Dopo non so nemmeno più esattamente quanto tempo, ho passato un sabato e una domenica a casa. Di tempo però ne doveva essere passato veramente un sacco, perché ho avuto difficoltà ad organizzarmi. Per dire, non sapevo cosa cucinare a pranzo e a cena. Sono stata così a lungo abituata a dividere la mia vita tra presentazioni et similia che quando non devo stare in giro per l’Italia mi trovo in imbarazzo a gestire il mio tempo. Avevo tante idee per la testa: andare al lago di Albano, andare a cinema o anche solo prendere il sole sul terrazzo. Alla fine non ho fatto niente. Ho suonato, ho visto Lost. Sto facendo la maratona di Lost, nel senso che con Giuliano ce lo stiamo rivedendo tutto. E devo dire che è veramente un dannato piacere. Regge anche la terza visione, è un buon segno. Forse, quando nel 2010 saprò cosa diavolo è l’isola avrò ancora voglia di rivedermelo.
Ho anche riportato in vita quel che restava della mia vita sociale: sono andata in giro per Roma venerdì sera, e ho fatto una festa in mezzo ad un prato sabato sera. Meglio non pensare invece a tutto quello che non ho fatto: rispondere alle mail, che ormai hanno fatto la muffa, tante se ne sono accumulate, rileggere i testi dell’illustrato, e produrre un’altra cosina di cui poi vi dirò. Magari mi ci metto oggi. Almeno sulla cosina.
Per il resto, niente, l’estate mi abbrutisce. Non ho voglia di fare niente. Ho la pressione sotto le scarpe, e un violento desiderio di inverno. Interessante. Fino a tre settimane fa mi lamentavo che faceva freddo. Adesso mi son già rotta dell’estate.
Abbiate pazienza con me, spero di tornare più o meno operativa quando questo dannato caldo allenterà la morsa.