Archivi del mese: maggio 2008

Namaste

Tempi duri per la ricerca in Italia. Poco lavoro, pochi soldi…e così a volte uno pensa che forse convenga andarsene all’estero.
Ecco.
Mi sa che ho trovato un’ottima opportunità di lavoro.
Questa.
Vedete? Cercando anche astrophysicists. A me l’Isola piace tanto, e lavorare per la Dharma Initiative e dire Namaste a tutti è sempre stato il mio sogno. Ora non mi resta che trovare i soldi per il volo fino a San Diego, perché la mia mail intanto già ce l’hanno. :P

Sento odore di Lost Experience 2 (o 2 e 1/2, considerando anche Find 815). Ma quanto mi piacciono queste cosine…

P.S.
Vi segnalo un nuovo video per il contest, quello di karen1193. Affrettatevi, che il 15 Giugno scade il termine per presentare i propri video.

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Euforia estiva

Stanotte ho sognato Lost. Mi ha svegliata Giuliano che urlavo frasi sconnesse. Capitemi: avevo scoperto che Jacob era l’amministrativo che ci rinnova i contratti a lavoro. Io, in compenso, ero Kate. Se. Proprio.

Ieri notte invece ho parlato in sanscrito. E Giuliano m’ha svegliata facendomelo notare. E io: “Ah. Ma tanto cinque minuti e mi alzo”. Poi guaro la sveglia. Le 2.00. Uhm.

No, la verità è che comincio ad avere caldo la notte. Per cui oggi credo che toglierò le coperte.

Poi oggi ho sonno. Giornata intensa, ieri. Fuori a pranzo e a cena. Ed è stato purtroppo piacevole entrambe le volte. Purtroppo perché io non dovrei mangiare così tanto, ma come fai a resistere alla mousse di cioccolato affogata nella crema inglese?
Tira un vento di novità nella mia vita. Oggettivamente, a parte la casa, non c’è niente di nuovo nell’aria. Sì, il libro, ma quello ormai è routine, ogni sei mesi c’è un libro nuovo. Io invece mi sento come se mi risvegliassi da un lungo letargo. Ieri sera ho scelto la mise, mi sono persino truccata. Mi sentivo come quando a diciassette anni andavo in vacanza a mare, e la sera era un’occasione per mettersi un po’ in tiro.
Il vento sulle gambe nude, il venticello fresco dopo una giornata d’afa…tutte queste cose, che le altre estati mi passavano sempre indifferenti, quest’anno mi rallegrano, mi mettono addosso voglia di fare. Che dire. Speriamo che duri.

Intanto, per la premiata saga “la casa che verrà” ecco a voi il salone visto da un’altra angolazione

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Attese

Alla fine questa settimana si è ridotta ad una sola, lunga attesa. A questa cosa c’ho pensato spesso, e mi sono detta che alla fine tutta la vita è attendere qualcosa. Possono essere cose stupide (una telefonata, il giorno in cui mangi il tuo piatto preferito) o cose importanti (il matrimonio, un referto medico). Quando smetti di aspettare qualcosa, qualsiasi cosa, vuol dire che non va, che il meccanismo si è rotto. Significa che sei impantanato, e hai smesso di pensare al futuro come una collana di piccole promesse.
Io questa settimana ho aspettato cose sceme. Segno che il momento è buono, che le cose stanno girando bene.
Ho aspettato martedì e l’incontro col mio amico architetto, che mi ha fatto vedere i rendering di casa, e da allora ogni tanto li piglio e mi li rimiro, e penso a che sensazione proveranno i miei piedi sul parquet, a come sarà vedere la televisione in soggiorno o suonare la chitarra nello studio.
Ho aspettato oggi e il mio pranzo di lavoro, per il piacere della cosa cosa in sé, per la soddisfazione di indossare una cosa comprata da poco, per stare con Giuliano un giorno intero, per rivedere un amico.
Ho già iniziato ad aspettare altro. L’8 giugno vado a Parigi per lavoro. Stanotte ho sognato l’albergo. E mentre l’attesa ricomincia, mi faccio partecipi di un’anteprima. Ecco come apparirà tra qualche mese il salotto di casa mia

