Archivi del mese: giugno 2008

Scelte turistiche alternative

Ieri ce ne siamo andati alla Moschea di Parigi.

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Mimetizzandosi

 

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A Paris

Ci sono un sacco di rondini che si risvegliano alle prime luci dell’alba. Non ho mai desiderato un fucile così intensamente come adesso.

Il mio francese non è arrugginito. È finito fagocitato dall’inglese. Capisco quel che mi dicono, e saprei anche rispondere, se solo non sterzassi subito verso la lingua di sua maestà. Oh, mon Good!

Uno pensa che Parigi non ti piace, e che comunque è la terza volta che ci vieni, e che vuoi che sia. Poi però vedi la Tour Eiffel al tramonto, avvolta in una specie di bassa nebbiolina, e i viali alberati d’un verde che sa di primavera, e i palazzi alti ed eleganti, le ringhiere ricamate, e pensi che comunque è figo essere qui.

Au revoir, il lavoro chiama.

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Astronomica 5 – Apophis e i NEOs

Visto che questa settimana sarò via (vado a Parigi per lavoro), vi lascio un post corposo sul quale possiate riflettere. Torna astronomica, e stavolta rispondo alla domanda di Sabino, che mi chiede di Apophis.

Apophis è salito all’onore delle cronache nel 2005, quando è apparso sui giornali. Vi linko un articolo significativo, questo
Da lì in poi è stato un rincorrersi di allarmi vari.
Cerchiamo di capire.
Innanzitutto, Apophis è un NEO, acronimo di Near Earth Object, ossia oggetto la cui orbita è prossima o interseca quella della Terra.
Si tratta di asteroidi e comete che se ne vanno più o meno per i fatti loro, fino a quando l’interazione gravitazionale o qualche urto con gli altri corpi del sistema solare non li portano ad arrivare nei dintorni della Terra.
Esiste un programma di monitoraggio e scoperta di questi oggetti, perché ovviamente, stando vicino alla Terra, c’è pericolo che in qualche modo ci caschino in testa.
Ad esempio, uno dei centri che in Italia fa questa ricerca è l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore, con il telescopio ottico Schmidt.
Come si scopre un NEO?
Si prendono diverse immagini di una certa regione del cielo a distanza di qualche minuto. Poi si confrontano le varie immagini facendo qualcosa di molto simile al giochino della settimana enigmistica “cerca le venti differenze”. Si cercano gli oggetti che si muovono.
Vi spiego. Il cielo nel suo complesso durante la notte si muove per via della rotazione terrestre. Il telescopio può correggere questo effetto (si chiama inseguimento) e produrre immagini in cui le stelle sono dei bei pallini fissi. In verità le stelle si muovono anche le une rispetto alle altre, ma sono così distanti che questo effetto non è apprezzabile ad occhio, tanto meno sulla durata di una sola notte. I NEOs invece sono vicini, e quindi il loro movimento nel cielo durante la notte è apprezzabile, non ad occhio nudo, ma col telescopio.
Quel che si vede è qualcosa del genere

