Archivi del giorno: 27 marzo 2008

Come tagliare in pezzi un pollo surgelato for dummies

Occorrente: 4 persone adulte, di cui almeno due uomini; un tagliere; un coltello da cucina ben affilato e lungo; un paio di forbici trinciapollo; un martello.
>I nonni contadini di vostro marito potrebbero regalarvi un bel pollo ruspante da 3 chili, surgelato intero. A voi potrebbe di conseguenza venire l’insano desiderio di dividere in pezzi l’oggetto in questione, senza per questo scongelarlo. Del resto, la bestia, intera, in congelatore non entra. Mettete dunque le quattro persone intorno al mastodontico pollo, e lasciate che riflettano per qualche istante . Disponete quindi l’animale sul tagliere, indi fate un primo tentativo. Memori delle conoscenza di fisica di tre dei presenti, vi ricordate che una lama può affondare nel giacchio grazie alla semplice pressione e allo sfregamento. Iniziate dunque ad agire sul petto del pollo col lungo coltello.
Desistete dopo circa dieci minuti di tentativi, quando ormai avete un bicipite che manco John Cena.
Passate alla fase due: le maniere forti. Uno dei quattro afferri saldamente il martello, indi ponga sul suo petto il lungo coltello e inizi ad affondare la lama a colpi di mazzuola. Noterete che ora lentamente la carne si taglia. Uno dei quattro dia il cambio al primo, esausto, e inizi ad agire sul dorso dell’animale. La terza persona osservi la scena, dando consigli inutili: “no, che vi schizza la lama in faccia! No che così rompete il coltello! Attenti alle dita!”
In comodi venti minuti dovreste ormai aver tracciato una linea lungo l’intero contorno dell’animale, ahimè non più profonda di mezzo centimetro.
Detergetevi il sudore e riflettete ancora.
Entri in scena la quarta persona armata di trinciapollo. Si passi dunque alla terza fase: il momento dell’illusione. ll quarto tenti disperatamente di tagliare l’animale usando il trinciapollo. Abbandonerete il piano dopo qualche minuto di laboriosi tentativi. Indi, è ora di passare alla quarta fase: la fase Michelangelo.
Il quarto impugni saldamente il trinciapollo a mo’ di scalpello, lo conficchi con violenza e anche un po’ di sadica voluttà (son pur sempre già venti minuti che trafficate intorno alla Bestia di Satana) nello sterno dell’animale, indi inizi a colpire l’oggetto col martello.
Dopo altri dieci minuti sarà necessario un ulteriore cambio, e il primo tornerà al lavoro.
Agite così per un’altra decina di minuti, prima sul petto, poi sul dorso, allargando il taglio usando il trinciapollo come cuneo.
Dopo quaranta minuti circa, il pollo inizierà a produrre sinistri scricchiolii, finché, vinto, non deciderà a spaccarsi in due, così, tutto d’un botto.
Abbandonatevi a canti di gioia e maledizioni varie che colpiscano il pollo e la sua progenie fino alla settima generazione. 

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