Il Cavaliere Oscuro

Ieri sera sono andata a cinema a vedere The Dark Knight. E mi ha sconvolta. È da ieri sera che ci penso. Che mi arrovello sul film ma più in generale sui fumetti, sul cinema di intrattenimento, fino giù a scendere a quel che scrivo io.
Non ho intenzione oggi di fare una recensione. Ho solo voglia di condividere con voi queste riflessioni, di tracciare assieme un quadro della situazione. State attenti, che è pieno di spoiler

Non è un film di supereroi
È stata questa la prima impressione. Perché di fumettoso non c’è davvero niente. Nessuna scelta di edulcorare la realtà, nessuna concessione ad un’estetica che reinventi anche solo l’ambiente in cui la storia si svolge. Basta pensare a Gotham City, che non ha nulla di gotico, soprattutto se la si paragona a quelle di Burton. Ma anche a confrontarla con la Manhattan tutto sommato bonaria, amichevole, di Spiderman, la Gotham di Nolan è New York, Chicago, Detroit. Una città qualsiasi, in mano non a supercriminali volanti, ma a comunissimi mafiosi.

Umano, troppo umano
Di conseguenza, anche i personaggi che in questo scenario sporco e terreno si muovono sono umanissimi. La caratteristica di Batman, per quel poco che ne so, è proprio il suo essere tutto sommato un uomo normale. Non ha superpoteri, fa a cazzotti armato solo della propria forza fisica e dei duemila marchingegni della sua tuta. Questa caratteristica viene portata alle estreme conseguenze da Nolan. Tutti i personaggi del film sono di una sconvolgente umanità. Non c’è quella patina archetipa e per certi versi caricaturale di qualsiasi altro film tratto dai fumetti. I personaggi si muovono in un contesto sporco e reale, e sporche e reali sono le loro psicologie e le loro azioni. I loro dilemmi ci coinvolgono, sono gli stessi che anche noi abbiamo vissuto. L’ascesa e la caduta di Harvey Dent non ha nulla di artificioso; se si esclude l’elemento dell’assurdità di uno a cui manca mezza faccia che se ne va in giro per strada, la sua parabola potrebbe essere inserita agevolmente in un film di altro genere. Perché tutto nel Cavaliere Oscuro è reale.

Ma la dimensione epica rimane
Nonostante tutto ciò, The Dark Knight è terribilmente epico, è grandiosamente epico. A volte penso che i fumetti siano l’epica dei nostri tempi. Assolvono la funzione che un tempo era dell’Iliade e dell’Odissea. Esprimono la nostra mitologia, il nostro bisogno di grandezza, e i nostri dubbi e paure. Forse tutto l’intrattenimento esplica questa funzione: riportarci ad una dimensione alta dell’esistenza, quella popolata da eroi che hanno a che fare con prepotenti istanze etiche, e che al contempo si trovano costretti ad agire, a seguire il copione scritto per loro dagli e dei e dal destino. E The Dark Knight questo lo ha ben presente. Tutti sono costretti da un destino stringente che ha tracciato per ciascuno di loro una strada: così il seme di Due Facce alligna fin da subito dietro il volto rassicurante di Harvey Dent, e la sua smania di compiere un Bene che non conosce sfumature è già ansia di vendetta che lo consumerà alla fine. E Batman è per tutto il film una figura quasi passiva, costretta dei lacci della leggenda che lui stesso ha creato: costretto a non uccidere, costretto a lasciar morire chi ama, costretto a continuare a combattere perché questa è la sua natura. È il Fato, l’essenza oscura con la quale il mito fa di continuo i conti.
E poi, c’è il male per il male: il Joker

