Stamattina mi ha fatto un po’ strano svegliarmi e non vedere Rebecca che scorrazzava da qualche parte. Eppure son stata su da ninna, ove Rebecca è in effetti solita scorrazzare, solo due giorni. Ci si abitua terribilmente presto ai bambini.
Mi ha fatto anche strano svegliarmi e non sentirmi sciogliere dal calore, ma è molto meno poetico. È che non credevo che nella pianura padana l’estate potesse essere così terribile. Ieri, in giro per i Navigli a Milano, mi stavo sentendo male.
Sono stata bene. Nonostante il caldo e i sensi di colpa per le pantagrueliche mangiate. Sono stata in posti stupendi con persone stupende, e quindi non potevo non stare bene.
Poi è anche successa questa cosa epocale.
Ero vicino al lago, e tenevo per mano Rebecca. C’era questa papera, che lei guardava incuriosita. Io dicevo le solite cose che si dicono ai bimbi vicino alle papere: guarda che bella la paperella, guarda tutta nera e un po’ verde…Solo che la paperella, ragionevolmente incuriosita, ad un tratto ci ha puntate. Niente di che, ci guardava e basta. Ma Rebecca si è spaventata, ha cominciato a lamentarsi e a voler andare via. E allora è successo.
“Non ti preoccupare, non ti fa niente! Non ti preoccupare, che ci sono io“.
Mi ricordo quando me lo dicevano i miei. Succedeva qualcosa e uno dei due mi diceva “ci sono qua io”. E io, per la verità, finora non ci sono proprio stata per nessuno. È vero invece che ci deve essere sempre qualcuno per me: i miei, Giuliano, gli amici.Quando ci sei per qualcuno vuol dire che qualcosa è cambiato. Che sei passato ad un nuovo livello, e guardi all’esistenza in un modo diverso. Che sei anche pronto un po’ a dare, invece che star lì a far sempre razzia di tutto quello che ti passa sotto mano.
Poi Rebecca non è che si sia sentita granché rassicurata, evidentemente devo ancora lavorarci su su questa cosa della zia. Ma adesso, tutto sommato, ci sono