2002WP11

Questo è 2002WP11, un asteroide che è stato scoperto una notte che ero in visita a Campo Imperatore. All’epoca ero una studentessa al quarto anno di fisica. È la sovrapposizione di sei immagini prese tra le 23.30 del 27 Novembre 2002 e le 2.20 del 28 Novembre 2002. I pallini fissi sono le stelle. L’oggettino cerchiato che si muove è un NEO.
Ora, di pallini luminosi semoventi in cielo ce ne sono a bizzeffe. Alcuni potete vederli ad occhio nudo: i satelliti, ad esempio. Se di notte vedete una stellina debole che attraversa lentamente il cielo, beh, quello è un satellite. Poi ci sono anche altri asteroidi che non sono NEOs; ci sono tantissimi asteroidi tra Marte e Giove, ad esempio. Non tutti però hanno orbite che li portano a intersecare quella terrestre. Insomma, non tutti son NEOs.
Ora, chiarito come si scoprono, come distinguiamo quelli pericolosi da quelli che non lo sono?
I parametri da considerare sono due: quanto sono grandi e quante probabilità hanno di impattare sulla terra a seconda di quanto vicini passano a noi.
Ora, continuamente dallo spazio ci cade roba solida in testa. Le stelle cadenti che si vedono di notte non sono altro che questo: frammenti di roccia che cadono sulla terra, e “prendono fuoco” quando attraversano l’atmosfera per via dell’attrito. Se un oggetto è abbastanza piccolo, brucerà completamente prima di raggiungere terra. Se è un po’ più grande, riuscirà a toccare il suolo, facendo più o meno danni a seconda delle dimensioni e del posto in cui cade.
Un po’ di tempo fa, in Nuova Zelanda, una famiglia si è ritrovata un simpatico meteorite in salotto; il corpo aveva bucato il tetto, sfondato un paio di piani, e si era delicatamente “adagiato” dietro il divano.
Prima che vi preoccupiate, è davvero raro morire perché si è stati beccati in testa da un meteorite. Si ha notizia del caso di una signora che nel 1954 fu ferita nel salotto di casa sua da un meteorite, e di un cane forse ucciso nel 1911, ma nessun morto.Pensate piuttosto a guidare con prudenza :P .
Comunque. Se un oggetto è molto grande, l’impatto può causare notevoli danni. Qualche esempio.
Tunguska

Questa è la foresta di Tunguska dopo l’evento del 1908, che viene generalmente interpretato come l’esplosione di un asteroide ad un’altezza da terra compresa tra i 5 e i 10 km. Vi dico solo che l’asteroide aveva un diametro di 30 metri. Per dire. L’area distrutta era di 2150 chilometri quadrati.
dinosauri