Avrebbero dovuto intitolarlo Il Joker
Il Joker sulla carta è un personaggio piuttosto scontato. Il cattivo che compie il male per il male. Il supercattivo per antonomasia, una figura tutto sommato poco credibile, perché nessuno di noi ha mai a che fare con un male del genere. Nel mondo di tutti i giorni il male è declinato indissolubilmente con la meschinità: ammazzo per i soldi, per le donne, per il potere.
E invece.
E invece questo Joker è immenso, grandioso. Per i primi sessanta minuti mi domandavo dove volesse andare a parare: sì, le pose da psicopatico, compiere il male tanto per…ma la motivazione? Dov’è la motivazione che lo fa passare da semplice figurina a personaggio completo? E forse è voluto che ci si faccia questa domanda, che si cerchi un senso. Perché quando poi si scopre, si sente che il senso non c’è e mai c’è stato, si rimane spiazzati.
Il Joker è la rivolta dell’uomo contro dio. Il Joker è l’essere che guarda la realtà senza veli consolatori, ne comprende l’assoluta assenza di senso, e decide di convertire al proprio nichilismo il mondo.
Non starò a dilungarmi su quanto sia straordinaria l’interpretazione di Heat Ledger. Una cosa da far tremare le vene dei polsi. Ma non è solo lui a rendere il Joker immenso. È la sceneggiatura, la regia, la costruzione del personaggio.
Più ci penso e più mi sembra che il film sia costruito per mostrare il trionfo del Joker. Tutto congiura a farcelo diventare simpatico, quasi a tifare per lui, e a sposare le sue idee. E proprio perché il Joker è il male che è in ciascuno di noi, l’orrore di fronte al meccanismo del mondo, un orrore cui si può rispondere solo generando morte e distruzione.
Pensateci. A parte il divertimento, le azioni del Joker sono spinte dal desiderio di mostrare a Gotham che il mondo è marcio, che gli idealisti sono semplicemente persone cui non è ancora stata data l’occasione di diventare malvagie. E secondo me ci riesce. Ci riesce perché quando vediamo il film noi percepiamo il suo fascino oscuro, lo sentiamo simile a noi. Perché anche noi, a volte, vorremmo annegare in un’orgia di dolore e sangue. E in fin dei conti, alla fine Batman non è costretto a mentire, pur di negare al Joker la sua sacrosanta vittoria? Harvey Dent non è caduto? Non ha mostrato tutti i limiti del suo cieco idealismo? E pensiamo ai due traghetti. Ok, alla fine non si fanno saltare in aria. Ma il Joker ha vinto nel momento stesso in cui il traghetto dei buoni ha messo la questione ai voti, e ha votato per il sì. Non vale a nulla che poi nessuno abbia il coraggio di pigiare fisicamente il bottone. L’incapacità di compiere l’atto che condanna a morte centinaia di persone non è un ultimo richiamo al bene; è semplicemente codardia. Tutti vogliono che siano gli altri a fare il lavoro sporco, ma sono tutti pronti ad applaudire il soldato che ha tirato la bomba.

E Batman?
E qua veniamo alle dolenti note. Ma Batman? Innanzitutto, viene mortificato da un doppiaggio incolore e monocorde. Già Christian Bale (che mi piace un sacco, ve l’ho mai detto? :P ) sembra quello più imbalsamato, stretto tra un Ledger fuori scala e un Eckart che si difende molto bene, poi gli appioppano una voce incolore, che non ha un guizzo che sia uno. Ma al di là di questo, nel film Batman finisce completamente schiacciato tra le figure dei suoi due nemici. Il suo dilemma morale rimane per certi versi compresso e inespresso. E come se ad un certo punto a Nolan fosse mancato il coraggio di spingere l’acceleratore fino in fondo, di mostrarci che, dannazione, il Joker ha ragione! Il che non vuol dire poi sposarne la causa. Ma la lotta contro chi ha dalla sua la ragione, armati solo dei propri principi morali e dell’incrollabile fede nel fatto che c’è qualcosa che si può e si deve salvare, beh, non è inutile, è titanica! E secondo me su questo tasto occorreva spingere.
Invece Batman non è mai davvero combattuto, non emerge mai quella parte oscura di cui il titolo. Sì, mena il Joker, ma lo sappiamo che Batman non è mai stato uno che andava esattamente per il sottile. No, quel che manca è la cazzata. Batman che fa la cazzata. Per dirla in termini meno volgari, manca la tentazione della morte. È fin troppo facile il modo in cui Batman riesce ad evitare di uccidere il Joker. In questo senso non c’è tensione e non c’è dramma.
Poi tutto questo passa in secondo piano, grazie alla grandezza di tutti gli altri personaggi, alla compattezza tematica del film, alla profondità della sua analisi. Ma è un peccato. Perché se solo Batman avesse avuto un decimo della grandezza del Joker, questo film sarebbe stato un capolavoro inarrivabile.