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Bianchina colpisce ancora

Un po’ di tempo fa Melissa, l’amministratrice del forum, per i meno informati, mi chiese come andava con Bianchina e perché non mettevo più qualche file di me che suono sul blog.
Ecco.
È tutta colpa di Melissa, quindi, io metto le mani avanti :P
Qui sotto, due testimonianze della mia mancanza di progressi con la chitarra.Sono un po’ demoralizzata; non mi sembra di progredire molto. Sto facendo un po’ di esercizi per la sinistra, e adesso ho i polpastrelli in fiamme. Ma sono sempre a quel punto lì. Forse a ventisette anni più in là di un tot non si può andare. E non ho neppure iniziato con i barré…Però a Bianchina voglio ancora molto bene. Quando traslocherò ho pensato di metterla bene in vista, e magari le prendo anche una custodia vera, così qualche volta provo a portarmela in giro quando mi sposto.
Comunque, ecco a voi come massacrare i Cranberries

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Il fantasma delle estati passate

Io vado in palestra nel quartiere dove ho vissuto ventitré anni della mia vita. Non che senta particolare nostalgia quando ci passo, a meno che non prenda la via dove sta la mia casa natale. Ieri però è stato diverso.
Dovete sapere che qui a Roma le nuvole si sono diradate, e quello che è emerso dalla coltre è l’estate. Cioè, proprio l’estate, senza vie di mezzo. Afa, sole e voglia di far nulla. Vi dico solo che ieri viaggiavamo sui 30°.
Così, quando sono uscita dalla palestra, mi sono guardata intorno, e l’aria sapeva di gelsomino. Ma soprattutto, c’era profumo delle estati della mia infanzia. Quando mancavano pochi giorni alla chiusura della scuola, e io ero combattuta tra la gioia per l’inizio di una nuova estate e la preoccupazione per non sapere come riempire i successivi tre mesi. Quando inforcavo la bicicletta e mi buttavo giù per la discesa della mia via, fino all’edicola e ritorno per la strada parallela, che aveva una salita terrificante, da mozzare il fiato in gola. Quando tiravo fuori la racchetta e iniziavo a giocare a tennis contro il muro, o qualche volta con mio padre, sull’enorme terrazzo. Quando iniziavo a prendere il sole in costume da bagno, a volte infradiciandomi preventivamente con l’acqua della pompa.
Per venti minuti mi è sembrato di avere davanti un periodo pieno di promesse. Per venti minuti mi sono sentita di nuovo ragazzina, e sono stata contenta che stesse per arrivare l’estate, nonostante il caldo e tutto.
Credo che sia perché sta finendo un lungo inverno, e spero che non ne tornino altri così. E forse per questo ho voglia di sentirmi di nuovo un po’ bambina. Oppure è per la casa nuova, i progetti. Non lo so. Ma sento l’estate, per una volta, e per una volta ne ho voglia.

P.S.
Lunga serie di comunicazioni di servizio.
A questo link trovate una mia intervista per Uniromatv. L’ho fatta mercoledì scorso al convegno L’Italia in Giallo & Noir. È molto carina, non fosse per il mio meraviglioso naso dantesco…
Vi segnalo anche un nuovo video per il contest, quello di alchimista1989.
Infine, scopro stamattina da Fantasy Magazine di star scrivendo I Confini del Mondo Emerso – Il Destino di Adhara, e che sono a metà. Apperò. Ok, smetto di fare l’acida. Io mi domando a volte se quelli di FM non mi hanno impiantato un cip spia nel cervello :P . Yep, sono a metà di un libro, yep, per ora la protagonista si chiama Adhara, ma il titolo in pratica ancora non esiste.
Comunque, son tutte cose provvisorie, visto che sto ancora scrivendo…
Confermo tutto il resto, Creature e uscite economiche.

