Hope

Esterno mattina. Sono in macchina, ferma al semaforo. Ieri sono tornata da Monaco di Baviera, due giorni ritempranti come una settimana. Pensare a Monaco è come mangiare una bomba alla crema, con quel dolce che si spande dappertutto per la bocca, regalandoti brividi di piacere. E a Monaco penso, mentre sto ferma in attesa del verde. Al fatto che ho visitato città più belle, ma ogni volta che finisco sotto la Rathaus poi mi vengono sempre i brividi. Che è stato bello salire sulla torre della Peterskirche e abbracciarla tutta con uno sguardo solo, dai campanili gemelli della Frauenkirche alla torre dell’Olympiapark, fino alla grande ciambella bianca dell’Allianzarena. Che Monaco resta un fantasma sospeso sulla mia testa, un dolce ricordo e un enigma del futuro.
Vengo da Piazza Cavour. Sono andata a fare il visto per la Russia. Sono uscita di casa alle 10.00 in punto e adesso sono le 12.35. Due ore e mezza di viaggio. Ci si fa due volte Monaco Roma in aereo.
Lui si avvicina col tergivetro. Non è giovane. È un signore che potrebbe essere mio padre. Scuro di carnagione, pakistano, o di chissà quale altra parte del mondo. Nicchio poco, poi gli dico di sì, e mi lava il vetro. Come sempre mi prende l’ansia: ce l’ho i soldi? Frugo nel portamonete. Sì, ma sono pochi, dannazione.
Quando ha fatto apro il finestrino, e gli passo i miseri cinquanta centesimi con la faccia colpevole. Lui li guarda e sorride.
“Tutto bene?”.
Sorrido.
“Tutto bene. E…lei/tu?”
Non so se dargli del tu o del lei.
E parliamo. Di cazzate.
“Sei sposa? Sposa?”
.Penso alla fede al dito.
“Sì”
“e bambini?”.
Scrollo la testa.
“Niente bambini”.
“Oh. E perché no bambini?”.
Mi viene da dirgli che è una storia proprio lunga, che quattro giorni fa le mie prospettive sono di nuovi cambiate, e quindi chissà…
“Beh, sono ancora giovane!” dico ridacchiando.
Lui sorride di rimando. Allunga una mano oltre il vetro e mi fa una carezza sulla testa.
“Ciao” mi dice, ed è verde.
E io mi sarei messa a piangere. Così, in mezzo alla strada. Per quelle cazzate che ci siamo detti, per i sorrisi, e la sua mano sulla mia testa.
E penso a questo paese che mi ha vista nascere, mi ha regalato Giuliano e un sogno grande, e che non riesco più ad amare. Penso alle impronte ai rom, ai due bambini morti mentre venivano qua a cercare un’impossibile salvezza, al decreto anti-precari e a Momodou, che ho letto ieri in aereo. E poi alla mano di quell’uomo sulla mia testa.
E allora ho pensato che forse c’è ancora speranza.

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25 risposte a Hope

  1. enza scrive:

    Grazie davvero :)

  2. SAm* scrive:

    E’ un post bellissimo, complimenti! t_t

  3. Riccardino scrive:

    Grazie Licia!!!…non è propio niente di che. Ma dopo le vacanza te ne faccio uno molto più bello!!.
    Ma è vero. Grazie ai tuoi libri mi hai fatto nascere una passione per il genere fantasy che prima, che leggessi le tue trilogie, non potevo nenache immaginare di avere.
    Ti ADROTIADOROTIADORO! Scrivi mille libri!…ti pregoooooooooooooo!!
    Baci.
    Riccardino.

  4. licia scrive:

    Son Licia dal computer della mamma.
    Riccardino, grazie per il video, molto bello!!!

  5. Carlo scrive:

    ce la facciamo, Licia, ce la facciamo..