Note sparse
Un paio di scoattate di Batman secondo me ci stanno un po’ come i cavoli a merenda. Il pezzo dell’impronta del dito sul proiettile ha fatto insorgere tutta la mia fila, che per la cronaca era composta da me, Giuliano e tre amici, tutti fisici. Pure quando lui ferma la moto sul muro, mah…esagerato. Ma sono cose davvero secondarie.
Onore al merito invece della colonna sonora. E finalmente, direi. Qualcuno che non ha paura del silenzio, e che per una volta lascia da parte cori lirici e tromboni del cavolo. Quando deve esserci il silenzio c’è il silenzio, e la musica che accompagna le azioni del Joker è magistrale, meravigliosa.

Insomma, sono rimasta colpita, immagino si veda.
Proprio due minuti fa stavo leggendo una recensione in cui si questionava la liceità di fare un film di intrattenimento con ambizioni così “alte”, ambizioni che un po’ tutti i critici riconoscono a questo film. Perché poi c’è chi potrebbe non capire, perché non è questo il luogo adatto…Ecco, io invece penso che tutto l’intrattenimento dovrebbe essere così. Pieno di dannate ambizioni, capace di parlare dell’essenza più vera dell’umanità attraverso sparatorie, uomini in calzamaglia che si buttano dai tetti e tutto l’armamentario. E che anzi se questo non lo facciamo noi “intrattenitori” poi non lo fa nessuno. Perché l’efficacia di un messaggio lanciato attraverso il divertimento è infinite volte superiore a quella di chi invece certe cose le dice ammorbando, ammantandosi di un’aria di intellettuale che per forza di cose tiene lontana un sacco di gente.
È questa la nuova frontiera della cultura, il nuovo modo di farla, un modo per certi versi rivoluzionario. E Nolan in questo è un maestro.

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44 risposte a Il Cavaliere Oscuro

  1. Baba scrive:

    e la scena di Joker che esce dall-ospedale travestito da infermiera ……….. grandiosa …….

  2. Joy scrive:

    *__* Ho letto la recensione… ora dovrei andare a vedere anche io quel film

  3. Marco scrive:

    Fabrizio: ti quoto alla grande ovviamente ^^, complimenti per il blog mi ritrovo con tutti i riferimenti, che ritengo anke dei capolavori, io aggiungerei solo Jekyll e Hyde di Paul Jenkins, Jae Lee e Sean Phillips, questo basato su due facce in particolare il finale del film lo ricorda molto.
    Bye ^^

  4. Seraph scrive:

    Beh, sì, scusatemi per le mie “ambizioni” di spaccare sempre un capello in 4, però…
    è un po’ come x quello che è stato definito il “baby boom”, parlando di giovani scrittori. Mi infastidisce un certo modo dei critici (e giornalisti) di insinuare, con una semplice etichetta, un concetto non necessariamente condivisibile o che distorce in parte la realtà delle cose.
    Come dire che Gesù aveva molte “ambizioni umanitarie”… sarebbe concettualmente distorto e quasi grottesco, pur avendo un fondo di verità, il che rende tutto ancora più insidioso. Non penso fossero le sue presunte “ambizioni” a muoverlo, ma la sua comprensione del mondo e la sua volontà di condividere, per quanto possibile, la sua ricchezza interiore, cosa che non ha nulla a che fare con ambizioni di sorta comunemente intese.

