come il peggiore dei vampiri. Un bacio e continua così :-)

  39. Pamela Miss Black scrive:

    Ogni volta che apprendo un fatto del genere resto sconcertata. Mi chiedo per quale motivo debba esserci tanto astio fra i tifosi… Forse non si rendono conto che il calcio è solo un gioco… Un semplice sport che dovrebbe essere seguito con passione, non con violenza. A questo punto devo pensare come te, Licia, che le risse non siano affatto dovute al calcio ma ad uno sfogo personale. Quindi, se il calcio venisse abolito, queste persone continuerebbero a fare un casino pazzesco in altri luoghi o in altre occasioni… In quale modo si può fermare questa violenza? E da cosa nasce questa loro rabbia che li porta a sfogarsi? Non lo so… Mi sembra così assurdo. Non metto in dubbio che sia anche colpa delle forze dell’ordine, in certi casi. Ma il punto è che non si dovrebbe arrivare proprio al ricorso dei poliziotti, per una partita di calcio.

  40. pork89 scrive:

    mah che dire…
    mi vorrei esprimere ma ho paura che la mia opinione venga incompresa…
    apparte il fatto che l’errore del poliziotto sicuramente c’è stato, e sicuramente si dovrebbe rivedere il modo di agire in questi casi, che ne so, pistole a elettroshock, o cose del genere, non riesco comunque a comprendere l’esistenza di persone che non trovano altre attività se non quella di spaccare tutto e fare casino… appunto, il calcio qui diventa un pretesto… non è gente, è massa, sicuramente la amggior parte di loro presi singolarmente sono bravi ragazzi, ma nel gruppo si annichiliscono… per fare un’esmpio l’altro giorno ero al mc drive di via tiburtina con dei miei amici, e per scherzare ci stavamo prendendo in giro tra di noi… due ragazzi seduti al tavolo accanto, credendo ke le accuse fossero rivolte a loro, ci seguono e quando usciamo dal mac, iniziano a spingerci e a provocarci… per fortuna che non so proprio il tipo che si mette a fa ste cose, ho rpeso e me ne so andato… ttto questo per dire che gente che gira… bah
    e questo comunque a prescindere dal ragazzo morto che sicuramente sarà stato una vittima e probabilmente manco c’entrava nulla, ci mancherebbe… però non riesco a capire come possa esistere gente che si vada a menare con altre per una squadra…

  41. mechanikwing scrive:

    Secondo me l’Ordine fa un patto con i propri custodi: protezione particolare, in cambio del silenzio della coscienza (o del silenzio in generale, meglio). Non è sbagliato che i tutori dell’ordine vadano rispettati e ricompensati per il servizio che rendono: è dai tempi dell’antica Roma che i veterani si beccavano le terre migliori una volta ritirati dal servizio, e via così… certo, protetti oltre ogni limite no.
    Oggi secondo me ci sono due domande gravi:
    Primo, perchè la colpa deve pendere sempre da un lato solo: è una forzatura innaturale delle cose, specialmente quelle umane. In questo caso magari il morto veramente non ha colpe, e in qualunque caso il morto non si merita mai di morire; ma per esempio ancora non capisco, da bue medio che sono, perchè nessuno si è chiesto che ci faceva Giuliani con un estintore di metallo da 10 kg addosso a un poliziotto bloccato in una camionetta circondata da gente in cerca di un “nemico”.
    Secondo, perchè applicare la giustizia quella vera, ovvero dare a ciascuno il suo, sia sempre ritenuto lesivo di intere categorie. Perchè se si arresta un tifoso si ledono i diritti di tutti i calciofili? Perchè si insabbiano più o meno clamorosamente i reati commessi dalle forze dell’ordine a causa della onnipresente convinzione che far pagare a dei singoli poliziotti le ingiustizie commesse magari nella scuola Diaz significa colpevolizzare e destabilizzare tutta la Polizia?
    Secondo me la giustizia non ha bisogno di generalizzazioni, anzi più sono late e più truccata sarà la bilancia. Il che mi porta a una domanda corollario: ma è giusto, ogni volta che succede qualcosa, tirare in ballo tutti i fatti più o meno simili successi prima? Non predico l’oblio, sia chiaro: temo solo il pregiudizio, che diventa la prima ingiustizia se non ci consente di giudicare il singolo fatto come è giusto.

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