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Indy

Prima, comunicazione di servizio: sempre più spesso qualcuno si lamenta che ancora non ho risposto a qualche sua mail. Allora, io faccio del mio meglio, ma nei giorni in cui non sono a Roma, o in cui ho molto da lavorare, le mail, per forza di cose, si accumulano. Il risultato è che in genere ci metto sui venti giorni a rispondere. Vorrei portare l’attesa a dieci, ma la cosa non è banale e richiede da parte mia un impegno non indifferente. Le mail non sono poche e io faccio del mio meglio. Vi chiedo dunque un po’ di pazienza. Ho anche messo una widget qui di lato che indica la data delle mail cui sto rispondendo in questo momento; considerate che io vado, ovviamente, in ordine cronologico. Prima si spedirmi di nuovo la mail date un occhio alla widget per vedere se sono già arrivata alla data in cui mi avete spedito la prima.

Veniamo al post: ieri sono andata a vedere Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. Sono uscita dal cinema tutta soddisfatta; bel film divertente, con un paio di trovate bellissime e molto in spirito Indiana Jones, e peccati tutto sommato veniali e per la maggior parte trascurabili. Ho persino pronunciato la fatidica frase: “Adesso, quando guarderò i film classici, non dirò più perché non li fanno più film come questi, visto che in effetti li fanno”. Certo, il film non supera né i Predatori né L’Ultima Crociata, ma sta tranquillamente, e non di poco, sopra quel mezzo pasticcio del Tempio Maledetto.
Punti a sfavore: Harrison Ford è invecchiato una cifra, ma proprio un sacco. Bontà sua, ha mantenuto un bel fisico asciutto e prestante, per cui, mentre si mena col cattivo di turno, non fa il triste effetto di Riker che ansima ad ogni pugno in Nemesis, ma in ogni caso si vede che son passati 19 anni dall’ultimo episodio, e io su questa cosa c’avrei ironizzato di più.
Curiosità: già appena ho visto comparire l’Inserviente mi sono insospettita, ma quando nell’Area 51 è apparso nientemeno che Charles Widmore, ho gridato al complotto pluto-catto-guidaico-lostista.
Poi, ieri sera vado a vedermi un po’ di recensioni. E scopro che questo film è piaciuto solo a me e a Giuliano. E sinceramente non capisco perché; davvero, a parte un buco di trama di un certo rilievo verso la fine e forse una eccessiva propensione alle scene d’azione, non trovo in questo film proprio nulla da meno dei tre precedenti. È Indiana Jones, io non desideravo altro: ironia, azzardate commistioni tra storia e leggenda e botte da orbi. Forse sono io che non ho mai capito lo spirito della serie.
Comunque, a me è piaciuto e ve lo consiglio. Se andate convinti di assistere ad un film rivoluzionario e a un capolavoro, andate a vedere qualcos’altro (anche se non vedo cosa, al momento). Se invece volete tornare un po’ indietro di diciannove anni e divertirvi e basta, secondo me non resterete delusi

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Da un altro punto di vista

Vagando per Internet in un momento di frustrazione, mi sono imbattuta in una cosa interessante che vi linko. Così, per guardare le cose da un altro punto di vista

Bimbi rapiti da nomadi

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Marzo nu poco chiove e n’ato poco stracqua

