Archivi del mese: marzo 2008

Da Bologna con furore

Vi scrivo dal letto della mia camera d’albergo a Bologna. Fa molto decadente, vero? E se vedeste la carta da parati e la moquette rossa lo pensereste ancora di più. Sono qui per la Fiera del Libro per Ragazzi, e sono stremata da una mattinata a macinare stand su stand. Stasera cena fuori in compagnia. Anzi, è quasi ora di andare ad iniziare l’opera di restauro…Sarò, quindi, breve.
Innanzitutto, ho tra le mani La Ragazza Drago. Ed è troppo figo. Più ancora di quanto credessi. Paolo al top del top. Voglio bene a questo libro, voglio bene a Sofia. Non credevo, ma c’è così tanto di me in lei…Vedrete. Il 15 Aprile, per la precisione. Io, per parte mia, vedrò di riempire l’attesa con qualcosa di succoso (se ci riesco).
Due, oggi Lipperatura parla de I Confini della Realtà. E di me. Non vi dico nulla che son senza parole. Leggetevi il post, piuttosto. L’altro giorno, stesa sul divano, col libro stretto tra le mani, ho pensato che è una cosa di cui sono orgogliosa per davvero, per la fatica che mi è costata e, perché no, per il risultato.
Finally, Giuliano ha voluto immortalare le prove che sono sì alta un soldo di cacio, ma comunque supero di una buona spanna Doreamon. 

pic-0034.jpg 

 A domani! 

51

Come tagliare in pezzi un pollo surgelato for dummies

Occorrente: 4 persone adulte, di cui almeno due uomini; un tagliere; un coltello da cucina ben affilato e lungo; un paio di forbici trinciapollo; un martello.
>I nonni contadini di vostro marito potrebbero regalarvi un bel pollo ruspante da 3 chili, surgelato intero. A voi potrebbe di conseguenza venire l’insano desiderio di dividere in pezzi l’oggetto in questione, senza per questo scongelarlo. Del resto, la bestia, intera, in congelatore non entra. Mettete dunque le quattro persone intorno al mastodontico pollo, e lasciate che riflettano per qualche istante . Disponete quindi l’animale sul tagliere, indi fate un primo tentativo. Memori delle conoscenza di fisica di tre dei presenti, vi ricordate che una lama può affondare nel giacchio grazie alla semplice pressione e allo sfregamento. Iniziate dunque ad agire sul petto del pollo col lungo coltello.
Desistete dopo circa dieci minuti di tentativi, quando ormai avete un bicipite che manco John Cena.
Passate alla fase due: le maniere forti. Uno dei quattro afferri saldamente il martello, indi ponga sul suo petto il lungo coltello e inizi ad affondare la lama a colpi di mazzuola. Noterete che ora lentamente la carne si taglia. Uno dei quattro dia il cambio al primo, esausto, e inizi ad agire sul dorso dell’animale. La terza persona osservi la scena, dando consigli inutili: “no, che vi schizza la lama in faccia! No che così rompete il coltello! Attenti alle dita!”
In comodi venti minuti dovreste ormai aver tracciato una linea lungo l’intero contorno dell’animale, ahimè non più profonda di mezzo centimetro.
Detergetevi il sudore e riflettete ancora.
Entri in scena la quarta persona armata di trinciapollo. Si passi dunque alla terza fase: il momento dell’illusione. ll quarto tenti disperatamente di tagliare l’animale usando il trinciapollo. Abbandonerete il piano dopo qualche minuto di laboriosi tentativi. Indi, è ora di passare alla quarta fase: la fase Michelangelo.
Il quarto impugni saldamente il trinciapollo a mo’ di scalpello, lo conficchi con violenza e anche un po’ di sadica voluttà (son pur sempre già venti minuti che trafficate intorno alla Bestia di Satana) nello sterno dell’animale, indi inizi a colpire l’oggetto col martello.
Dopo altri dieci minuti sarà necessario un ulteriore cambio, e il primo tornerà al lavoro.
Agite così per un’altra decina di minuti, prima sul petto, poi sul dorso, allargando il taglio usando il trinciapollo come cuneo.
Dopo quaranta minuti circa, il pollo inizierà a produrre sinistri scricchiolii, finché, vinto, non deciderà a spaccarsi in due, così, tutto d’un botto.
Abbandonatevi a canti di gioia e maledizioni varie che colpiscano il pollo e la sua progenie fino alla settima generazione. 