Questi invece sono i dinosauri dopo l’impatto con l’asteroide che pare averli sterminati tutti. Aveva un diametro di 10 km, e scavò un cratere del diametro di 170 km nel golfo dello Yucatan. Va detto che non tutti gli scienziati sono concordi nel far risalire la morte dei dinosauri a questo evento.
Quand’è che un asteroide è considerato pericoloso, dunque?
Un asteroide è un PHA (Potentially Hazardous Asteroid, asteroide potenzialmente pericoloso) quando al minimo della sua orbita dista meno di 0.05 UA. L’UA è l’Unità Astronomica, è un’unità di misura della distanza ed è pari alla distanza media tra Terra e Sole. Secondo parametro, deve avere un diametro superiore ai 150 m. Ora, un PHA semplicemente può impattare con la Terra, ha una probabilità non nulla di finirci in testa, ma questo non significa che impatterà.
Ovviamente, anche oggetti più piccoli possono dare problemi (vedi Tunguska), ma solo locali, non globali.
Esiste una scala di rischio, sulla quale vengono messi gli asteroidi; è la scala di Torino. La scala di Torino classifica i NEOs in base alla possibilità di impattare sulla Terra e le dimensioni, e ha 11 gradi.
- 0 è per gli oggetti piccoli, o con possibilità di collisione pari a 0.
- 1 è per gli oggetti che hanno qualche probabilità in più di cascarci sulla testa, ma comunque molto basse. Sono considerati oggetti di routine.
- da 2 a 4 ci sono gli oggetti che hanno l’1% o più di possibilità di cascarci in testa e produrre danni locali, e quindi impensieriscono un pochino gli astronomi
- da 5 a 7 ci sono oggetti grossi e molto vicini.
- da 8 a 10 si prega perché l’impatto, e la successiva distruzione, sono certe.
Ma l’orbita di un NEO come si calcola?
Semplice. Più o meno. Si fanno tante osservazioni, in diversi periodi dell’anno, valutando la posizione intorno al Sole dell’oggetto. Poi si cerca una curva che unisca i punti che si hanno (la procedura si chiama fit), ovviamente tenendo presenti le leggi fisiche. Più punti si hanno, migliore sarà il fit e la predizione dunque della posizione dell’oggetto in futuro. Questo spiega perché spesso un oggetto viene considerato pericoloso, poi si fanno nuove osservazioni e si scopre che poi tanto pericoloso non è.
Beh, direi che abbiamo tutti i mezzi per passare a considerare Apophis.
Innanzitutto il nome. È quello di una divinità egizia, personificazione del buio, spesso rappresentato come un serpente, e nemico di Ra, il dio del sole. Ogni giorno Apophis cercava di impedire a Ra di far sorgere il sole, e la lotta non aveva mai fine né vincitore. Pare che la sua simpatia fece sì che lo chiamassero anche amichevolmente “Il Distruttore”.
Detta così, vi immagino già tutti lì pronti a grattarvi.
Ma atteniamoci ai fatti e andiamo qui, alla pagina della NASA dedicata ai NEOs scoperti finora.
http://neo.jpl.nasa.gov/risk/
Per il futuro, quando i giornali sparano che moriremo tutti per un NEO nel 20xx, andate qua, o su quest’altro sito tutto italiano, curato da Andre Milani del dipartimento di matematica dell’università di Pisa. È appena più complicato da consultare, ma più completo. Ma dicevamo.
Cerchiamo Apophis. Eccolo là. Ci passerà vicino tra il 2036 e il 2096, con 3 passaggi ravvicinati. Ha un diametro di circa 270 m, per cui è abbastanza grosso. Vediamo la probabilità di impatto. 2.3 su centomila. Yep. Abbiamo lo 0.0023% di possibilità che Apophis ci caschi in testa. Pochino, vero? Ma guardiamo la classificazione nella scala di Torino. 0. Ossia oggetto non pericoloso.
Ok, due pagine e mezzo di bla bla bla solo per dirvi che no, Apophis non ci cascherà in testa.Tra l’altro, se notate sopra Apophis c’è 2007WK184, che ha 1 nella scala di Torino, potrebbe impattare tra il 2048 e il 2057 con una probabilità per altro più alta, 3.4 su diecimila. Ma qualcuno l’ha nominato in tv?
Questo solo per dirvi che bisogna sempre un pochino diffidare delle notizie che ci vengono da media, che spesso cercano solo lo scoop, e lo fanno anche piuttosto goffamente, facendo salire agli onori delle cronache certe notizie e bucando altre, magari ugualmente importanti o anche più meritevoli di interesse. Per altro, non dobbiamo preoccuparci neppure di 2007WK184; il suo valore alto nella scala di Torino dipende sostanzialmente dal numero basso di osservazioni compiute, che causa una certa incertezza sulla determinazione dell’orbita.
Pistolotto finale: in passato ci sono stati impatti di asteroidi contro la terra, e ce ne saranno di sicuro in futuro.Ma si parla di probabilità basse, che possono impensierire solo se si parla di tempi scala molto lunghi, centinaia o migliaia di anni. I NEOs sono pericolosi e vanno tenuti d’occhio, e infatti lo facciamo, ma ci sono probabilità più alte di morire per qualcos’altro, che sia un incidente con la macchina o una guerra nucleare.
Se poi siete ancora spaventati, premete sul governo perché dia più soldi alla ricerca astronomica :P .
Al momento è l’unica arma che abbiamo contro i NEO. 

Per chi vuole saperne di più
NeoDys
NASA Neo Earth Object Program
La pagina sui NEOs di Wikipedia

Le immagini sono prese da
http://sirio.rm.astro.it/cimperatore/
http://lifeboat.com/ex/main
http://it.wikipedia.org/

Un grazie grandissimo ad un mio amico e collega che studia i NEOs e mi ha dato un po’ di dritte per l’articolo :)

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Kill Bill 2, in tutti i sensi