    Parlando di letteratura, quello che apprezzo di più è la capacità dell’autore di creare un’atmosfera e una narrazione avvincente, trasmettendo allo stesso tempo un po’ di quella che è la sua esperienza di vita (i suoi conflitti interiori, i suoi ideali, riflessioni ecc.).
    Solitamente chi vuole “insegnare” qualcosa perde un po’ della freschezza (ed efficacia) nel comunicare un messaggio. Basta leggere le favoline con la morale alla fine… sono sempre abbastanza superficiali, di vedute ristrette e banali, e spesso la morale non è neppure condivisibile.
    Altri libri sono scritti molto meglio, e la morale non è così palesemente spiattellata lì (v. I Promessi Sposi, Il Signore degli Anelli, ecc.) ma comunque pesa (dal mio punto di vista, of course) sulla narrazione… forse inevitabilmente, ma pesa.
    Per il resto la semplicità, uno stile diretto, la capacità di parlare a tutti sono un immenso pregio.
    Chi invece ama complicare le cose, fare citazioni dotte o fare ampio uso di termini aulici per darsi “dignità letteraria” spesso finisce per appesantire la storia, che spesso diventa apprezzabile solo per chi si compiace di questi giochetti dell’ego che girano attorno ad un certo concetto (malato) di cultura (cultura come strumento per innalzare se stessi e declassare di conseguenza gli altri).
    Per fare un esempio concreto, Umberto Eco, ne “Il Pendolo di Foucault”, ha appesantito immensamente la narrazione puntando troppo su fumose e settarie conoscenze esoteriche (o presunte tali…) e su alti standard “culturali” (dando per scontato che il lettore conosca circa metà dell’intero scibile umano…), pur trasmettendo un messaggio finale che in un certo senso andava a criticare un concetto di cultura e di settarismo di cui lo stesso libro è intriso.
    Mah! Non so se l’esempio sia molto calzante, in effetti… :p
    Bye bye
    S.

  5. Noeyalin scrive:

    Gran post Licia. Per quanto riguarda il ruolo di chi racconta storie, come dire, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ;-) ed è belo vederti così consapevole di questo!

  6. Fabrizio scrive:

    Ho fatto un bel Posticino con i vari riferimenti bibliografici del film.
    Ergo, quali fumetti vengono in parte citati nella pellicola.

    Per quelli che non conoscono tantissimo il Pipistrellone e vogliono ritrovare le atmosfere del film anche sulle pagine…

    Enjoy!

    Fab

    P.S.: @ Marco: Chuck Dixon è un graaaandeeee!

  7. Moko92 scrive:

    odry keynes: si, nn mi attira proprio…bho!

  8. diletta scrive:

    @Francesco: è proprio vero che Montanelli aveva sempre ragione…

  9. Anacleto scrive:


    Complimenti… ho solo complimenti per questo tuo post che mi ha entusiasmato per la passione con cui è scritto. Il fatto che concorda o meno non è importante.

  10. I believe: whatever doesn’t kill you simply makes you… stranger.

    Un film davvero spettacolare, dominato dall’ombra di un cattivo costruito a regola d’arte, sia a livello di sceneggiatura che di interpretazione (visione in lingua originale obbligatoria per pulire via il doppiaggio e godere anche dell’interpretazione vocale, soprattutto di Ledger).
    La pellicola si concentra principalmente sul Joker, tenendo in secondo piano quello che dovrebbe essere il reale protagonisa, ovvero Batman, ma se si guarda bene è sempre dell’uomo pipistrello che si parla; perchè Joker altro non è che il lato oscuro (Lucas mi perdoni per la citazione) dell’eroe mascherato. Del trittico Spiderman-Superman-Batman quest’ultimo è l’unico dei tre che non possiede superpoteri, bensì è un semplice uomo. Proprio per questo non è il classico paladino buono, senza macchia e senza paura, ma in lui alberga sia il bene che il male: i suoi metodi non sono del tutto ortodossi, non disdegna le cattive maniere, etc etc. Il Joker diventa così la parte cattiva di Batman che prende forma, che diventa persona reale. In fondo, in quella stupenda scena che è l’interrogatorio nella prigione della polizia, si capisce benissimo:
    “Io non voglio ucciderti [...] tu completi me” (in inglese molto meglio: You complete me). Così Batman completa il Joker, ma anche il Joker completa Batman: non c’è bisogno di eroi se non c’è nessun cattivo da sconfiggere.
    Il Joker ha poi l’ingrato compito di mettere a nudo la personalità abbietta delle persone: “I loro principi sono uno stupido scherzo, li mollano appena cominciano i problemi.” E’ la realtà spogliata da quel sottile velo di tranquillità. Mette lo spettatore di fronte ad uno specchio e gli indica la sua vera natura.
    Da non sottovalutare poi una piccola frase che dice a Dent, ormai Due Facce: “Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrò ammazzato, o che UN CAMION PIENO DI SOLDATI esploderà, nessuno va nel panico. Perchè fa tutto parte del piano.”
    Fa riflettere, no?

