Donc, mentre ci interroghiamo sulla reale data di uscita de La Ragazza Drago, abbiamo qualcosa con cui baloccarci. Andate un po’ a vedere qua…
Speciale de La Ragazza Drago
Innanzitutto, c’è il prologo del libro, per chi non l’avesse. Ma soprattutto, viene lanciato un contest che spero vi divertirà. Si tratta semplicemente di fare un book trailer per il libro, ossia un insieme di immagini, video e musica che presenti un libro. Un po’ come i trailer del cinema, ma per i libri. Cercate di non usare materiale protetto da copyright, mi raccomando. Quindi filmatevi, fate disegni, foto e tutto quello che vi viene in mente.
Ovviamente, uno si può chiedere a che pro. Qui viene il bello. Il vincitore vince la comparsa in un mio libro. Cosa significa? Che nel mio prossimo libro un personaggio avrà il suo nome. Tendenzialmente si tratterà di un personaggio secondario, buono o cattivo, più o meno importante, quello dipende parecchio dall’ispirazione del momento. Ma ci sarà. Un po’ come apparire in un film, no? Solo che non si deve neppure faticare, vi faccio recitare io 
Tutto qua. Spero vi divertirete. Proverò a fare anch’io un trailer, ma non sono sicura che ci riuscirò. Avevo in mente grandi progetti per questa cosa, ma purtroppo questo maledetto mal di pancia mi sta bloccando a casa dolorante e anche piuttosto abbacchiata. Vedremo che riuscirò a produrre.
In bocca al lupo a tutti!
Non sto granché bene. Da ieri ho mal di pancia, e adesso sono a letto.
No, non è un mal di pancia metaforico né politico. Mi è iniziato ieri notte, in tempi non sospetti. Sto male e basta.
Però, sai, se stai male e poi le elezioni sono andate come sono andate, beh, è come se stessi male due volte.
Torno sull’argomento perché ormai mi conoscete, e sapete che la politica mi interessa. Lasciamo perdere che attivamente non l’ho mai fatta, ma come ogni bravo italiano mi piacciono le chiacchiere da bar, le discussioni sui massimi sistemi, e scendere in piazza quelle due o tre volte ogni tanto, per fingere di fare davvero qualcosa.
E insomma, un giorno avevo seguito la moda del momento e avevo fatto il famoso test “dove sei?”. Ero qua

Questo dovrebbe chiarirvi il mio rammarico principale oggi. Che si traduce nel semplice fatto che io non ho rappresentanza in parlamento. Le mie idee su nucleare, privatizzazione di certi servizi, guerra e economia non trovano posto là dove la politica si fa azione. E la cosa che davvero mi fa male è sapere che è anche per colpa mia, che per la prima volta in vita mia avevo deciso di abdicare un pochino a certe vene vagamente massimaliste del mio pensiero a favore di un supposto “bene superiore”. Errore. Errore capitale.
Non che mi sentissi davvero rappresentata dalla Sinistra Arcobaleno, ma il non appartenere davvero a nessuna forza politica è il prezzo che pagano le persone come me, sempre assillate da dubbi, sempre diffidenti verso i credo assoluti, le ideologie senza se e senza ma. Ma di certo non mi riconosco nel PD.
Ci sono voci che resteranno inascoltate, in questi cinque anni, voci che parleranno nel deserto. I pacifisti, gli ambientalisti, gli anticapitalisti, come li chiama Repubblica stamani. Tanti cittadini che non sapranno a chi delegare il proprio malcontento. Che hanno deciso spesso scientemente di zittirsi, di affidarsi a qualcuno in cui non credevano del tutto, ma che ai loro occhi appariva più credibile di Berlusconi.
C’è una lezione da imparare? Non lo so. Forse. Alle prossime elezioni niente calcoli politici, per me. Alle prossime elezioni si vota col cuore. Che magari è inutile, ma ti evita fastidiosi rimpianti il giorno dopo.
Auguri Italia, speriamo che tu ce la faccia pure stavolta.