Il Trio ha segnato la mia infanzia. Erano probabilmente la cosa che più mi faceva ridere in televisione. Ricordo uno spettacolo, credo fosse In Principio era il Trio, che letteralmente mi fece ribaltare dal divano. E I Promessi Sposi? Un must. Me lo sono rivisto tutto appena ho saputo che Lopez, Marchesini e Solenghi tornavano insieme. Una settimana di full immersion serotina. Bella Figheira, la fata turchina Lollobrigida, le tette di Agnese con l’antifurto, Manzoni che si incanta…meraviglioso.
Quando si separarono mi dispiacque da morire, e ho sempre sperato tornassero insieme. Perché non c’era altro che mi facesse ridere come loro. La loro separazione segnò probabilmente l’inizio di un cambiamento inarrestabile, che ha condotto da quella televisione alla tv di oggi. Prima se ne andarono loro, poi pian piano anche gli altri. Ricordo che l’ultima volta che mi son fatta risate grasse, ma grasse per davvero, è stato con TuttoBenigni. 1996. Due anni dopo che il Trio si era sciolto. Poi è stato un lento declino, la tv è cambiata, la comicità che ci propina di conseguenza, e forse sono io a non capirla, ma non mi diverte come mi divertivano loro.
Stasera me li sono rivisti in tv. Che dannata nostalgia. Da commozione. Mi spiace non abbiano fatto molte cose nuove, ma forse è anche giusto. Non perché sono vecchi, o perché non facciano più ridere. Il piacere di sentire di nuovo la sessuologa, e gli sketch della radio, c’è ancora tutto, fresco come un tempo. È la televisione intorno che è cambiata. E loro ormai sono teatro. Forse non sarebbe neppure giusto che tornassero insieme dopo tutti questi anni. Era un’epoca che purtroppo è finita. Se c’è una cosa che sto imparando della vita, è che i momenti sono irripetibili. La vita scorre e ti sfugge dalle dita, e devi godere ora e qui di ciò che hai, perché quando lo cercherai di nuovo, non potrai riaverlo.
Loro sono così. Il Trio ci resta su nastri rovinati, su immagini che tradiscono gli anni passati. Ci ricordano quegli anni, l’atmosfera che li permeava. E ci regalano infine queste tre serate, in cui possiamo ricordarci tutto, e rimpiangere, più che loro, il mondo che avevano intorno, e che in qualche modo li aveva prodotti, e li aveva condotti al successo. Ma io li ringrazio lo stesso di questo regalo, e me li godo ora come allora, nella loro stupefacente bravura, nella loro irresistibile comicità.
Bentornati.