È bello quando la tua città decide che quest’anno non hai viaggiato abbastanza, e si trasforma in luoghi esotici solo per darti l’impressione di essere altrove. Per la serie, se la montagna non va da Maometto…No, perché ad esempio è una settimana che pare di stare in Indonesia: c’è il monsone. Pioggia, pioggia, pioggia a non finire. Per 24 ore di seguito senza fermarsi. Poi ieri ci siamo trasferiti a Londra, così, di botto. Mattina nuvolo, poi sole, poi pioggia a catinelle, poi sole. Esco e piove che dio la manda, arrivo in palestra sotto l’acqua, tempo di cambiarmi, e fuori c’è il sole.
Che per altro non so se avete visto queste foto.
http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2247318
Quelle si riferiscono a Ponte Mammolo, che non è dove abito io, ma l’Aniene passa anche a due passi da casa mia, nello specifico vicino all’autostrada. Autostrada che ho fatto ieri per andare in palestra. E, insomma, era tutto allagato. Dove due giorni fa c’era il prato, un lago fangoso. Gli argini invisibili, le chiome degli alberi che spuntano direttamente dall’acquitrino. Una cosa impressionante. Avevo visto il Tevere un po’ alto, ma un fiume che straripa mai.
Poi, ieri sera, quando si sono aperte le nuvole, voilà! è arrivata l’estate.
Stamane di nuovo velato.
Io non chiedo tanto. Solo una primavera che sia primavera, un’estate non tanto calda, un bell’autunno e un inverno degno di questo nome. Lo so che suona molto “non ci sono più le stagioni di una volta”, al che sareste autorizzati a rispondere “qui un tempo era tutta campagna” (che poi è anche vero), ma davvero sono stufa di ‘sto marzo pazzo che ha esteso le sue grinfie su aprile e maggio. Non credevo l’avrei mai detto, ma ho voglia di sole.

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Cose

Il 20 ho comprato casa. È che io e Giuliano volevamo allargarci rispetto ai 50 mq in cui stiamo adesso, e allora abbiamo preso questa casa un po’ più grande a un centinaio di metri da qui.
L’aspetto interessante però è che noi abbiamo un amico architetto. Ecco. Io non pensavo che affidarsi ad un architetto desse questo senso di potenza. E invece veramente è una cosa fighissima.
Siamo andati in studio da lui lunedì, fendendo il Mar Rosso di una Roma allagata (non so, forse i monsoni sono arrivati pure qua, ma piove ormai non so più neppure da quanto). E lui ci ha fatto vedere miriadi di cataloghi, e piantine, e poi librerie fighissime tutte di cristallo, frigoriferi coi ripiani motorizzati, piani cottura in granito, e ci siamo veramente fomentati. Ma per davvero. Perché, per quanto buon gusto puoi avere, un architetto è l’unico che ti sa trovare certe soluzioni, tipo l’angolino retrocomputing di Giuliano, o coniugare il tavolo che può ospitare fino a dodici commensali e cinque librerie sparse per casa. E poi dà uno stile alla casa, te la rende un posticino più accogliente, che ti somiglia.
Insomma, sono in pieno deliro di onnipotenza, che verrà moltiplicato a dismisura quando, martedì prossimo, il nostro amico ci farà vedere i rendering di casa, ossia le simulazioni 3D. Da sturbo.

Per il resto, oggi sono tutto sommato contenta e soddisfatta. Ieri sera ho portato a termine un lavoro che mi preoccupava un pochino, e di cui spero presto leggerete (niente di che, è un articolino). Trattandosi di roba specifica, adesso è nelle mani della mia esperta di fiducia sull’argomento, che mi dirà se ho colto lo spirito o se ho sparato qualche cazzata. Però devo dire che sono soddisfatta del risultato, mi sono anche divertita. Speriamo che anche il committente apprezzi.

Infine, oggi è The Day. In america esce l’ultima puntata della quarta stagione di Lost. My, oh my. Su Lost ho fatto anche un sogno, qualche tempo fa, una specie di incubo dominato dagli occhi a palla di Benjamin Linus, che assieme a Desmond-camicia-blu-da-urlo è ormai il mio personaggio preferito. Vedremo.

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Diaro del Contest su La Ragazza Drago

Oggi giornata intensa. La serata lo sarà altrettanto. Per questo, brevissimo aggiornamento solo sul contest: due nuovi trailer
Il trailer di MarsMaior
Il trailer di lisandro
Domani proverò a riprendere il consueto ritmo di pubblicazione.

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