  11. Valberici scrive:

    @marco. c’è un solo mezzo “migliore” del fumetto: il “canto”.
    Ma purtroppo ai giorni nostri scarseggiano aedi, rapsodi, bardi e menestrelli. :(

  12. corr scrive:

    In questo film non è rappresentata la lotta del bene contro il male, ma del male contro il male maggiore.

  13. Chiaretta scrive:

    ciao licia!!!a parte gli “eccessi di tecnologia alla C.S.I.” il film mi è piaciuto un sacco! pensavo avrebbe trattato la solita storiella sentita e risentita….e invece non è stato affatto superficiale.

    Hai ragione!!!!!!!!!avrebbero dovuto intitolarlo il Joker; infatti il suo personaggio è quello che ci ha lasciato di più ; ci ha fatto riflettere, ma anche ridere…..Forse lo hanno fatto apposta!!!per farci capire quanto il male sia più intrigante e affascinante, privo di regole ma al contempo con una logica tutta sua…..

  14. Marco scrive:

    Hai toccato due argomenti sui quali mi trovo pienamente d’accordo… cito Chuck Dikson noto scrittore di fumetti di Batman che ha detto ‘ Il Joker è la sfida più ardua per chiunque debba narrare una sua storia, questo perchè lui è il caos che si ricrea continuamente senza un ordine preciso, se scrivi una storia inconsistente sul Joker nessuno se lo dimenticherà mai ‘.
    Avevo paura per qst film, proprio per qst…ma la paura è passata subito, le parti col Joker mi ipnotizzavano al punto che per la prima volta in vita mia nn sn riuscito a percepire la musica, infati oggi andrò nuovamente a vederlo. Questa cosa mi ha sorpreso molto visto che io sn un sostenitore delle colonne sonore per intenderci nonostante la bellezza di Lezioni di piano, se nn ci fossero le musiche di Michael Nimann non so se sarebbe lo stesso.
    Nel film nn ci si sofferma sull’atrocità magari delle singole azioni del Joker ma si rimane catturati dalla maestosità della tela che le lega tutte. Una tela che lega anche noi e non ci possiamo fare niente siamo li catturati, senza sapere con precisione se per nostra volontà o meno. Mette in luce un caos in cui l’instinto di sopravvivenza, naturale e violento, cancella valori mette in discussione tutto, contro un nemico così la vittoria nn esiste, anzi ti trovi a tua volta ad essere nemico e caos anche tu.
    La seconda cosa sono i fumetti, qui ti ringrazio per avermi fatto scoprire Silver Surfer Requiem, credo che chi ne ha la possibilità almeno una volta deve leggerlo, di capolavori come qst nn se ne trovano molti. Prorio in qst fumetto ad esempio i temi, i dialoghi e l’atmosfera ti avvolgono subito in una sensazione stranissima e affascinante, qnd si ha qst nn c’è nulla da invidiare ai libri ad esempio. Non ha senso dire che visto che è situato nel mondo fumettistico un’opera nn possa avere un certo valore….a dire il vero nn so quale altro mezzo possa esprimere meglio l’epica… del fumetto.
    Ciao ^^

  15. Licia scrive:

    Francesco: non posso fare altro che concordare con Montanelli. Il bello è che anche adesso che la cultura è di massa questo modo di vedere le cose esiste ancora; è proprio il pubblico che tende a percepire l’opera d’ingegno come una specie di “status symbol”, per cui non si legge per divertirsi o per arricchirsi, ma per far sfoggio di cultura. Basti pensare a tutti quelli che “no, io Dan Brown non lo leggo perché è per le masse”.

  16. Francesco scrive:

    “Proprio due minuti fa stavo leggendo una recensione in cui si questionava la liceità di fare un film di intrattenimento con ambizioni così “alte”, ambizioni che un po’ tutti i critici riconoscono a questo film.”
    Proprio su questo tema vorrei dirti che Indro Montanelli sosteneva che i “letterati” italiani soffrono ancora dell’origine “cortese” nel senso di appertenenza ad una corte, della letteratura italiana. In sostanza lui sosteneva che, a causa dell’analfabetismo congenito della popolazione (che lui attribuiva alla cultura cattolica che assegna alla gerarchia l’interpretazione delle sacre scritture non stimolando l’alfabetizzazxione tipica della cultura proteastante dove è il fedele che legge direttamente le scritture e ne trae insegnamenti), non aveva altro pubblico che la cerchia letteraria colta appartenete alle varie corti, per cui chi scriveva non lo faceva per il vasto pubblico ma per altri letterati e quindi doveva far sfoggio di erudizione senza sforzarsi di essere capito. Anzi più si era criptici e più si era consiedrati di valore.
    Penso che, come in molte altre cose, Montanelli avesse ragione e che ancora tra molti scrittori e sioprattutto cìritici letterari rimanga una prevenzione verso la letteratura rivolta al grande pubblico.

