Archivi del giorno: 13 febbraio 2008

La Fée Verte

Il locale è quello di una mia cara amica. Con me, Giuliano e un po’ di suoi colleghi, che per strani incroci lavorativi sono sostanzialmente anche miei colleghi.
I bicchieri sono due; uno che acqua e ghiaccio, il secondo più piccolo, verde. Piccolo sì, ma colmo. Era un po’ che avevo voglia di assenzio, ma fino ad ora ne ho sempre bevuto pochissimo, a casa mia. Per una volta mi andava di berlo in compagnia.
Contemplo il bicchiere. Sarà almeno almeno dieci volte quello che bevo di solito. Ma è una festa. C’è gente seduta qui che non vedrò a lungo, che già domani partirà per l’america, e poi c’è chi dà l’addio alla ricerca, proprio nel giorno del trionfo. E poi ci sono io, il mio libro nuovo, la casa appena presa. C’è da festeggiare, non c’è dubbio.
Inizio a berlo puro, lo zucchero adagiato sul fondo del bicchiere. Mi riempie la bocca dei suoi fumi, mi scende bruciante per la gola e mi riscalda lo stomaco. Tolgo il piumone e resto col maglione.
Sorsi lenti, distanziati, per dar tempo al mio cervello di ingranare. Ma non bevo sul serio da secoli, e il mio corpo non è più abituato all’alcool. Così i contorni lentamente stemperano in una soffusa aria di irrealtà. Le persone attorno a questo tavolo, la musica di sottofondo, le risate e le chiacchiere. Il bicchiere davanti a me, il ghiaccio che lento si scioglie, e il fuoco in bocca. La realtà perde di consistenza, sciogliendosi in un continuo altalenante, in un precario universo in bilico. Gira tutto, tutto oscilla pur restando fermo.
Verso un po’ d’acqua in quel che resta dell’assenzio. Cerco di tamponare prima che sia troppo tardi, ma troppo tardi lo è già.  Mi sembra di aggrapparmi con le unghie e coi denti al tavolino che ho davanti, alla coversazione che procede fluida, troppo fluida per me. È come quando mi tolsero il dente del giudizio, e stavo per svenire. Aggrapparsi a quel minimo di lucidità che senti, e tirare, tirare, tirare. Così ora. Faccio una fatica folle a non volteggiare sopra il tavolo. A rispondere quando mi chiedono qualcosa. E per dimostrare a me stessa che non sono ubriaca, cerco di usare più paroloni possibili, per finire poi ad inciampare sulle cifre che cito. Mi chiedo se la gente mi guardi stranita, mi chiedo come appaio dall’esterno, se si nota lo sforzo per non lasciarsi andare al turbinio delle cose che ruotano.
Il bicchiere è vuoto e io cerco di contrastare il mal di mare. Mi dico che ho fatto un errore, settanta gradi sono decisamente troppi per questa mezza astemia che sono diventata, un’astemia a cui piace la weissbier e il liquore fatto in casa. Non che per la verità me ne freghi poi troppo.
Mi butto sulle gambe di Giuliano. Adesso ho anche sonno, e gli appoggio la testa dietro al collo. Quando chiudo gli occhi non ho punti di riferimento, e allora lascio che il valzer parta. Giro, e giro, e giro, come se stessi sul piatto di un giradischi.
Quando usciamo mi ci vogliono buoni dieci minuti per sentire il freddo. Proprio come quando ero a Monaco, e uscivo dai pub forte di mezzo litro di birra a scaldarmi le vene. Cammino tutto sommato bene, evidentemente sto smaltendo la sbornia. Ho il singhiozzo che non va via, e devo concentrarmi. Se devio dal binario rischio di cadere.
In macchina non riesco a tenere gli occhi aperti. Sono le due, è stata una giornata davvero pesante, e ho bevuto troppo. Sono convita che non dormirò, con tutto questo dannato girare del mondo. Mi metterò a letto e mi sembrerà di stare su una nave, e finirò per rigirarmi tra le coperte a lungo.
Invece perdo i sensi appena appoggio la testa sul cuscino, e rinvengo al suono della sveglia alle 9.00 del mattino, con un mal di testa che levati, e il senso di colpa di aver bevuto troppo. Quanto fa ingrassare un bicchiere di assenzio?
Morale della favola: Licia, quando esci con gli amici, mai più una cosa che superi i dieci gradi di gradazione alcolica.

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P.S.
Oggi Fantasy Magazine pubblica un bellissimo articolo su La Ragazza Drago. Trovate una copertina provvisoria, la quarta, e un riepilogo puntualissimo e molto interessante sugli indizi che vi ho dato finora. È una piacevolissima lettura che vi consiglio

La Ragazza Drago 

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