Sto per tornare a Monaco. Per la precisione, parto il 25 e torno il 27. Dalla data fatidica mi separano dunque due settimane esatte.
L’ultima volta che ci sono stata è stato ad agosto del 2006. Non avrei mai creduto che sarei rimasta lontana da Monaco due anni. Non pensavo ce l’avrei fatta.
Prima di andare a vivere per tre mesi in terra bavarese, non sapevo esattamente cosa fosse la nostalgia. C’è da citare Gaber, io non mi sento italiana, o quanto meno guardo a questo paese con un certo distacco. Un po’ come il mio rapporto con Roma. Sì, l’Italia è bella, Roma è magnifica, ma ho un po’ di problemi a identificarmi con questa città e con questo paese. E più passa il tempo peggio vanno le cose.
Tornai a Roma il 15 febbraio 2006, e fu devastante. Monaco la sognavo la notte. Mi mancava tutto. La casa striminzita in cui vivevo con Giuliano, il freddo, la neve, il gluehwein, i bretzen, la metro, persino. Oggettivamente, ci sono città più belle. Parigi. Barcellona. Ma Monaco è Monaco. Nessun posto mi è rimasto dentro così tanto. Non so cosa sia stato. Se il fatto che lì si è svolta la mia prima esperienza di convivenza con Giuliano, se era il fatto che la qualità della vita non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella della mia città natale, se fosse il piacere di essere straniera in terra straniera. Non lo so. So solo che me la sogno ancora, che qualcosa in me sogna ancora di andarci a vivere, nonostante un fracco di cose ostacolino il progetto.
Quando ci torno, sono sempre combattuta tra il piacere di esserci tornata e il dolore del saperla non più mia. Quando sei un turista vivi un posto in modo completamente diverso.
Ieri ho preso l’albergo, e ho maledetto la centesima volta l’aver deciso di restare solo due giorni, invece della settimana che potevo concedermi. Ma vabbeh.
Credevo di essere ormai andata oltre. Voglio dire, ne è passata di acqua sotto i ponti. E invece no. Se penso a Marienplatz, a Stachus, all’Englischer Garten e persino a quella via alla fermata della metro, dove una sera mi incantai a guardare la neve, ecco, mi si stringe il cuore. E Monaco resta sempre quel posto where my heart lies.
I Mesi Bavaresi