  17. Io Christian Bale lo adoro da quando ha fatto Piccole Donne! Lì era giovanissimo e bellissimo.
    Però ammetto che in The Dark Knight, Heath Ledger mi affascina molto più di Christian.
    L’hai visto The Prestige, Licia? Anche lì c’è Christian Bale… E’ un altro film di Nolan ed è molto bello.

  18. Fabrizio scrive:

    Liciuzza, ti devi guardare American Psycho, allora… :D

    Fab

  19. Licia scrive:

    P.S.
    Bale, intendevo.

  20. Licia scrive:

    Seraph: mah, io non intendevo usarla con l’accezione che le dai tu. Per me era semplicemente un modo per dire che il regista non ci sta soltando raccontando una storia (non che abbia qualcosa contro chi racconta storie e basta, a saperlo fare è un gran lavoro), ma ci sta dicendo anche qualcosa, e qualcosa di importante con quella storia. Punto.

    Gis: vabbeh, mi scopro. A me quell’uomo lì piace davvero un sacco :P

  21. Fabrizio scrive:

    Massì che avevo risposto. :P

    Fab

  22. Gisella scrive:

    E mi fa strano che Fab non abbia ancora risposto!
    Comunque, il film è piaciuto anche a me. Perchè tutto è meno che un film-fumetto. Heath buonanima è stato grande come Joker, ha dato spessore a un personaggio che di solito è un po’ stereotipato. Harvey Dent… uhm… bel trucco, personaggio attuale se vogliamo… ma molto più “piattino”. Batman… quale Batman? Questo era il film del Joker! E comunque Bale ha sempre un suo gran bel perchè :-P eheheheh!!!

  23. Ale scrive:

    Io ancora devo vederlo.. Da quel che ho letto sui giornali e internet avevo capito che si trattava di un “capolavoro” .. Ma la tua recensione mi ha messo ancora più voglia di andare a vederlo!
    Grazie ^x^

  24. Seraph scrive:

    Penso che la parola “ambizioni” non sia la più azzeccata per rappresentare un opera intrisa di contenuti profondi… sa molto di critica letteraria/cinematografica, e suona quasi come un dispregiativo per alcuni (critici) e un modo per distinguersi per altri (autore/regista): cercare (come sempre) di passare per “fenomeni”, creando “capolavori” universalmente riconosciuti e insegnare tante belle cose al popolo-plebaglia, con tutti gli ego-trip annessi e connessi.
    La cosa apprezzabile è se il regista o l’autore di un opera riesce a rappresentare una parte profonda di se stesso e della sua esperienza tramite la sua creazione.
    Il resto, le “ambizioni”, spesso portano nella direzione contraria: uno parte cercando di elevare se stesso e non riesce ad andare in profondità, perchè è troppo preso dalla sua smania di apparire.
    L’ambizione, per come la vedo io, uccide o smorza lo slancio ideale verso l’esplorazione di se stessi, e spesso danneggia un’opera artistica, che talvolta appare grottesca o sfiora il ridicolo involontario se dietro non c’è un sentire profondo.
    Comunque la tua “non-recensione”, Licia, mi ha incuriosito. Avevo già escluso di guardare il film (l’ultimo Batman che ho visto, per vari motivi, mi ha un po’ disgustato, nonostante la buona critica), ma visti i tuoi commenti penso che sia abbastanza discontinuo rispetto agli altri del genere e possa quindi interessarmi (anche se forse rimpiangerò un po’ di atmosfere gotiche…)
    Bye bye
    S.

  25. Fabrizio scrive:

    E Batman?

    Mena come un fabbro.

    (E a me sta pure bene così, oh yeah!)

