È iniziata verso le 12.00. Ero a casa di mia madre, e ho pensato ad un guasto del suo router wireless. Peccato che neppure il telefono funzionasse. Ma mi sono messa l’anima in pace. Appena fossi arrivata a casa mia avrei avuto internet disponibile.
Entro invece a casa alle 15.00 circa, e vedo che la Airport lampeggia in giallo. Rete assente. Telefono che non squilla.
Santo Fastweb mi ha abbandonata. Ci abbandonati tutti, nel quartiere. I minuti si sono fatte ore, e la Airport ha continuato a lampeggiare triste e sconsolata. Un pomeriggio intero senza internet.
So di essere dipendente dalla rete. La mattina non prendo coscienza se non leggo eriadan e non vedo la home di Repubblica. Le mail le controllo ogni cinque minuti, ci lavoro…Ma fino a ieri non credevo che la mia dipendenza fosse così grave.
Mi servivano le mail per questioni lavorative. Dovevo controllare un paio di cose per la presentazione di stasera. E poi volevo vagare nella rete e basta, cazzeggiare come al solito. Niente. La disperazione ha iniziato a salire, fino a tracimare verso le 16.30, quando, ormai sconfitta, ho seguito Amici su Canale 5. Il fondo però l’ho toccato alle 20.00. In attesa del nostos del marito, mi sono messa a guardare La Ruota delle Fortuna. Non fate quella faccia. Avevo già scritto, avevo già letto, tanto da finire pure il libro che stavo leggendo.
Quando Giuliano è entrato ha guardato la tv, ha guardato me sdraiata sconsolata sul divano e ha commentato: “Sei proprio disperata, eh?”.
Stamattina, poco prima di uscire, adorabile, rassicurante, dolcissima lucina verde sulla Airport. Rete tornata. Ora sono in fase di overdose: ho scaricato tutta la posta scaricabile, ho navigato tutto il navigabile.
Fastweb, giurami che non ci lasceremo mai più, giuramelo!