83

Today is the day

Tecnicamente, the day is domani, ma mancano due ore, suvvia, non siate troppo pignoli.
Domani esce Ai Confini della Realtà, l’antologia del fantastico che contiene, tra gli altri, anche il mio racconto Nulla si crea, Tutto si distrugge. Vi faccio un breve riassunto; questo è il mio primo tentativo con una tematica non esattamente fantasy. Anzi, il racconto decisamente non è fantasy. Per altro, l’antologia non è neppure un libro per ragazzi (questo non vuol dire che siete minori di diciotto non potete leggerlo :P ). Insomma, è tutto nuovo, peggio ancora che coi Dannati di Malva. Un po’ di notizie per ingolosirvi:
i racconti sono dieci, e gli autori
Tullio Avoledo con Lo Zoo di Schroedinger
Eraldo Baldini con Arrivano dal Buio
Violetta Bellocchio con Anteprima
Gianni Biondillo con Cosa Accadde Davvero quella Notte
Pino Corrias con Benzodiazepine
Luca Di Fulvio con Le Ali Leggere dell’Amore
Chiara Palazzolo con Plastic
me, e il titolo lo sapetegià 
Carla Vangelista con L’Odore
Marco Vichi con In Articulo Mortis
Il curatore, invece, è Sandrone Dazieri, che ci presenta tutti qui
Poi, al solito, fatemi sapere che ne pensate.

36

Così, tanto per fare atmosfera…

…l’alberello di Pasqua a casa dei miei. Le uova le dipinsi troppi anni fa…una si è anche rotta, mi sa che a breve mi produco di nuovo e la rifaccio…

dscn1671.JPG 

26

Auguri!

Domani (oddio, ormai è quasi oggi…) sto tutto il giorno coi miei, poi verso sera parto e torno lunedì sera. Per cui gli auguri ve li faccio adesso. Da me e dalla mia tavoletta grafica, tanti auguri di buona Pasqua 

buona_pasqua.jpg

 

32

Nuova rubrica

Come potete vedere sulla colonna destra, ho deciso di inaugurare una nuova rubrica: Astronomica. Mandatemi una mail al solito indirizzo (licia@liciatroisi.it) con oggetto “Astronomica”, e ditemi di quale argomento astronomico volete che parli.
Una volta ogni due settimane selezionerò un argomento e ci farò su un post. Adesso però fatevi sotto con gli argomenti, ok? 

11

Catastrofi

Ho aggiornato l’articolo il 3 febbraio 2011

Ieri sono andata in missione a Teramo. Più che una missione è sembrato una specie di viaggio indietro nel tempo. Mano a mano che la Lancia macinava i chilometri, le stagioni si riavvolgevano. Ad Assergi, appena usciti dalla galleria del Gran Sasso, la neve ci ha detto che eravamo a dicembre, sotto Natale.
A me ha fatto piacere. L’inverno è la mia stagione preferita, più dura meglio mi sento. Un po’ meno piacere mi ha fatto stare con un maglioncino leggero e una giacchetta di vellutino a 3°, ma alla fine io ho sempre, ma proprio sempre freddo, quindi…E la sera, quando intorno a noi tutto stava lentamente virando dal viola del tramonto al blu della notte e la neve ha iniziato a scendere quasi furiosa, ho potuto veramente immaginare che fosse la vigilia di Natale.  Per il resto, viaggio piacevole e utile, come al solito. Abbiamo stabilito i prossimi passi, e quel che porteremo al meeting di Barcellona, fra tre settimane. E poi ho scoperto modi alternativi per morire dolorosamente a causa della fisica. Un paio li conoscevo già, ma uno è una favolosa new entry. Ve ne faccio partecipi: 