Ieri ho visto Kill Bill Vol.2. Ho scritto di pomeriggio, tirando giù un capitolo intero (la storia si avvia lentamente al rush finale), proprio per avere la sera libera. Mi son seduta assieme al marito, e abbiamo visto.
Ok, lo dico subito, non mi è piaciuto come il primo. Meno scoppiettante, meno esagerato, e più western. Ora, io non amo il western. So che non apprezzare Sergio Leone et similia non mi fa fare una bella figura, ma c’è qualcosa che mi respinge nelle storie western; l’unica che mi piace è Balla coi Lupi, che chiamarlo western ce ne vuole.Per cui mi mancavano i riferimenti culturali per apprezzare il giochino. E anche il cinema cinese lo conosco troppo poco. Sì, Pai Mei, ma il mio modello in quell’ambito lì è Muten, e capite che la cosa non mi ha fatto buon gioco.
Ma la carne c’è, le cose memorabili anche. Il seppellimento prematuro, per citare Poe, in una scena che mi resterà in testa a vita, e successiva fuoriuscita della tomba (a proposito di tombe, m’è venuta in mente una cosa che ho scritto con un tizio che esce dalla tomba, e che, se tutto va bene, dovreste leggere a fine mese ;) ), la scena iniziale del massacro ai Due Pini, e Bill e la Sposa intorno al fuoco, e il finale, grande, immenso, stratosferico.
Ma a me piacciono gli anime, le katane, gli scontri nei giardini d’inverno, e quindi si è realizzato quanto avevo predetto: il duello tra la Sposa e O’Ren non poteva essere superato da nient’altro, nel mio apprezzamento.

Poi, ieri sera, sono andata a leggermi un po’ di recensioni in giro. È una cosa che mi piace sempre fare. E mi sono accorta che tutti i critici prima o poi finiscono per cadere in certe trappole, e parlare di quel che non conoscono. Tipo uno che diceva che Kill Bill è come un videogioco, ma non ne replica la piattezza e la ripetitività. Per dire una cosa del genere hai ovviamente giocato solo a Pac Man. Oppure quelli che parlano male dei manga, di cui Tarantino prenderebbe l’estetica vuota per riempirla di senso. Sì, come no.Anche il critico più illuminato e aperto di mente ha il suo feticcio: il fumetto, il videogioco, una qualsiasi forma di arte popolare che nella sua scarsa conoscenza diventa l’esempio di ciò che non è arte, non è cultura. Ma il problema non è il medium. Il problema è la sostanza.
Ci sono videogiochi in cui la trama non esiste, e si va avanti ad ammazzare tanto per (l’osannato Gears of War), e videogiochi dove finisci a giocare solo per sapere come si evolveranno storia e personaggi, che sono densi, pieni, magari commoventi (Syberia). E ci sono fumetti il cui senso nel cosmo ti sfugge, perché a parte mettere insieme un tot di stereotipi usandoli per altro malamente altro non fa (Dai La Grande Avventura) e fumetti che quanto a profondità della indagine psicologica stanno sopra anche a svariati libri (Berserk).
La cultura pop è un mostro mitologico da mille teste, e ha qualcosa di rivoluzionario, in sé. È la sfida continua di dare alla gente contemporaneamente ciò che sa di volere e ciò che non immaginava di desiderare: divertimento e senso, trame scoppiettanti e indagine psicologica. Il prezzo da pagare per questo gioco condotto sul filo del rasoio è duplice: l’alto rischio di non riuscire, ovviamente, e il non essere spesso capiti.

P.S.
Noto solo ora l’aggiunta di due nuovi trailer per il contest. Trattasi di
Il trailer di JapoCW
Il trailer di Asciacorta
Vi ricordo che ci sono ancora dieci giorni per mettere online il proprio video. Datevi da fare e votate!

