Archivi del giorno: 21 gennaio 2008

Nella foga mi sono dimenticata di due cose. Online ci sono due mie nuove interviste

Intervista su Editoria Ragazzi 

Intervista per Il Circolo 

Melusina, poi, chiede un indizio. Vabbeh, uno e un po’ ovvio.

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La mia è un’ossessione, quindi posso dirvi che i draghi non mancano neppure nel nuovo libro, come suggerisce il titolo. Questo però non significa che sappiate già che tipo di draghi aspettarvi…mio dio come sono criptica e involuta :P

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Un sabato in trentino

Dopo non so nemmeno quanti anni, credo dieci, ho preso un treno non per lavoro, ma per diletto. È che questo fine settimana sono stata a Marilleva da mia suocera, per un sabato sulla neve.
Certo, un sabato solo è poco, e per altro io non so neppure sciare, ma a volte fa bene andare a vedere l’inverno vero, quello bianco, e non questo surrogato autunnale che devo sorbirmi tutti gli anni qua a Roma.
Così, ho dormito sulle dolomiti per due giorni, e mi sono riempita gli occhi di panorami clamorosi. In Trentino c’ero stata solo una volta in vita mia, quando salii a Monaco di Baviera due anni fa. Allora era autunno e tutto era rosso. Adesso invece c’è un metro abbondante di neve e persino di notte un bianco accecante illumina tutto.
Ho visto le dolomiti al chiaro di luna, mi sono stupita del cielo terso e luminoso in cui potevi distinguere persino il colore delle stelle, e ho fatto un po’ il pieno di esperienze mistiche. Perchè in effetti non so sciare, quindi ho lasciato il resto della truppa sulle piste, e sono scesa a Marilleva 900. Lì non sapevo esattamente dove andare, ma ho trovato la mia meta non appena ho individuato un ruscello che tagliava a metà la vallata. Ho messo le cuffie e ho lasciato che l’iPod mi consolasse col meglio dei Muse.
Sono stata mezz’ora a guardare l’acqua che scorreva, col freddo della neve che pian piano passava la tuta e si trasmetteva a tutto il corpo. Ho studiato il torrente, sempre identico e se stesso e sempre mutevole, e mi sono sentita sola, con la testa appoggiata a terra e le braccia spalancate sulla neve ghiacciata. Mi sono chiesta quando abbiamo smesso di sentirci a nostro agio in mezzo alla natura, chi ci ha insegnato ad aver paura della solitudine, dei luoghi isolati e deserti come quello dove stavo.
E poi ho camminato lungo il torrente, e non c’era nessuno, e ho potuto sognare di essere sola, là in mezzo. Quando ho attraversato una vasta distesa, così bianca da farmi male agli occhi, con gli stivali che affondavano e il bastone improvvisato che mi ero fatta con un tronco che sprofondava nel manto intatto, ho potuto sognare di essere come quel ragazzo con cui corrispondo da un po’, e che adesso è in Antartide. Sola a camminare verso il nulla, la tuta che impaccia i movimenti, la borsa che mi pesa sulla spalla e il fiatone.
Mi sono fermata un altro paio di volte, quando ormai l’iPod mi aveva abbandonata e l’unico suono a farmi compagnia era il chiocciare dell’acqua del ruscello. E poi niente, sono tornata alla civiltà e alla funivia. L’aria era piena dell’odore di salsicce e crauti, e ho pensato a Monaco, che stava un trecento chilometri oltre le montagne che avevo davanti, dove forse c’era la neve, ma di sicuro per le vie aleggiava quello stesso identico odore. Un po’ di tempo fa avevo pensato che tutto sommato forse non volevo più tornarci, a Monaco. Era stato un bel periodo, certo, ma ora era chiuso. Fine, stop. Invece a ondate la nosalgia ritorna.
Ieri, mentre salivamo in casa in mezzo a tutta quella neve, ho detto a Giuliano: “Io sare dovuta nascere in un posto così”. E lui mi ha risposto: “Non ti sarebbe piaciuto lo stesso, proprio perchè sarebbe stato il posto in cui eri nata”. E probabilmente è vero.
Passo la vita a credere che la mia serenità stia altrove, e invece l’unico luogo dove può stare è dentro di me, in un atteggiamento che sia meno distruttivo e disfattista. E intanto ieri sono caduta preda di vecchi vizi…

Angolo del progetto top secret; chi è iscritto alla mailing list già sa quanto sto per dire, ma è ora che anche gli altri usufruiscano di un breve riassuntino circa gli indizi che vi ho dato finora sul progetto top secret.
1. da Fantasy Magazine sappiamo che il titolo provvisorio è La Ragazza Drago
2. il libro ha qualcosa a che fare col Lago di Albano
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3. c’entra anche un’acrobata
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4. c’è un collegamento anche con Thuban, la stella più luminosa della costellazione del Drago
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5. ci sono in gioco anche le Viverne, e in qualche modo è un indizio anche il fatto che l’immagine di Viverna che ho scelto viene dai decori di Villa Mondragone
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Non so cos’altro aggiungere, mi pare di avervi detto già una marea di cose. Credo ci sia posto solo per un altro indizio, se non voglio sciorinarvi tutto e togliervi il piacere della lettura. Comunque, intanto posso dirvi che dei quattro indizi tre fanno riferimento a personaggi del libro e due ad ambientazioni.

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