Archivi del giorno: 2 gennaio 2008

Riassunto delle feste

Ho scartato i regali il 24 sera, per la prima volta in vita mia. E non ho seguito la messa di Natale a Benevento, per la prima volta in ventisette anni di vita.
In compenso, ho fatto la passeggiata natalizia per il corso di Benevento, ho mangiato il cardone e ho pranzato fuori coi miei parenti a Santo Stefano, come da copione. Perchè ci sono cose che cambiano e altre che restano sempre uguali, ed è un bene in entrambi i casi.
Ho dormito un sacco, ho poltrito, mi sono distrutta le dita sulla chitarra, ma adesso faccio con una media di una cinquantina di errori la strofa di Unintended.
Ho visto un sacco di puntate di House, ho passato le serate sul divano a sperare che Giuliano finisse la tesi un po’ prima, in modo da vederci insieme una cosa cosa qualsiasi, che ne so, un telefilm, o Leon, o V For Vendetta.
Ho pulito casa, mi sono compiaciuta dei pavimenti splendenti, dell’ordine sulla scrivania in soggiorno, e mi son detta che il bello delle vacanze non è andare in giro. In giro ci vado quando lavoro. Il bello è stare a casa al caldo a vedere un film insieme, a pranzare magari con due scatolette di tonno, ma insieme.
Ho preparato la tavola per il cenone di Capodanno, e ho pensato che nonostante piatti e bicchieri di carta tutto sommato era carina, con le candele al centro, le tartine in mezzo e la torta di mia madre da un lato.
Ho sparato i botti fuori assieme agli altri, ho riso come una matta sui rauti che non esplodevano, ho messo in palio le miriadi di chili di dolci che ho dentro casa in deliranti partite a trentuno e merda.
Mi sono angustiata, ho pensato al futuro, mi sono arrovellata sulle idee che non tornano, ho iniziato a deprimermi, fino a dimenticarmi pure perchè ero angosciata e per cosa.
Non ho fatto propositi per il nuovo anno, sono passata al 2008 come si passa da lunedì a martedì. Ho solo girato pagina al calendario.
E nonostante i buoni propositi, oggi non sono rimasta a casa a farmi i fatti miei. Sono invece a lavoro con Giuliano, a spiegargli cosa ho fatto finora e cosa dovrà fare d’ora innanzi. E con questo sono tre 2 gennaio che lavoro.

Ora non so esattamente cosa devo fare per ingranare. Riposarmi mi sto riposando. Ma non scrivo. Forse è questo il problema. È un periodo un po’ così, in cui non capisco esattamente cosa mi manca e cosa diavolo non va. Forse sono gli strascichi di tutto quello che è successo negli ultimi mesi. Boh. Intanto, nonostante sia tutto diverso, in verità questo 2 gennaio assomiglia molto a quello passato.

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