Allora, vi state baloccando con l’intervista su Donna Moderna? Io ho dato un’occhiata stamattina prima di uscire. Alla fine, nella foto né spada (anche se se ne vede un pezzetto di elsa) né pugnale, però è bella lo stesso, no? Me a parte, intendo. Ormai ho la prova provata che in foto vengo male sempre e comunque. Credo sia una caratteristica genetica.
Per il resto, stanotte mi sono svegliata alle 3.30 che avevo caldo (e anche lo stomaco pesante per via della cena cinese; da quando sono calata di peso inizio a farmi passare certi sfizi…). Mi sono riuscita a riaddormentare solo alle 4.00 circa, dopo aver vagolato su internet come un’anima in pena. Il pensiero contingente che mi aveva svegliata suonava pressapoco così: cazzo, domani ho una presentazione in cui mi presenta Curzio Maltese e parla con me gente tipo Giancarlo De Cataldo.
Ma la verità è che questa è solo la punta dell’iceberg. È che ogni tanto la vita prende la rincorsa e scappa. Una passa un tot di tempo più o meno ferma, accettando lo status quo, e poi c’è un’accelerata improvvisa, esattamente quando ci si era ormai abituati al modo in cui le cose stavano scorrendo.
Un po’ di tempo fa qualcuno mi ha scritto che il suo sogno stava per realizzarsi, e aveva paura. Mi chiedeva se a me era mai capitato qualcosa di simile, se avevo avuto paura anch’io prima della pubblicazione. Ecco. Io ieri ho avuto paura. Perchè le cose stanno cambiando, perchè sto prendendo delle decisioni, perchè tutto inizia a diventare troppo grande. Lo so che non c’è niente di male. Che devo essere contenta, che, diciamocelo, ho pure faticato, e non poco, per migliorare e ottenere certe cose. Però uno ha paura lo stesso. Quando gli eventi si susseguono a tale velocità che prevengono persino i tuoi sogni, ti prende la vertigine.
Ho sicuramente bisogno di una vacanza. Tanto riposo, un po’ di tempo per vedere gli amici con calma, suonare senza fretta, farsi un bagno da due ore col bagno schiuma alla cioccolata, e dormire, dormire un sacco. Ma non è solo questo. Mi serve un po’ di tempo per ragionare sulla strada percorsa, per metabolizzare tutto quello che è successo nell’ultimo mese. Devo accettare che, sì, è capitato proprio a me, che sta andando bene. Che non so quanto durerà già lo so, per cui non mi spreco a rifletterci troppo.
Domani, intanto, giornata di ferie a casa. Prevedo un po’ di sane pulizie, magari ci infilo anche presepe e alberello, e magari metto anche a posto un po’ il sito, che è troppo che non lo aggiorno. Poi, per chi vuole, appuntamento al Palazzo dei Congressi alle 18.00.