Piove da giorni e io mi sono rotta le scatole. Mi deprime tutto questo grigio, mi ammoscia tutta quest’acqua.
Non capisco cosa mi stia succedendo. Da dove spunti fuori tutto questo desiderio di vestiti leggeri e colorati e di sole. Persino il rumore dell’acqua che chioccia sulla grondaia mi disturbava, prima, mentre cercavo di recuperare un pochino del sonno perduto di ieri sera.
Improvvisamente quest’anno ho voglia di primavera, una voglia che non riesco a spiegarmi. Per tanto tempo è stata una stagione che mi dava sui nervi. Mi infastidiva questa retorica degli uccellini cinguettanti e del risveglio della natura. A me piaceva il silenzio di certe giornate invernali immobili e gelate, col cielo di un grigio uniforme e gli alberi come tratti di matita a segnare il confine tra una terra infreddolita e un cielo muto e distante.
Quest’anno mi piace crogiolarmi al sole nel parco, mentre faccio quattro chiacchiere con Francesco, o sorseggiare il caffé nel giardino di casa di mio suocero, in un tripudio di api industriose e uccellini che svolazzano ovunque. Ho anche smesso di mettermi il piumino imbottito per uscire, e ho tirato fuori le mie giacchette risicate e le magliette da mettere una sopra l’altra, maniche lunghe sotto, mezze maniche maniche sopra.
Non lo so che mi piglia, cosa è cambiato. È che forse è stato un inverno pesante, e lo sapevo fin da prima che iniziasse. È che spero che con la primavera certe cose prendano la china dei percorsi piacevolmente in discesa. Non lo so. So che quest’anno va così. A volte si cambia, spero non troppo, o almeno in meglio.