Archivi del giorno: 22 novembre 2007

Qualcosa è cambiato

Interno sera. Resti di un pasto sul tavolo. Io mi alzo e prendo Bianchina. 
Io: “È ora di suonare”
Giuliano, guardandomi e scuotendo la testa: “Una volta avevo una moglie, la sera ci guardavamo insieme Ranma…adesso ho una fottuta rockstar”.
Io, nel frattempo, in grande segreto, continuo ad essere ossessionata da questo 

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memorie bianchinesche

Non sono una donna del tutto perduta. Suonare Bianchina non mi fa venire in mente Matt Bellamy che suona Unintended a Verona lo scorso luglio. Piuttosto, mi fa tornare in mente in tempi delle superiori.
È che l’universo mondo sa che a sedici anni c’è una sola ragione per la quale si inizia a suonare la chitarra: rimorchiare. Non so esattamente quale percorso mentale faccia sì che alle ragazzine di quell’età piaccia il figo chitarra-munito. Sarà l’aria da artista maledetto, o i nascenti pensieri osceni sui molteplici usi di mani bene allenate, ma il ragazzo con la chitarra tende sempre ad acchiappare più di quello privo.
Anche Giuliano all’epoca fece un tentativo, per arrendersi quando si accorse che il gioco non valeva la candela: 100 pagine di esercizi pallosi prima di approdare ad un accordo scemo. No, meglio piuttosto provarci con la nanetta cicciotta dell’università, quella che cammina sempre gobba. Col senno di poi, a quanto pare fece la scelta giusta.
Anyway. Io a quindici anni non facevo eccezione. Mi dilaniavo ascoltando a ripetizione  Nevermind e In Utero e mi piaceva un tizio che suonava la chitarra, C. Gli aficionados si ricorderanno di questo ragazzo. Di un anno più grande di me, rappresentate di istituto, con l’aria sbattuta del rivoluzionario in boccio, per lui avevo preso una cantonata di quelle davvero storiche. Ogni mattina mi sedevo sulla cattedra nel corridoio e aspettavo di vederlo passare mentre entrava in classe. A ricreazione gli facevo la posta seguendolo per mezza scuola. Una cosa da denuncia, insomma.Lui suonava in un gruppo. Iniziai ad ascoltare i Nirvana perchè una volta vidi lui con su una loro maglietta, per dire. E insomma, un giorno c’era occupazione. Io cercavo di convincermi che occupavo contro la privatizzazione della scuola pubblica blablabla, ma la triste verità era che lo facevo solo per lui. Che un bel giorno si portò la chitarra. Al solo vederlo con l’oggetto in mano, io iniziai ad avere i tremori.Si mise da un lato e iniziò a suonare. Inizialmente c’era un po’ di gente a starlo a sentire. Io ero così nel pallone che ora non ricordo manco le canzoni che fece. Mi ricordo però che la folla andò lentamente diradandosi, finchè rimanemmo soli io e lui. Ora. Questa si chiama occasione. D’oro, per di più. Una persona normale, ossia un non-adolescente, tipicamente ne avrebbe approfittato per attaccare bottone, chiedere qualche canzone amata, parlare. Io rimasi muta per tutti i venti minuti che passammo assieme.  Immobile a contemplare l’adone che pizzicava le corde. A ripensarci mi sento male. Una delle cose più imbarazzanti che abbia mai fatto in vita mia. E il bello era che io la trovavo normale. Perchè aprire bocca? Perchè alzarsi?
Lui, sconvolto, provò anche a chiedermi se c’era qualcosa che volessi sentire o cantare.
Crollata di spalle: “Quello che vuoi”.
E certo.
Non ricordo come si uscì dal’empasse. Forse mi resi conto che la cosa aveva del paradossale, e soprattutto che lui si stava scassando i maroni oltre ogni dire, e mi alzai e me ne andai. Quel giorno, però, camminai a due metri da terra fino a sera, ringraziando D’Onofrio che levava i soldi alla scuola pubblica per darli alla privata. Poi trasferii i miei interessi erotici su un violinista, l’anno dopo. Evidentemente per la musica ho sempre avuto una passione. Ma questa è un’altra storia.

P.S.
Ho notato un paio di vostri commenti incazzati perchè dite che vi sto censurando. In effetti il sistema di commento è cambiato. Visto che un giorno sono stata sommersa dallo spam, adesso può commentare solo chi ha un commento precedentemente approvato da me. Siccome sono pigra (e non ho mai tempo per niente), mi sono scordata negli ultimi giorni di approvare tutta una serie di commenti in attesa. Lo sto facendo adesso in paura pranzo. Abbiate pazienza, a breve vedrete comparire tutti i commento “censurati”  

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