  6. Ly scrive:

    Licia, credo sia uno dei più bei post che tu abbia scritto. Mi è piaciuto moltissimo. :-)

  7. Carlo scrive:

    Quoto tutti. Valberici, VioVyB: vi amo.

  8. Moko92 scrive:

    Bellissimo Post Licia, davvero bello. Mi piace molto ra riflessione che vi è racchiusa. Strano come avvolte èpicoli gesti risveglino tante sensazioni e tanti ricordi. :-)

  9. Yulia scrive:

    Ciao Licia, devi sapere che sono una tua grande fan e ho letto tutti i tuoi libri…sei davvero bravissima!
    Per parlare del post, quando anche a me capita una di queste situazioni, cado in depressione e penso che il mondo è ingiusto, come dicono sempre tutti ma non fanno mai niente per migliorarlo…magari quando siamo allegri non ci accorgiamo di nulla e pensiamo solo a noi stessi, stiamo bene e ci viene naturale di essere egoisti…ma quando capitano di queste situazioni, sale davvero una certa tristezza.
    Yulia;-)

  10. Riccardino scrive:

    Si vede che sei una scrittrice, le emozioni che trasmetti tu attraverso le parole non le trasmette nessuno.
    Che bello è sapere che in giro c’è ancora amore e voglia di convivere. In questi tempi difficili che il mondo stà andando nella merda una semplice, ma dolce carezza, è l’unico appiglio ad una speranza ormai quasi persa.
    Baci.
    Riccardino.

    P.S. ah, Licia. Ti ho dedicato un video su Youtube. se vuoi andarlo a vedere scrivi: “Video dedicato a Licia Troisi.” Non è niente di che (come dicono i commenti), ma le cose scritte sono vere.
    TI ADOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.

  11. Zac scrive:

    grande inno alla speranza… ho immaginato la scena, e sono rimasto con lo sguardo perso per non so quanto. l’immagine di quell’uomo così genuinamente grato e fiducioso è qualcosa di davvero toccante. mi fa riflettere su quanto a volte siamo prevenuti senza volerlo davvero, e su quanto possiamo imparare da persone che magari inconsapevolmente cerchiamo di evitare.
    li discriminiamo, li facciamo sentire sbagliati, li disprezziamo, ma loro possiedono qualcosa che li rende di gran lunga più ricchi di noi: la speranza. e a volte, quel sorriso che tanto desideriamo ma che non riusciamo ad ottenere dagli amici, ce lo da lui, l’uomo che elemosina per strada. quando in realtà dovrebbe essere il contrario. lo so, forse sono ripetitivo o sdolcinato, ma scusate, non posso farci niente… grazie licia! di tutto!!!

  12. VioVyB scrive:

    Fantastico
    Grazie per questo post, davvero. Malinconico ma pieno di speranza, sincero e appassionato.
    Oggi ero in macchina con mia madre, ferme al semaforo. C’era una ragazza rom che avrà avuto sedici anni, forse diciassette ed era incinta. Mia madre non da mai niente a chi chiede l’elemosina perché dice che non ha senso, io la capisco, però le ho dato un po’ di moneta, anche se io sono veramente avara. Capisco di averlo fatto più per me che per lei e mi sono sentita un sacco triste. Alla fine mi piace tanto parlare ma non faccio mai niente. Mi sono sentita vigliacca, retorica.
    Poi ho letto il tuo post e mi sono resa conto che forse non c’è bisogno di fare grandi cose per rendere il nostro mondo un pizzico migliore, e ho avuto un po’ di speranza. Quello che scrivi fa pensare la gente, forse la fa cambiare persino. Per me è stato così e anche adesso è così.
    dare un paio di euro ad una ragazza non cambia proprio niente, però è un po’ come schierarsi, prendere una scelta. Perché so che non l’ho fatto per pena o per compassione, ma perché non voglio che cose del genere accadano e non riesco ad ignorare quello che vedo, e questo è anche merito tuo, di quello che ho letto sul tuo e su altri blog e di post come questi, profondi, sinceri e bellissimi.
    Grazie.

