Tempi duri per la ricerca in Italia. Poco lavoro, pochi soldi…e così a volte uno pensa che forse convenga andarsene all’estero.
Ecco.
Mi sa che ho trovato un’ottima opportunità di lavoro.
Questa.
Vedete? Cercando anche astrophysicists. A me l’Isola piace tanto, e lavorare per la Dharma Initiative e dire Namaste a tutti è sempre stato il mio sogno. Ora non mi resta che trovare i soldi per il volo fino a San Diego, perché la mia mail intanto già ce l’hanno.
Sento odore di Lost Experience 2 (o 2 e 1/2, considerando anche Find 815). Ma quanto mi piacciono queste cosine…
P.S.
Vi segnalo un nuovo video per il contest, quello di karen1193. Affrettatevi, che il 15 Giugno scade il termine per presentare i propri video.
Stanotte ho sognato Lost. Mi ha svegliata Giuliano che urlavo frasi sconnesse. Capitemi: avevo scoperto che Jacob era l’amministrativo che ci rinnova i contratti a lavoro. Io, in compenso, ero Kate. Se. Proprio.
Ieri notte invece ho parlato in sanscrito. E Giuliano m’ha svegliata facendomelo notare. E io: “Ah. Ma tanto cinque minuti e mi alzo”. Poi guaro la sveglia. Le 2.00. Uhm.
No, la verità è che comincio ad avere caldo la notte. Per cui oggi credo che toglierò le coperte.
Poi oggi ho sonno. Giornata intensa, ieri. Fuori a pranzo e a cena. Ed è stato purtroppo piacevole entrambe le volte. Purtroppo perché io non dovrei mangiare così tanto, ma come fai a resistere alla mousse di cioccolato affogata nella crema inglese?
Tira un vento di novità nella mia vita. Oggettivamente, a parte la casa, non c’è niente di nuovo nell’aria. Sì, il libro, ma quello ormai è routine, ogni sei mesi c’è un libro nuovo. Io invece mi sento come se mi risvegliassi da un lungo letargo. Ieri sera ho scelto la mise, mi sono persino truccata. Mi sentivo come quando a diciassette anni andavo in vacanza a mare, e la sera era un’occasione per mettersi un po’ in tiro.
Il vento sulle gambe nude, il venticello fresco dopo una giornata d’afa…tutte queste cose, che le altre estati mi passavano sempre indifferenti, quest’anno mi rallegrano, mi mettono addosso voglia di fare. Che dire. Speriamo che duri.
Intanto, per la premiata saga “la casa che verrà” ecco a voi il salone visto da un’altra angolazione
Alla fine questa settimana si è ridotta ad una sola, lunga attesa. A questa cosa c’ho pensato spesso, e mi sono detta che alla fine tutta la vita è attendere qualcosa. Possono essere cose stupide (una telefonata, il giorno in cui mangi il tuo piatto preferito) o cose importanti (il matrimonio, un referto medico). Quando smetti di aspettare qualcosa, qualsiasi cosa, vuol dire che non va, che il meccanismo si è rotto. Significa che sei impantanato, e hai smesso di pensare al futuro come una collana di piccole promesse.
Io questa settimana ho aspettato cose sceme. Segno che il momento è buono, che le cose stanno girando bene.
Ho aspettato martedì e l’incontro col mio amico architetto, che mi ha fatto vedere i rendering di casa, e da allora ogni tanto li piglio e mi li rimiro, e penso a che sensazione proveranno i miei piedi sul parquet, a come sarà vedere la televisione in soggiorno o suonare la chitarra nello studio.
Ho aspettato oggi e il mio pranzo di lavoro, per il piacere della cosa cosa in sé, per la soddisfazione di indossare una cosa comprata da poco, per stare con Giuliano un giorno intero, per rivedere un amico.
