Archivi del giorno: 15 gennaio 2008

Giorno nuovo, palestra nuova

Non lavorare più per l’ASI ha significato svariate cose. Una di queste è la perdita del privilegio di poter frequentare la palestra interna. Per cui, me ne sono dovuta cercare una nuova.
Ora, una palestra è una cosa delicata. Ti deve divertire, ti deve piacere l’ambiente, ti deve essere utile ma non ti deve ammazzare di fatica, deve stare alla corretta distanza da casa e da lavoro, in modo da non farti perdere un’ora in viaggi. Un casino, insomma.
Comunque, dopo qualche tentennamento, alla fine ho trovato una buona soluzione. La palestra è un fighissimo centro sportivo piscina munito a sei chilometri da casa mia.
Vantaggi: c’è la piscina, e a me piace nuotare; pare l’abergo a cinque palle in cui andai una volta a Bologna, e questo mi diverte.
Svantaggi: è troppo figo, di sicuro sarà frequentato da magrissime gnocche piene di muscoli e dall’ego smisurato.
Anyway, ieri sono andata alla prima lezione, emozionata come una scolaretta.
Trovare parcheggio non è stato facile come speravo, e il casino di mamme che accompagnavao i pargoli alla lezione di nuoto mi ha lasciato perplessa. Però c’era quel fantastico odore di cloro che mi piace tanto.
Negli spogliatoi, ho passato ai raggi X la popolazione femminile presente. Perchè ormai sono una maniaca.
Femmina, trent’anni, completino chic, qualche rotolino di ciccia sul sedere. Cliente abituale, ma non troppo. Tipo normale con cui posso confrontarmi.
Femmina, diciotto massimo, magrissima. Cazzo, se son tutte così io sarò la chiattona del gruppo, sob…
Femmina, venti. Muscoli delle spalle pronunciati. Fanculo, è più allenata di me.
Voi vi chiederete il perchè di tutto questo. Per sapere il grado della figura di merda che avrei fatto in sala. Avrei rotolato goffa tra atlete professioniste? Sarei stata l’elefante in mezzo alla cristalleria?No, perchè l’ultima volta era andata così.
Andiamo in sala, e con un sospiro mi tranquillizzo. Sembran tutte persone normali. No bodybuilder, no anoressiche, no modelle con lo stacco di coscia che mi giunge al collo.
Entra l’istruttore. Cazzo, uomo. No, perchè avere l’istruttore uomo significa che dovrò avere una depilazione perfetta alla gambe 365 giorni l’anno, o, in alternativa, usare fuseaux super coprenti quando non ho voglia di andarmi a fare la ceretta. Non so, la gamba non disboscata forse posso farla vedere ad altre donne, che capiscono che una non ha tempo per essere sempre perfetta, che la ceretta fa male e costa, ma ad un uomo no. Non gliela fo.
Inizia la lezione. Musica a palla e ritmi indiavolati. E io mi sento bene. Sì, fanculo alle apparenze e alle mie idiote idiosincrasie da stupida ragazzina cicciona. Voglio solo rimettere in moto il corpo, sudare, canticchiare sulla musica.
E così la lezione scorre senza intoppi. Tengo il tempo, sudo come un porcello e mi diverto. Persino quando sbaglio.
È stata più dura delle lezione cui ero abituata. Infatti stamatina sono più o meno imbalsamata; braccia piene di acido lattico, addominali che gridano pietà. Ma mi fa bene, e mi piace. Mi sa che domani provo addirittura la piscina, così, per sgranchirmi un po’.

Ah, quasi dimenticavo. Il progetto top secret comincia ad essere desecretato. Alcuni di voi hanno trovato le tracce di cui vi avevo parlato. Io vi posso dire due cose: è una cosa nuova, ossia non è ambientata nel Mondo Emerso, e posso darvi due indizi:

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