Sono a casa dei miei. No, è che Giuliano ha un congresso, e allora io ho ne approfitto per tornare un po’ alla vita da nubile. Così faccio un po’ la spola tra la mia casetta e la casa dei miei genitori.
È dal 13 aprile dell’anno scorso che non dormiva qua. Complessivamente, non è passata poi troppa acqua sotto i ponti, o comunque non troppa per non farmi più sentire un senso di appartenenza per questo posto. Ma le cose sono cambiate. Proprio due minuti fa, mentre chiudevo il cellulare dopo una chiamata di lavoro, ho pensato che mi piace stare sola in casa. In questi quasi due anni di vita a casa nuova ho preso nuovi ritmi, nuove abitudini. Per cui adesso mi sembra un po’ di essere finita nella vita di qualcun’altro. È una strana sensazione. L’odore di questa casa, che prima non avevo mai notato, e che adesso invece mi balza subito alle narici. Lo scorrere del tempo che sembra quasi diverso. Così ieri notte non riuscivo ad addormentarmi. Non avevo sonno, semplicemente. Mi mancava il letto grande, il respiro del Mac nell’altra stanza, le dimensioni piccole e raccolte di casa mia.
Si cresce in fretta, e ci si abitua presto a mondi nuovi. Ci accorgiamo di quanto le cose siano cambiate solo quando d’improvviso ci guardiamo indietro. E adesso son qui, dove tutto è cominciato. La mia scrivania col vetro, e sotto il vetro tante foto: Monaco, i miei amici africani, Fadi del Libano, i certamen ciceroniani, biglietti del cinema, scontrini, inviti a presentazioni.
Qui scrivevo fino a due anni fa. Qui ho scritto ieri pomeriggio, qui scriverò di nuovo tra poco. E intanto mi godo questa specie di vacanza, in attesa di fare un altro nostos topico venerdì, quando tornerò a Monaco.