  13. Tor scrive:

    Ho il diabete. Nemmeno ad Hollywood scrivono trame così mielose…

  14. Marcello scrive:

    E’una scena intensa: di fronte alla massa di notizie negative che quotidianamente ci sommerge, che finiscono per dipingere il ‘diverso’ sempre e comunque come qualcuno da temere, che di fronte a un gesto di umanità finiamo per commuoverci… tutto sarebbe diverso se ci fossero meno pregiudizi sparsi a casaccio, le generalizzazioni sono sempre comode, e se ci fosse veramente la volontà (oltre alle dichiarazioni di intenti, che troppo spesso lasciano il tempo che trovano) di separare e aiutare sul serio chi viene qui per rifarsi una vita…

  15. Licia scrive:

    Ma: infatti è la prima cosa che ho pensato appena sono ripartita

  16. costanza scrive:

    licia ricordi la volta delle ragazzine prostitute ? ecco io quel giorno ho provato quello che hai provato tu

  17. Somy scrive:

    Un post veramente bello…sono commossa…

  18. L@u scrive:

    Bellissimo post Licia….
    Davvero bello….

  19. Mad Dog scrive:

    Salve signora Troisi,

    oggi posto io al posto di Impo… lui mi dice che il suo è davvero un bel post, toccante e profondo… da parte mia posso dire che mi ha fatto venire una grande fame… se fossi in suo marito… starei ben nascosto in casa… MUAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHA

  20. diletta scrive:

    Licia sto piangendo. Non scherzo…

  21. Zac scrive:

    e già… anch’io a volte quando sono accodato gurdo i numerosi extracomunitari che si avvicinano con sguardo vacuo, e allora davanti a quei occhi mi sento sciogliere. non so come spiegarlo… è come un nodo allo stomaco che viene all’improvviso davanti alle mani protese e alle richieste di quelle persone. e allora mi sento in colpa. sento che è terribilmente sbagliato, che c’è qualcosa di diabolico in atto: io chiuso nella mia macchina col climatizzatore, loro fuori sotto il sole cocente che peregrinano sconsolati da un veicolo all’altro. e mi si gela tutto, non so che fare… prego che quell’uomo o donna non arrivi alla mia vettura, che il semaforo si sblocchi per grazia divina, perchè so che non riuscrò ad affrontare nella maniera giusta quel contatto. so che con qualsiasi mio gesto lo ferirò, MA IO NON VOGLIO! allora dico: “gli do qualcosa, gli parlo…” ma non è mai così. davanti alla mia mano aperta che porge una monetina mi sento uno schifo. come ho detto all’inizio, mi sento in colpa.

  22. Valberici scrive:

    Probabilmente, anzi quasi sicuramente, qualcuno leggendo penserà:
    Si, si…le solite cose…dette da chi non convive con la delinquenza degli extracomunitari.
    Eppoi parlano bene loro che non si sporcano le mani andando in un campo rom ad aiutare ‘sti delinquenti.
    E lo dicessero a mio cugino che gli hanno fregato l’autoradio………

    Io invece sono convinto che un post come questo sia meglio di centomila “azioni concrete” e iniziative politiche..
    Perchè è scritto bene, col cuore.
    Perchè affronti i problemi con la tua “arma” migliore: la scrittura.
    E non ultimo perchè sei una persona che gode di una certa notorietà ed è cosa buona che sul tuo blog parli di speranza. :)

  23. MAX scrive:

    ottimo post. la speranza è l’ultima a morire…è l’uomo che però la deve alimentare…piccoli gesti…che insieme formano una coa enorme…una cosa giusta in questa vita fin troppo corrotta…

  24. Tigre scrive:

    Meraviglioso.-
    Ti ho detto che sono un inguaribile ottimista.-
    Finalmente una pagina di speranza, malinconica e splendida come solo la vita può essere.-
    Grazie.-
    Tigre.-

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