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Wow

Il Piccolo Recensore non puoi farlo uscire una volta, che quello poi pensa di poter dire la sua quando vuole. L’ho interpellato ieri per tenere fede ad una catena, e adesso lui vuol parlare di Kill Bill Vol. 1 che ho visto ieri pomeriggio col marito.
Era il mio primo film di Tarantino. Mi è stato consigliato da un amico, e per altro mi lega ad esso un curioso episodio. La mia prima presentazione di Nihal della Terra del Vento la feci a Torino nel maggio del 2004, alla Fiera del Libro, e a presentarmi c’erano Sandrone e Marco Giusti. Si parlò un sacco di Kill Bill. Giusti diceva che Nihal aveva qualcosa della Sposa.
E insomma, ho visto questo film. E oggi mi sono fiondata a comprare il secondo volume, che vedrò appena smetterò di organizzare cene per nove persone, cercare di fare palestra in tutti i modi, scrivere, suonare, rilasciare interviste e fare viaggi in Francia. Ma sarà presto.
Quel film mi ha stimolato una serie di riflessioni:
- l’essenza della cultura pop (libri, film, fumetti) è l’essere capace di tenersi in bilico tra la vaccata clamorosa e il capolavoro. Kill Bill sta sul filo, e la sua grandezza sta nell’essere meravigliosamente kitsch, e al contempo un capolavoro. La musica, il montaggio, l’inserto anime, tutto congiura a comporre una vaccata di quelle clamorose, e invece l’eccessività stessa del tutto rende il film qualcosa di potente, di epico.
- il segreto sta nel dire le solite quattro cose, ma dirle bene, ma veramente bene. La storia della vendetta è trita e ritrita. E la forgiatura della spada da parte del maestro d’armi che, ça va sans dir, ha smesso di forgiare armi che uccidono? E la cattiva con le guardie del corpo pazze? Tutti topoi visti ovunque, cose che per un amante dei fumetti o anche solo del cinema di genere di serie Z sono non banali, de ppiù. Ma è il contesto, la messa in scena, l’assoluta sincerità e strafottenza con cui questi topoi vengono messi in gioco che fa la differenza. È il coinvolgere lo spettatore in un gioco a carte scoperte, è ammiccargli l’occhio e dirgli: “io e te queste cose le capiamo, perché le conosciamo bene”. Guardare Kill Bill è come parlare di Rat Man con un altro Ortolani-maniaco: si ride a cose che per gli altri non hanno senso, o non sono affatto ridicole. È che Tarantino è uno di noi, e con lo spettatore si diverte e gioca. Non è un film dal regista allo spettatore, è un film con lo spettatore. Ma, dicevo, farlo bene. Che gli vuoi dire alla messa in scena? Niente. Una cosa così bella come l’incontro tra la Sposa e O’Ren, il loro fronteggiarsi, una a terra, a strisciare tra i morti, l’altra sulla balconata, nell’Empireo, non la vedevo da anni. E il combattimento con gli 88 Folli? E il combattimento Sposa/O’Ren nella neve? Arte pura. Tutto quello che desideri da un film. O che io desidero da un film, o da un fumetto, o da un libro. Tutto quel che vorrei saper dire scrivendo.
- se sei abbastanza bravo, la coerenza narrativa non conta niente. Prendiamo il succitato combattimento Sposa/O’Ren: avviene in mezzo alla neve. Qualcosa ci ha dato da supporre prima che fosse inverno? I personaggi erano vestiti pesanti? No. La neve c’è perché a Tarantino andava di mettercela. Per inciso, credo ci sia solo per quella scena splendida, lo schizzo di sangue sulla neve bianca, una cosa che produce brividi di piacere a me, figuriamoci a lui. E ce l’ha messa. Anche se non c’entra niente, ed è meramente funzionale alla storia. E i personaggi sono etichette semoventi. Indagine psicologica nulla. Solo figure, ma figure di una potenza straordinaria. La vendetta: la Sposa. Il potere: O’Ren. L’ambiguità: Bill. E la storia? Risibile. E allora? Allora è la messa in scena, il sottotesto, il modo in cui la storia è raccontata. È il trionfo della creatività che si innalza sprezzante sui vincoli delle regole narrative e della verosimiglianza: gli arti mozzati schizzano litri e litri di sangue, quanti non possono essercene in un corpo umano, una che è stata in coma quattro anni fa secchi 88 super-spadaccini maschera muniti. E non c’è stata una volta che abbia detto: ma che cazzata! Una volta che sia stata lì a dirmi, non può essere. E questo perché? Perché Tarantino può. Sa come fare. Spinge la tua sospensione di credulità oltre i limiti, riesce a non infrangere mai il patto tacito tra regista e spettatore: io ti farò vedere l’impossibile, e tu mi crederai, sempre.