Le dimensioni non contano: A Ginevra stanno costruendo l’LHC, che non è una nuova droga psichedelica, ma il Large Hadron Collider, ossia un acceleratore di particelle. Sarà un attrezzo gigantesco, che produrrà urti ad energie inimmaginabili. Ora, quando si parla di energie così grandi, spunta la vaga possibilità che si formino micro buchi neri, che sono come i loro fratelli maggiori, ma più piccini. Secondo la fisica, questi micro buchi neri evaporano (diciamo scompaiono) in brevissimo tempo senza causare danni. Però. Però pare esista una probabilità trascurabilissima, il che vuol dire stratosfericamente piccola, che si formi un buco nero appena appena più grande, che non evapora, ma in una frazione infinitesimale di secondo…hop! Si magna tutta la terra. Eh già. In macchina ci siamo immaginati la scena.
Scienziato: “Ecco…ecco…ci siamo quasi…evvai! Abbiamo fatto un bu”.
Plop.
Fine dell’umanità.
Pulito, elegante ed indolore. Aster ne sarebbe fiero. 
Anyway, prima che creiate un movimento Anti-LHC:
1. non si è affatto sicuri che si possano davvero creare buchi neri con l’LHC
2. tutti gli studi sui rischi connessi all’uso dell’LHC hanno dato esiti negativi: è sicuro
3. la probabilità di cui parlavo è spaventosamente piccola. Vi ricordo che per la meccanica quantistica è non nulla anche la probabilità che a sbattere una pallina contro un muro per un sacco di volte ad un certo punto la pallina ci passa attraverso. No, per dire…
4. non tutti gli scienziati sono concordi nel dire che questa probabilità esiste. Per la maggior parte di loro, no.
Maggiori informazioni: LHC su Wikipedia  

Dinosauri flambé: nell’universo esistono delle esplosioni enormi chiamate Gamma Ray Bursts. La scienza ancora non spiega chiaramente cosa li causi, ma si tratta appunto di eventi catastrofici, che producono l’emissione di un sacco di raggi gamma. Piccola parentesi; le onde elettromagnetiche si differenziano per la lunghezza d’onda, che è questa cosa qui

Grandi lunghezze d’onda -> onde radio (sì, quelle della radio).
Lunghezze d’onda diciamo intermedie -> luce visibile
Lunghezze d’onda piccole piccole -> raggi X (quelli delle lastre) e raggi gamma.
I raggi gamma non fanno granché bene alla vita. Producono ustioni, cancri, mutazioni genetiche varie. Ora, in genere queste esplosioni avvengono molto distanti da noi. La radiazione gamma che giunge nei nostri paraggi è poca, e quindi viene tutta bloccata dall’atmosfera. Infatti, gli astronomi studiano i GRBs (Gamma Ray Bursts, appunto) usando i satelliti. Ora, nel 2004 ne è esploso uno a 50000 anni luce da noi. Cosmologicamente parlando, non è pochissimo. Ebbene, la radiazione ebbe l’effetto di modificare un pochino la ionizzazione dell’atmosfera terrestre (uno ione è un atomo con carica elettrica; in genere gli atomi non sono carichi). Se questo GRB fosse esploso a 10 anni luce da noi sarebbe stato capace di spazzare via il nostro strato di ozono. Forse lo saprete, lo strato di ozono ci protegge dalla radiazione ultravioletta del sole, che è un’altra cosa che non ci fa gran bene. Qualcuno dice che le grandi estinzioni che si sono avute nel passato della terra siano state causate proprio da simpatici GRBs esplosi un po’ troppo vicini a noi. C’è chi dice che anche i dinosauri se ne siano andati così…
Ora, non voglio però farvi venire le ansie inutili. Per quanto ne sappiamo, i GRB sono eventi che avvengono a distanze cosmologiche, ossia proprio un sacco lontano. Insomma, la probabilità che ne avvenga uno vicino è alquanto bassina. 

