Archivi del giorno: 11 marzo 2008

Brainstorming

Secondo voi è normale che tipo due notti fa ho sognato di essere Sawyer di Lost, e che stringevo teneramente a me Kate?

A Napoli non vogliono andare a votare. Scelta tremendamente intelligente. Così mettono il loro futuro nelle mani di altri. Del resto che significa non andare a votare? Semplicemente delegare la tua scelta a quelli come me che a votare ci vanno. I partiti sentitamente ringraziano, la camorra non ne parliamo. Ma, mi si dirà, non c’è nessuno degno di essere votato, in giro. E allora fate una vostra lista, mettetevi in politica in prima persona. Che però è una cosa che costa molto di più che andare a mare il 13 e il 14 aprile.

Chirurgia estetica per una bimba down. Spero sia una provocazione stupida. Ma in verità l’andazzo è questo: non è la società che deve cambiare per venire incontro ai bisogni dei più deboli, siamo noi che ci dobbiamo adeguare per essere più “appetibili” agli occhi della società. Ricordo che nella casa dove sono nata la mia vicina di casa aveva una figlia down di cinque anni più piccola di me. Io e le altre bambine del palazzo la coinvolgevamo nei nostri giochi, anche se non parlava e molte cose non le capiva. Tutto sommato, probabilmente non ce ne fregava davvero niente che avesse gli occhi a mandorla e il collo grosso. Era una bambina, punto. Ecco, invece di usare il bisturi, non si potrebbe cercare di fare in modo che i bambini siano educati alla diversità?

La tavoletta grafica può essere annoverata tra i regali che mi hanno cambiato la vita.  Ho ricominciato a disegnare dopo che non lo facevo da anni. E per di più mi succede una cosa strana. Che mi viene da disegnare quel che leggo. Prima il desiderio di disegnare Mirta, la protagonista di Non Mi Uccidere, e ora Alice. È che ho letto questo libro meraviglioso, La Solitudine dei Numeri Primi. Ve lo consiglio, è delicato e terribile, intenso e appassionante. E insomma una dei due protagonisti si chiama Alice. A parte che la storia della sua anoressia mi ha inquietata non poco, mi è venuta voglia di disegnarla, com’è verso la metà del libro, quattordicenne sperduta e confusa. È venuto fuori questo. Ho passato ore a cercare immagini su internet, per disegnare i capelli, le gambe, la schiena…ed è stato un piacere. Anche se il risultato è quel che è.

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