Da ragazzina, come tutti i tredicenni, ho avuto il mio momento no. Lungi da me ovviamente realizzare che era un banalissimo momento no, come quello di qualsiasi altro preadolescente; no, io ero l’unico essere al mondo a soffrire di niente, ero l’unica persona così sensibile da cogliere l’assurdità dell’esistenza. Vabbeh. In ogni caso, nei momenti peggiori, quando vedevo tutto nero, avevo una fantasia: che si potesse mandare avanti il nastro. Una specie di morte meno definitiva e a comando. Non ti piace come vanno le cose? Chiudi gli occhi per uno, due mesi, e ti risvegli dopo, quando tutto va per il meglio. Era un pensiero consolante.
Stamattina, dopo un’ora e mezza di traffico per fare i venti chilometri che separano casa mia dal lavoro, e dopo essermi imbattuta in una serie di complicazioni appena arrivata, quella fantasia mi è tornata alla mente.
Svegliarmi tra qualche anno. Tagliare tutte le complicazioni di questo periodo di passaggio, le decisioni, gli inghippi, e uscirne quando tutto sarà finito e deciso. Mi perderei un sacco di cose, lo so: probabilmente il periodo migliore della mia carriera di scrittrice, una gravidanza e qualcos’altro che dimentico. Ma non dovrei stare qua a mettere insieme i cocci perchè tutto torni.
Poi mi ricordo che questo è un bel periodo, cazzo, che le cose mi stanno andando bene, e devo tener duro, continuare. Vale la pena sopportare le cose che non vanno, la stanchezza perenne, le tristezze, le sfide. E che in ogni caso la porta di servizio nella vita non esiste, non si sfugge. O combatti o soccombi, e sebbene io abbia pensato a lungo di non essere attrezzata per fare il guerriero, l’armatura e la spada ce l’ho. Per cui nulla, mi siedo qua davanti, rimbocco le maniche e vado avanti. Come sempre. E questo, tutto sommato, me lo avete insegnato anche voi, in tante delle mail che mi avete mandato di recente.
Per l’angolo della cosa buffa (dovrei istituzionalizzarla, ‘sta rubrica…), ieri sera, appena vado online, gaspad mi chiama via Adium. Mi dice che una mia collega ha mandato una mail a tutti quelli che lavorano con me. Considerato che io a casa la posta di lavoro non la posso scaricare, la posso solo vedere online. Il contenuto della mail?
Questo.
Ho seriamente valutato la possibilità di venire oggi a lavoro dopo essere rapidamente passata dal chirurgo plastico per un cambio di connotati (che, tutto sommato, mi farebbe anche bene…). Per fortuna però per ora tutto tace…