    Fab

  26. Blakeney scrive:

    L’ho visto anch’io, semplicemente magnifico! Ledger sta due gradini sopra rispetto a quel gigione di Jack Nicholson. speriamo facciano il terzo!

  27. Riccardino scrive:

    Mamma mia!…e a pensare che il mio commento su questo film era un semplice: “Figo”. Si vede che sono ancora acerbo. ;-/.
    Baci.
    Riccardino.

  28. Vale scrive:

    Concordo con tutto, sono uscita dal cinema con un nodo in gola che mi è passato solo dopo qualche ora.
    Non è un film di supereroi, è un thriller psicologico che ti apre gli occhi sulla realtà, ed è COME è presentato che ti lascia a bocca aperta…

  29. odry keynes scrive:

    Moko dici sul serio? °__________°

  30. Licia scrive:

    Io burattino: sì, dura due ore e mezza, preparati. Io ci ho lasciato gli occhi al cinema :P
    Comunque ha un bel ritmo, non si sente molto la durata, e io l’ho visto anche senza pausa tra i due tempi

  31. Moko92 scrive:

    A ME NN PIACE…E NON è KE MI ATTIRI TANTO….

  32. Sicuramente uno dei film più belli che abbia mai visto ed il più bello tra quelli dei supereroi. The Dark Knight è un film memorabile che ti lascia qualcosa dentro, ti fa pensare e vorresti che non finisse mai, perché in quella storia è impossibile non entrarci fisicamente… Ti coinvolge totalmente. Gli attori sono incredibili. Heath è stupendo… Impossibile da dimenticare, è perfino impossibile non sostenerlo, nella sua straordinaria follia. Al contrario di quello che ha scritto qualcuno, io l’ho trovato divertentissimo… Di un’ironia irresistibile. La colonna sonora è diventata l’accompagnamento della mia giornata… L’ascolto di continuo! Tornerò a vedere il film giovedì… Credo di essere diventata una Joker dipendente e non posso fare a meno di rivederlo almeno altre 10 volte!Ahahahah (cmq… Bellissimi i ragazzi travestiti da Joker al cinema!!!!!!!!!!!)

  33. Pera scrive:

    voglio rivederlo però questa volta in lingua originale…mi toccherà aspettare il dvd…. uff

  34. Io, burattino scrive:

    Se riesco ci vado domani sera, ma ho letto che dura due ore e mezza! Possibile? Spero almeno sia come i 7 samurai che ti prende fino alla fine delle 3 ore! :P

  35. LiciaL - Ai scrive:

    Quoto, quoto tutto quello che hai detto, tutto.
    Che dispiacere per Heath.
    Credo che stasera tornerò a vedermelo…

  36. odry keynes scrive:

    l’unica attrice che non mi è piaciuta era quella che interpretava racheal… forse preferivo la moglie di tom cruise… sarà stata la doppiatrice, ma mi ha annoiata…
    @mousse: strano… eppure a me sembrava che le sfumature d’ironia ci fossero…. non voglio lanciare esempi per non fare spoiler però in sala ridevamo spesso per alcune mosse di joker

  37. Laura scrive:

    Assolutamente d’accordo con tutto quello che hai detto: più ci penso più mi convinco che è davvero… un GRAN bel film!

  38. gnorilgrande scrive:

    sono già stato a vederlo 2 volte al cinema

    divina l’interpretazione di quello che poteva essere il nuovo jack nicholson

    doppiaggio non pervenuto per batman, passabile wayne, ma davvero inascoltabile nel veste del cavagliere oscuro

    ottimo davvero, per l’ennesima volta, la regia di Nolan

    che insieme a

    Richard Kelly e Abramas

    fanno pensare che il cinema non sia veramente morto

  39. riccardo scrive:

    la verità è k credo si siano ispirati ai fumetti quali killing joke dove si dà spazio + alla schizzofrenia del joker k all idealismo di batman k è dato x scontato se nn l hai letto ti consiglio di farlo sopratt il finale è indicibile

  40. mousse scrive:

    Beh, a me il film è piaciuto parecchio. Certo, non c’entrava molto col fumetto (che ammetto di conoscere pochino) però era un bel film, ben realizzato, ben diretto, ben recitato.

