Archivi del giorno: 21 marzo 2008

Catastrofi

Ho aggiornato l’articolo il 3 febbraio 2011

Ieri sono andata in missione a Teramo. Più che una missione è sembrato una specie di viaggio indietro nel tempo. Mano a mano che la Lancia macinava i chilometri, le stagioni si riavvolgevano. Ad Assergi, appena usciti dalla galleria del Gran Sasso, la neve ci ha detto che eravamo a dicembre, sotto Natale.
A me ha fatto piacere. L’inverno è la mia stagione preferita, più dura meglio mi sento. Un po’ meno piacere mi ha fatto stare con un maglioncino leggero e una giacchetta di vellutino a 3°, ma alla fine io ho sempre, ma proprio sempre freddo, quindi…E la sera, quando intorno a noi tutto stava lentamente virando dal viola del tramonto al blu della notte e la neve ha iniziato a scendere quasi furiosa, ho potuto veramente immaginare che fosse la vigilia di Natale.  Per il resto, viaggio piacevole e utile, come al solito. Abbiamo stabilito i prossimi passi, e quel che porteremo al meeting di Barcellona, fra tre settimane. E poi ho scoperto modi alternativi per morire dolorosamente a causa della fisica. Un paio li conoscevo già, ma uno è una favolosa new entry. Ve ne faccio partecipi: 

Le dimensioni non contano: A Ginevra stanno costruendo l’LHC, che non è una nuova droga psichedelica, ma il Large Hadron Collider, ossia un acceleratore di particelle. Sarà un attrezzo gigantesco, che produrrà urti ad energie inimmaginabili. Ora, quando si parla di energie così grandi, spunta la vaga possibilità che si formino micro buchi neri, che sono come i loro fratelli maggiori, ma più piccini. Secondo la fisica, questi micro buchi neri evaporano (diciamo scompaiono) in brevissimo tempo senza causare danni. Però. Però pare esista una probabilità trascurabilissima, il che vuol dire stratosfericamente piccola, che si formi un buco nero appena appena più grande, che non evapora, ma in una frazione infinitesimale di secondo…hop! Si magna tutta la terra. Eh già. In macchina ci siamo immaginati la scena.
Scienziato: “Ecco…ecco…ci siamo quasi…evvai! Abbiamo fatto un bu”.
Plop.
Fine dell’umanità.
Pulito, elegante ed indolore. Aster ne sarebbe fiero. 
Anyway, prima che creiate un movimento Anti-LHC:
1. non si è affatto sicuri che si possano davvero creare buchi neri con l’LHC
2. tutti gli studi sui rischi connessi all’uso dell’LHC hanno dato esiti negativi: è sicuro
3. la probabilità di cui parlavo è spaventosamente piccola. Vi ricordo che per la meccanica quantistica è non nulla anche la probabilità che a sbattere una pallina contro un muro per un sacco di volte ad un certo punto la pallina ci passa attraverso. No, per dire…
4. non tutti gli scienziati sono concordi nel dire che questa probabilità esiste. Per la maggior parte di loro, no.
Maggiori informazioni: LHC su Wikipedia  

Dinosauri flambé: nell’universo esistono delle esplosioni enormi chiamate Gamma Ray Bursts. La scienza ancora non spiega chiaramente cosa li causi, ma si tratta appunto di eventi catastrofici, che producono l’emissione di un sacco di raggi gamma. Piccola parentesi; le onde elettromagnetiche si differenziano per la lunghezza d’onda, che è questa cosa qui

Grandi lunghezze d’onda -> onde radio (sì, quelle della radio).
Lunghezze d’onda diciamo intermedie -> luce visibile
Lunghezze d’onda piccole piccole -> raggi X (quelli delle lastre) e raggi gamma.
I raggi gamma non fanno granché bene alla vita. Producono ustioni, cancri, mutazioni genetiche varie. Ora, in genere queste esplosioni avvengono molto distanti da noi. La radiazione gamma che giunge nei nostri paraggi è poca, e quindi viene tutta bloccata dall’atmosfera. Infatti, gli astronomi studiano i GRBs (Gamma Ray Bursts, appunto) usando i satelliti. Ora, nel 2004 ne è esploso uno a 50000 anni luce da noi. Cosmologicamente parlando, non è pochissimo. Ebbene, la radiazione ebbe l’effetto di modificare un pochino la ionizzazione dell’atmosfera terrestre (uno ione è un atomo con carica elettrica; in genere gli atomi non sono carichi). Se questo GRB fosse esploso a 10 anni luce da noi sarebbe stato capace di spazzare via il nostro strato di ozono. Forse lo saprete, lo strato di ozono ci protegge dalla radiazione ultravioletta del sole, che è un’altra cosa che non ci fa gran bene. Qualcuno dice che le grandi estinzioni che si sono avute nel passato della terra siano state causate proprio da simpatici GRBs esplosi un po’ troppo vicini a noi. C’è chi dice che anche i dinosauri se ne siano andati così…
Ora, non voglio però farvi venire le ansie inutili. Per quanto ne sappiamo, i GRB sono eventi che avvengono a distanze cosmologiche, ossia proprio un sacco lontano. Insomma, la probabilità che ne avvenga uno vicino è alquanto bassina. 

Prima gli americani: non ci sono solo i GRBs a far paura. Ci sono anche le supernovae. Trattasi di stelle giunte verso la fine della loro vita, che esplodo catastroficamente. Anche le supernovae producono quantitativi enormi di radiazioni di tutti i tipi, molte delle quali non proprio salutari per le forme di vita. C’è chi dice che i dinosauri siano stati fatti flambé proprio da una SN (SuperNova), e non da un GRB. L’effetto sulla terra di un’esplosione del genere sarebbe comunque simile a quello di un GRB, ossia la distruzione dello strato di ozono. La cosa divertente è che non moriremmo tutti insieme appassionatamente. Prima morirebbero gli umani che si trovano in quella porzione di terra esposta al sole, poi gli altri. Stanotte avete quindi un bel pensierino su cui addormentarvi: magari gli americani si son già bruciati tutti e al risveglio troverete una bella sorpresa :P .
Mi chiederete ora se ci sono stelle che potrebbero esplodere come supernovae pericolose nei dintorni. Yep, ce ne sono. Una è Betelgeuse. Ora, però, i modelli che predicono come e quando una stella esplode come supernova non sono perfetti, hanno ampi margini di incertezza. Tali margini si traducono così: la cara Betelgeuse esploderà sicuramente come SN entro i prossimi 10000 anni. Però non sappiamo quando. Può essere oggi, o domani, o tra 5000 anni. Boh.
Anche qui, non ho intenzione di pagarvi lo psicologo perché vi ho fatto venire le fobie (:P), per cui ci sono margini per stare tranquilli. Le stime non concordano circa la distanza alla quale una SN è davvero pericolosa, e, in ogni caso, la formazione di una SN pericolosa nei nostri paraggi ha una frequenza variabile tra una ogni 100 milioni di anni e una ogni 10 miliardi di anni. Insomma, è più probabile che ci ammazziamo tra di noi prima. 

E dopo questo post rassicurante, non mi resta che augurarvi buona giornata :P  

P.S.
Per avere qualche informazione più recente su Betelgeuse, e sul perché in verità si è scoperto che non è così pericolosa, leggete qui.

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