Archivi del giorno: 20 novembre 2007

Let me introduce to you…Bianchina

Bianchina l’ho incontrata alle 11.30 di ieri. Sono entrata nel negozio con un misto di vergogna ed eccitazione. Fare di queste cose a 27 anni, adulta e vaccinata…Però il tizio del negozio non ha fatto tanto d’occhi (ovviamente, era lì per vendere) e il posto era una specie di paradiso. C’erano praticamente solo chitarre, di tutti i tipi e di tutte le fogge. Una parete per le acustiche, trespoli per le classiche, un muro per le elettriche.
Lei è stata la seconda che ho visto. Mi ha fatto subito simpatia, perchè le manca una spalla e perchè è pallidina, un po’ come me. Da cui il nome, Bianchina.
Le ho preso una custodia, una serie di plettri, e mentre me la portavo a casa le parlavo.
“Stai bella sdraiata sul sedile, mi raccomando, e non mi fare brutti scherzi”.
C’ho messo su le mani ieri sera prima di scrivere. Invece di una puntata di Ranma in più, un’oretta di strimpellamento. Riesco addirittura a fare una decina di note. Clamoroso, eh? E due musichine idiote.
Come primo impatto, devo dire che l’accordatura è uno stracciamento di maroni senza pari. Mentre ho scoperto di avere un’agilità alle dita che un elefante al mio confronto è Glenn Gould. Ma sono confidente. Prima o poi, entro il prossimo secolo, imparerò anche gli accordi.

Mi sembra di essere tornata indietro di molto tempo, a quando alle medie iniziai a suonare il flauto da sola. Avevo un orrido flauto di plasticaccia scordatissimo, e lo suonavo a tutte le ore, massacrando i timpani di tutta la famiglia. La soddisfazione fu massima quando riuscii a mettere le mani su un bel flauto di legno.
Adesso è la stessa cosa. Mi era passata persino la fame, mentre pizzicavo le corde a tutto spiano. E non aveva importanza che per fare un la appresso ad un do ci metto dieci ore. Davvero, non conta. Solo sentire il suono delle corde mi rilassa.

P.S.
Avevate ragione, fa un male cane. Stamane ho l’indice fuori uso, il medio che urla e l’anulare che non sta tanto bene. Sono lieta di aver preso una classica, con l’acustica non so che cosa avrei stamane al posto dei polpastrelli…Però questi doloretti son ferite di guerra, un po’ come il callo al collo dei violinisti o i succhiotti per gli amanti. Sono entrata anch’io nel club. E ho tutta l’intenzione di rimanerci

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