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dicembre 2007

Come promesso ieri, oggi si inizia una rubrichina sui miei libri. Non so con quanta costanza mi ci metterò su, intanto vi beccate questa prima puntata. Potrebbe anche essere l’unica in effetti…a volte la mia incapacità di progettare per bene certe cose mi stupisce…Vabbeh.
Ho notato che ci sono domande ricorrenti nelle vostre mail; in particolare, una cosa che mi chiedete molto spesso è l’origine dei nomi dei miei personaggi. Ho pensato potesse allora essere carino parlare di quelli dei personaggi principali, svelando anche magari qualche altarino…Non ho i libri sotto mano, per cui mi limiterò ai nomi più importanti (in verità sto consultando Wikipedia per ricordarmeli :P ).
Cominciamo con le Cronache:
Nihal: ormai lo sanno più o meno tutti, è il nome di una stella della costellazione della Lepre. Si pronuncia Nihàl, è un nome arabo e significa Cammelli che si Abbeverano. L’avessi saputo prima, forse non avrei scelto proprio questo nome. Non credo però che non tutti sappiano che Nihal da principio aveva un altro nome: Leida. Leida è una città olandese che ha avuto una grossa importanza nella fisica dell’800. Io, comunque, avevo scelto questo nome perchè mi piaceva il suono. Piacque invece di meno alla Mondadori: mi dissero che innanzitutto ricordava troppo la principessa Leila di Star Wars, e che poi comunque si ricordava poco. Io allora mi tirai giù un bel catalogo di nomi di stelle e cercai quelli che mi piacevano di più. Nihal mi colpì da subito, e piacque molto anche agli editor. Per curiosità, mi piaceva parecchio anche Bellatrix, ma non il nome in sé, che aveva qualcosa di poco pratico, ma il fatto che in latino significhi combattente.

Sennar: tutto sommato è un nome inventanto. Mi piaceva il suono, mi ci sono affezionata subito. Temo però di essermi ispirata a Senara, un personaggio delle Querce di Albion della Bradley. Non che avessi amato particolarmente quel libro, però era bello lungo, e Senara era una protagonista, per cui, per forza di cose, mi era rimasto in testa.

Laio: qui la mia fantasia iniziava a difettare. Per un personaggio così candido volevo un nome semplice, quasi banale. Laio mi venne fuori al volo. Per chi non lo sapesse, Laio è il padre di Edipo, ucciso dal figlio, e l’Edipo Re è probabilmente la mia tragedia greca preferita.

Ido: è il nome di uno dei personaggi principali di Alita. Ido è l’uomo che raccoglie la testa di Alita nella città discarica, le dà un corpo e la alleva come una figlia. Un maestro anche lui, quindi il nome tutto sommato ci stava. La verità è che Ido all’inizio si chimava Oda. Il nome l’avevo scelto per due ragioni: volevo che gli gnomi avessero nomi brevi, in modo da distinguere le razze anche da questo punto di vista e Oda Nobunaga è un personaggio storico giapponese che avevo conosciuto tramite il fumetto Keiji il Magnifico. Il problema è che quando la Mondadori lesse Oda mi disse che essere basso + maestro + Oda = Yoda, e mi chiese di cambiare. Mi buttai su Ido, che era breve e conteneva comunque un riferimento al mio amato giappone

Soana: credevo di averlo inventato. Poi ho scoperto che esiste una Via Soana dietro S. Giovanni, a Roma, e che esiste una valle Soana. Anche in questo caso, mi piaceva il suono

Dola: questa fa veramente ridere. Fedele al principio che i nomi degli gnomi dovevano essere brevi, ho iniziato a fare le più assurde combinazioni di tre o quattro vocali e consonanti che mi venissero in mente. Poi ho mangiato una banana Dole, mi sono ricordata che allucinante sfruttamento dei contadini applicano le grandi multinazionali alimentari, e ho deciso che il mio cattivo si sarebbe chiamato Dola.