    Si, qualche plot device di troppo e un paio di ingenuità di trama qui e lì (ad esempio [ROT-13]aba ub pncvgb crepur’ Tbeqba r Ongzna qrpvqbab qv sne cnffner dhrfg’hygvzb pbzr pnggvib nyyn svar[/ROT-13]) ma devo dire che alla fine il film si becca la piena sufficienza.

    Ho letto in altri blog delle recensioni che lo stroncano, ma credo che ai recensori in tal senso sia sfuggito il fine ed il concetto che stava dietro il film, che, mi sembra evidente, non è una TRASPOSIZIONE in film del fumetto di Batman, ma un film ISPIRATO ai personaggi del fumetto di Batman.

    Il Joker… beh ottima interpretazione (nonostante “l’effetto Brandon Lee” che ha creato hype sulla stessa) ma forse ha calcato un pò la mano sull’aspetto “psicopatico”: mi sembrava mancasse un pò di ironia che dovrebbe caratterizzare il personaggio esattamente quanto la follia.

    Batman invece … boh, l’ho visto piuttosto “spento”… Joker e Dent gli rubavano la scena!

    Bella anche la musica, nient’affatto invadente e ben amalgamata.

  41. VioVyB scrive:

    Donc…
    Sono disperata, io devo vedere questo film ma non c’è un cane disposto a venire con me perché Batman non è di loro gradimento. Fra l’altro è un pregiudizio genetico, perché di Batman non hanno mai visto nulla. And so mi tocca aspettare che torni M che da fan sfegatata di Miller piange quanto me, e speriamo che non lo tolgano dalla programmazione.
    Ero già abbastanza ansiosa di vedere questo film e ora lo sono cento volte di più. E non posso andarci.
    Non potendo entrare nel merito del film:
    Ti quoto e straquoto e iperquoto sull’epica dei fumetti. Secondo me i libri faticano a raggiungere una dimensione di epica moderna così forte perché manca l’impatto visivo, la teatralità. Poi ci sono delle eccezioni, non sia mai. Anche i film se la cavano bene, ma è più facile cadere nel ridicolo, metre, a mio parere, nei fumetti tutto è concesso. E sì, roba del genere è davvero l’Iliade del nostro tempo e non è neanche tanto male, anzi. E’ una mitologia in cui gli ideali si fanno strada di soppiatto e gli archetipi possono essere sfruttati o rovesciati con una certa superbia creativa.
    E quoto alla grande anche riguardo all’ultimo paragrafo. Non capisco quest’idea diffusa per cui non si possa conciliare divertimento o azione con ambizioni artistiche o con dei messaggi importanti. E’ come voler tener separato ciò che è culturalmente elevato e ciò che piace. E’ un pregiudizio un sacco diffuso anche con i libri. Non si legge perché piace, si legge perché “fa bene”, perché è intellettuale. Il fatto è che ci sono libri che conciliano perfettamente entrambi gli aspetti e nessuno ci fa caso. Oltretutto sono i migliori.

  42. Valberici scrive:

    Ma certo che i fumetti sono l’epica dei nostri tempi, alcuni assolutamente paragonabili ad Iliade ed Odissea….sono anni che lo sostengo ;)

    Per questo mi piacerebbe moltissimo che tu, prima o poi, ne sceneggiassi qualcuno. :)

    Devi andare incontro al tuo destino: creare l’ epica del terzo millennio :P

    p.s.: sono facèto solo in parte…credo davvero che tu faresti un egregio lavoro. Sei sufficientemente “intrisa” di musica e di grafica oltre che di scrittura ;)

  43. Mad Dog scrive:

    Io lo vedrò domani, non vedo l’ora! ^^

    X-Bye

  44. odry keynes scrive:

    ciau licia! il film è piaciuto tanto anche a me! miss black ed io abbiamo partecipato al raduno dei fan di batman di roma ed è stato fantastico: i ragazzi andavano in giro mascherati da joker… erano uno più bello dell’altro!
    Batman Begins era bello, ma The dark knight è ancora meglio.. concordo con te che alla fine del film non si riesce a fare a meno di tifare per Joker, anche perchè Batman in confronto sembra quasi un personaggio secondario rispetto a lui… Un film veramente riuscito divertente ma anche oscuro… non so se mi spiego XD

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