Ho già iniziato ad aspettare altro. L’8 giugno vado a Parigi per lavoro. Stanotte ho sognato l’albergo. E mentre l’attesa ricomincia, mi faccio partecipi di un’anteprima. Ecco come apparirà tra qualche mese il salotto di casa mia

Un po’ di tempo fa Melissa, l’amministratrice del forum, per i meno informati, mi chiese come andava con Bianchina e perché non mettevo più qualche file di me che suono sul blog.
Ecco.
È tutta colpa di Melissa, quindi, io metto le mani avanti 
Qui sotto, due testimonianze della mia mancanza di progressi con la chitarra.Sono un po’ demoralizzata; non mi sembra di progredire molto. Sto facendo un po’ di esercizi per la sinistra, e adesso ho i polpastrelli in fiamme. Ma sono sempre a quel punto lì. Forse a ventisette anni più in là di un tot non si può andare. E non ho neppure iniziato con i barré…Però a Bianchina voglio ancora molto bene. Quando traslocherò ho pensato di metterla bene in vista, e magari le prendo anche una custodia vera, così qualche volta provo a portarmela in giro quando mi sposto.
Comunque, ecco a voi come massacrare i Cranberries
zombie_27_5_2008.mp3
animal_instinct_27_5_2008.mp3
Io vado in palestra nel quartiere dove ho vissuto ventitré anni della mia vita. Non che senta particolare nostalgia quando ci passo, a meno che non prenda la via dove sta la mia casa natale. Ieri però è stato diverso.
Dovete sapere che qui a Roma le nuvole si sono diradate, e quello che è emerso dalla coltre è l’estate. Cioè, proprio l’estate, senza vie di mezzo. Afa, sole e voglia di far nulla. Vi dico solo che ieri viaggiavamo sui 30°.
Così, quando sono uscita dalla palestra, mi sono guardata intorno, e l’aria sapeva di gelsomino. Ma soprattutto, c’era profumo delle estati della mia infanzia. Quando mancavano pochi giorni alla chiusura della scuola, e io ero combattuta tra la gioia per l’inizio di una nuova estate e la preoccupazione per non sapere come riempire i successivi tre mesi. Quando inforcavo la bicicletta e mi buttavo giù per la discesa della mia via, fino all’edicola e ritorno per la strada parallela, che aveva una salita terrificante, da mozzare il fiato in gola. Quando tiravo fuori la racchetta e iniziavo a giocare a tennis contro il muro, o qualche volta con mio padre, sull’enorme terrazzo. Quando iniziavo a prendere il sole in costume da bagno, a volte infradiciandomi preventivamente con l’acqua della pompa.
Per venti minuti mi è sembrato di avere davanti un periodo pieno di promesse. Per venti minuti mi sono sentita di nuovo ragazzina, e sono stata contenta che stesse per arrivare l’estate, nonostante il caldo e tutto.
Credo che sia perché sta finendo un lungo inverno, e spero che non ne tornino altri così. E forse per questo ho voglia di sentirmi di nuovo un po’ bambina. Oppure è per la casa nuova, i progetti. Non lo so. Ma sento l’estate, per una volta, e per una volta ne ho voglia.
P.S.
Lunga serie di comunicazioni di servizio.
A questo link trovate una mia intervista per Uniromatv. L’ho fatta mercoledì scorso al convegno L’Italia in Giallo & Noir. È molto carina, non fosse per il mio meraviglioso naso dantesco…
Vi segnalo anche un nuovo video per il contest, quello di alchimista1989.
Infine, scopro stamattina da Fantasy Magazine di star scrivendo I Confini del Mondo Emerso – Il Destino di Adhara, e che sono a metà. Apperò. Ok, smetto di fare l’acida. Io mi domando a volte se quelli di FM non mi hanno impiantato un cip spia nel cervello
. Yep, sono a metà di un libro, yep, per ora la protagonista si chiama Adhara, ma il titolo in pratica ancora non esiste.
Comunque, son tutte cose provvisorie, visto che sto ancora scrivendo…
Confermo tutto il resto, Creature e uscite economiche.