Oggi è il primo giorno della mia nuova vita. Da oggi sono in ferie, ma in verità a lavoro non ci tornerò più. Da oggi e per nove mesi studierò, scriverò, e lavorerò a ritmi meno sostenuti di prima.
Mi mancheranno i miei colleghi (ma non credo perderemo davvero i contatti, ci vedremo solo un po’ di meno), mi mancherà la palestra e la clamorosa mensa dell’ESA. Forse mi mancherà persino l’open space, quell’invenzione diabolica che mi costringeva, ad ogni telefonata, ad uscire fuori a parlare, che fosse bello o piovesse. Però dovevo darci un taglio. Sono stata male quest’ultimo mese. Ho bisogno di riprendere possesso di casa mia e della mia vita, ho bisogno di sedermi e riflettere, di scegliere di nuovo la mia professione. Non sarà facile e lo so, perchè ci sono cose che non cambiano, difficoltà che restano anche se non devo più fare 36 ore settimanali a lavoro. Ma è da qualche mese che mi firmo sulle mail con una frase di Berserk: dovunque si vada, ciò che ci aspetta è sempre un campo di battaglia. L’ho sempre saputo. Occorre imbracciare di nuovo scudo e spada.
Tutto sommato non credo cambierà molto. Non so cosa aspettarmi. Le mie paure restano, vivono assieme a me e forse mi servono persino per andare avanti. Ognuno trova il proprio equilibrio nei modi più strani e incoerenti. Il mio passa attraverso una certa dose di autocommiserazione, di complessi di inferiorità e paure varie. È un passo avanti anche ammetterlo.
Intanto, comunque, ieri ho inaugurato il nuovo corso con qualche ora di brain storming su una nuova storia. È sempre bello farsi largo tra le nebbie del possibile, far fiorire una singola idea e cercarne di nuove. E poi quel momento fantastico, in cui senti che le cose iniziano a girare. È come se sentissi le rotelle mettersi in moto nella mia testa, e ingranare. Ieri sera è successo. Speriamo che l’idea produca i suoi buoni frutti. Io già mi sento abbastanza fomentata, e ho voglia di raccontarla, questa storia. Vedremo.
Credo che il blog non tornerà prima del 27. Stasera vado da mia suocera per la vigilia, domani vado a Benevento e ci resto fino al 26. Dunque, auguri a tutti e grazie per questi tre anni insieme. Grazie per l’affetto sconfinato, per il sostegno, per tutto quello che abbiamo condiviso da quell’aprile del 2004, in cui iniziai a raccontarvi di Nihal. Buon Natale a tutti.
P.S.
Ho messo sulla home il biglietto di auguri di quest’anno. È orrido, lo so. Purtroppo la mia conoscenza di gimps è ancora approssimativa, quindi sono dovuta scendere a patti con la mia incapacità e accontentarmi di quel che son riuscita a produrre. Mettiamola così: l’ho fatto con tanto affetto (e c’ho messo tre ore).