Cioè. Uno esce sconvolto da una visione del genere. Si chiede: ma io ce la farò mai a fare una cosa del genere? Ma perché io non ci riesco?
Ora. Può essere che la seconda parte non replichi il miracolo. Ma Kill Bill Vol.1 non assomiglia a nulla che abbia visto finora, e sembra rispondere alle mie aspettative più profonde e inconfessate circa i film.

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I dieci libri dell’anno

Visto che oggi sarebbe festa, e domani devo uscire presto per una commissione, vi beccate codesto post a cavallo tra lunedì e martedì che dovrebbe valere per oggi e per domani. Che per altro è anche un post al risparmio, visto che si tratta di una catena che mi è stata passata dra Francesco.
Devo indicare i dieci libri più belli che ho letto nell’ultimo anno. Ho dovuto consultare anobii e ravanare un po’ per trovarli. Non che non sia stata una buona annata, ma è che no ricordo mai quali libri ho letto quest’anno e quali l’anno passato. Vabbeh, comunque, in ordine rigorosamente sparso:

Gomorra
Gomorra: un libro che ha ridefinito il concetto di genere, un reportage romanzato o un romanzo sotto forma d’inchiesta. Soprattutto un libro necessario, che va letto, e che non parla solo di camorra, ma della nostra società, del nostro mondo.

La Solitudine dei Numeri Primi
La solitudine dei numeri primi: struggente e bellissimo. Un libro in cui si finisce per riconoscersi, nonostante e anzi grazie all’eccezionalità dei protagonisti.

Come Dio Comanda
Come Dio comanda: un pugno allo stomaco, un romanzo avvincente e terribile, un’epica dei perdenti dominata da un destino crudele e beffardo.

La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret
La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret: innanzitutto un libro di straordinaria originalità. Le illustrazioni, poi, sono meravigliose e perfettamente integrate nella storia. E poi è così delicato…

Rovina
Rovina: il libro per Verdenero di Simona Vinci. Efficacissimo. Gli effetti dell’abusivismo edilizio a tutti i livelli, dalle vite di persone che in teoria non avrebbero nulla a che fare con l’ecomafia a chi invece ci lucra su. La speculazione come un cancro che si mangia la vita della gente.

Il Cielo Sopra Roma
Il Cielo Sopra Roma: un altro modo di vedere Roma, attraverso la storia misconosciuta ai più dell’astronomia che vi si è praticata nei secoli. Divertente e istruttivo, per molti versi anche parecchio malinconico.

La Furia
La Furia: continuazione di crescendo della saga di Magdeburg. Tagliente, terribile, epica. Proprio una bella storia.

Fisica. Corso di Sopravvivenza
Fisica. Manuale di Sopravvivenza: altro ottimo libro di divulgazione. Divertente, pieno di ottimi esempi tratti dalla vita quotidiana. Per chi ha paura della fisica, ma anche per chi la conosce e vuole ritrovare una vecchia amica

Storia Vera - Dialoghi dei Morti
Storia Vera – Dialoghi dei Morti: contro ogni dogmatismo, per una visione dissacrante e divertente della vita. E dio sa quanto ne abbiamo bisogno in questo periodo.

Il Gioco di Gerald
Il Gioco di Gerald: pura tensione psicologica. Un libro in cui non succede niente, ma nel vero senso della parola, eppure si è divorati dall’ansia di andare avanti. Per le sue caratteristiche, un vero capolavoro.

A chi passo la palla? A chi vuole. Fatevi sotto.

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