Prima gli americani: non ci sono solo i GRBs a far paura. Ci sono anche le supernovae. Trattasi di stelle giunte verso la fine della loro vita, che esplodo catastroficamente. Anche le supernovae producono quantitativi enormi di radiazioni di tutti i tipi, molte delle quali non proprio salutari per le forme di vita. C’è chi dice che i dinosauri siano stati fatti flambé proprio da una SN (SuperNova), e non da un GRB. L’effetto sulla terra di un’esplosione del genere sarebbe comunque simile a quello di un GRB, ossia la distruzione dello strato di ozono. La cosa divertente è che non moriremmo tutti insieme appassionatamente. Prima morirebbero gli umani che si trovano in quella porzione di terra esposta al sole, poi gli altri. Stanotte avete quindi un bel pensierino su cui addormentarvi: magari gli americani si son già bruciati tutti e al risveglio troverete una bella sorpresa :P .
Mi chiederete ora se ci sono stelle che potrebbero esplodere come supernovae pericolose nei dintorni. Yep, ce ne sono. Una è Betelgeuse. Ora, però, i modelli che predicono come e quando una stella esplode come supernova non sono perfetti, hanno ampi margini di incertezza. Tali margini si traducono così: la cara Betelgeuse esploderà sicuramente come SN entro i prossimi 10000 anni. Però non sappiamo quando. Può essere oggi, o domani, o tra 5000 anni. Boh.
Anche qui, non ho intenzione di pagarvi lo psicologo perché vi ho fatto venire le fobie (:P), per cui ci sono margini per stare tranquilli. Le stime non concordano circa la distanza alla quale una SN è davvero pericolosa, e, in ogni caso, la formazione di una SN pericolosa nei nostri paraggi ha una frequenza variabile tra una ogni 100 milioni di anni e una ogni 10 miliardi di anni. Insomma, è più probabile che ci ammazziamo tra di noi prima. 

E dopo questo post rassicurante, non mi resta che augurarvi buona giornata :P  

P.S.
Per avere qualche informazione più recente su Betelgeuse, e sul perché in verità si è scoperto che non è così pericolosa, leggete qui.

61

I Dannati alla fnac di Roma

È online il video della mia presentazione con Francesco Falconi e Michele Vaccari alla fnac di Roma. Qui sotto il link.
Enjoy!

Presentazione de I dannati di Malva a Roma 

20

Sit tibi terra (o quel che è) levis

Tutte le mie mail dal 2006 a oggi.
RIP
Tutta la mia agenda del 2008.
RIP
Qualsiasi cosa abbia scritto dal 2006 a oggi, compresi post, pubblicati e non, liste della spesa e cazzate varie.
RIP
Le foto del viaggio di nozze, i filmati annessi, e qualsivoglia mia foto in formato digitale.
RIP
I miei disegni con la tavoletta grafica.
RIP
Scrivener Gold, con cui mi trovavo tanto bene.
RIP

Ore 18.00 circa del 18 Marzo 2008: si spegne, in tutti i sensi, il mio hard disk. E affondando si tira dietro due anni della mia vita.

58

Fumetti

Andrò a vedere la situazione del mio hard disk tra una mezz’ora, sperando che sapranno darmi una risposta definitiva. Nel frattempo, vi lascio il consueto zibaldone critico sul bottino mantovano. Non essendo riuscita a scrivere in treno al ritorno da Forlì, mi sono dilettata un po’ di lettura. 

The Punisher: sono quattro storie. La prima non è male, soprattutto a livello di tratto, ma le due centrali, quelle con Suspiria, mi hanno lasciata abbastanza perplessa. Non so, sono fumettose nel senso deteriore del termine, forzatamente hard boiled, eccessive. In compenso, l’ultima storia è veramente fantastica. Dando un 7 alla prima, un 5 alle due centrali, e un 8.5 alla finale, direi che il voto complessivo è 6.5 

Tokyo Style: là per là mi sembrava molto interessante e divertente. Dopo un po’ diventa eccessivamente psichedelico; alcune storie sono veramente troppo incentrate sulle pippe esistenziali dei vari tizi, e anche lei, nonostante l’anima da working man, si fa una marea di casini. Insomma, alla lunga stanca. Però è un modo originale di guardare allo shojo.
Voto: 7 

Full Metal Alchemist: non è stata una novità. Avevo già visto qualche puntata del cartone e mi era sembrata francamente interessante. Il fumetto non delude. Divertente, scoppiettante, e con un’anima e tematiche per nulla banali. Promette decisamente bene, credo proprio che sarà una serie che seguirò.
Voto: 8 

Silver Surfer Requiem: capolavoro. C’è ben poco da aggiungere. Tratto molto interessante, colori fantastici, e una storia a dir poco meravigliosa. Mi mancano le parole. Forse la cosa più bella del bottino che ho letto fino ad ora.
Voto: 9 

E adesso, due note sulla chitarra e poi sapremo la verità sull’hard disk. Auguratemi buona fortuna. 

17