Deinoforo: anche qui, la fantasia iniziava a difettare. Allora ho ravanato nelle mie residue conoscenze di latino e greco. Deinos, in greco, vuol dire “terribile”. L’avevo imparato a dodici anni, quando mi ero infatuata dei dinosauri e sapevo tutto del deinonychus. Sempre in greco, ma in verità anche in latino, fero vuol dire portare. Per cui Deinoforo = portatore di cose terribili, più o meno. E poi Deinoforo mi pare un nome abbastanza agghiacciante per un cattivo

Aster: ritorniamo alle stelle. Aster in latino vuol dire appunto astro. Un nome innocuo per un personaggio assai inquietante, era un contrasto che mi piaceva

E veniamo adesso alle Guerre
Dubhe: memore dell’esperienza del precedente libro, mi gettai sul solito catalogo. Dubhe mi piaceva molto come suono, e poi è una stella dell’Orsa Maggiore, la si vede tutto l’anno. Tra l’altro era stato uno dei nomi papabili per Nihal. Decisi a volo.

Lonerin: ero ossessionata dal nome Lohengrin, che, per la cronaca, è uno dei protagonisti del ciclo arturiano. Wagner c’ha fatto su un’opera lirica, Ludwig II di Baviera l’aveva messo nei dipindi che decorano Neuschwanstein. Insomma, ero già fissata con la germania, per cui trovai qualcosa di simile. Lonerin mi pareva perfetto.

Rekla: un nome scelto solo ed esclusivamente ad orecchio. Mi suonava, era aspro, come la persona che lo portava

Theana: ovviamente, è ricalcato su Soana. Non che le due abbiano qualcosa in comune, a parte la magia, ma per entrambe iniziavo a sperimentare un grosso problema: all’inizio della loro creazione non le visualizzavo a sufficienza. Nella mia testa erano sfocate. Soana l’ho recuperata nelle Guerre, e ora posso dire di essere soddisfatta di come mi è venuta fuori, Theana si è fatta valere in Un Nuovo Regno. Insomma, alla fine sono due successi. Ho scoperto con orrore da poco che Theana, o qualcosa di simile, è il vero nome di Terru, uno dei personaggi de I racconti di Terramare di Goro Miyazaki (film bruttarello anzicchè no, per altro). C’è anche un tizio che si chiama Tenar…

Dohor: nelle intenzioni iniziali, Dohor come personaggio inizia a finiva nell’Accademia. Il suo ruolo era solo quello di mostrare le difficoltò incontrate da Ido a fare l’insegnante. Poi c’ha preso la mano e ha deciso di mettersi a fare il cattivo in grande stile. Il nome, comunque, lo scelsi come faccio di solito coi personaggi secondari: guardo la tastiera, accoppio le lettere a caso, e vedo se mi suonano.

Tarik: solita ossessione per i nomi arabeggianti. Non lo so, mi piacciono da impazzire. Tariq è un nome arabo; l’ho modificato un pochino e l’ho usatoSan: ha funzionato un po’ come con Laio. Personaggio tutto sommato ingenuo, volevo un nome semplice. San mi pareva perfetto: facile da ricordare, semplice e carino.

Learco: lui mi ha dato un po’ di grattacapi. Avevo voglia di un nome che facesse un effetto un po’ straniante nel contesto (nomi come Deinoforo, Laio sembrano starci un po’ poco nei miei libri, e questo, non so perchè, mi piace). Allora mi sono buttata sul mitologico, cercando disperatamente un personaggio che avesse avuto problemi col padre e avesse un nome che mi piacesse. Considerate che le prime venti pagine delle guerre le scrissi perchè fossero ambientate durante la Guerra dei Duecento Anni, e Learco in verità era Nammen. Alla fine trovai Learco, personaggio minore della mitologia addirittura ammazzato dal padre folle. Mi piacque e lo adottai.

Yeshol: volevo un nome esotico e sibilante. Avevo in mente la sonorità di certe parole ebraiche (avevo tirato in ballo gli arabi, per par condicio ci volevano anche gli ebrei). E così mi è venuto questo nome, e non riesco nemmeno a ricostruire da quale vocabolo l’avevo cavato fuori

Sherva: anche qui, nome sibilante perun personaggio viscido come una serpe. Credo avessi in mente la parola Shervood.

Voilà, spero di avervi divertito e di aver soddisfatto le vostre curiosità. Se avete in mente altri personaggi di cui volete la storia, fatemelo sapere, ma considerate che i nomi dei personaggi più secondari sono tipicamente tirati a caso :P

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