

fonte www.repubblica.it
In senso letterale.
La ricerca si fa di un gran bene in Germania, Francia, persino in Cile, dicono.
Che poi il problema per me non è tanto Berlusconi, che probabilmente è l’uomo che meglio rappresenta l’Italia, ma proprio l’Italia. Un paese in cui francamente non mi riconosco più, ma da un pezzo. Che uno poi si stufa anche di sentirsi a casa praticamente ovunque tranne che a casa propria, di tirare il fiato ogni volta che mette piede fuori dai confini patri, e sentirsi invece oppresso già a partire dalla sala di attesa dell’aeroporto di Fiumicino. Che se non fosse per gli amici, la mamma e il babbo, la casa, me ne andrei già domani.
E vabbeh. Si sapeva. Ciò non toglie che adesso mi ci vuole un po’ d’alcol.
A quella mattina grigia, la più fredda del mese.
Alla paura, l’agitazione, infine alla calma davanti all’altare.
A mio padre che mi accompagna lungo la navata, a mia madre che mi veste.
Alla domenica mattina, già calda di quasi estate, passata a Sutri. Alla firma sul registro dei visitatori: Signora Giuffrida.
A tutti i giorni da allora, quelli belli e quelli brutti. Alla fatica del vivere quotidiano, alla gioia del farlo insieme. Alla sera, quando ci ritroviamo e ci baciamo. Ai film visti seduti sul divano, ai mille viaggi di lavoro e non, all’amore fatto a casa, e in ciascuna città visitata.
Al 14 Aprile del 2007.
Tanti auguri a me e Giuliano.

Le foto
Il filmino