Ho visto che vi sono mancata
. E che in effetti state tutti lì a chiedervi come sia andato il mio incontro ravvicinato con l’orso.
Donc. Vediamo di andare con ordine.
La partenza è stata alle 15.30, con un bel sole. Il programma prevedeva arrampicata fin su ad un rifugio a circa 1800 mt di altezza, appostamento, cena frugale con salame e formaggio, e discesa a valle la sera, per rientrare alle 22.30 in albergo.
L’arrampicata ha seguito sostanzialmente il percorso della passeggiata che ho fatto con Giuliano a Ferragosto, quella dell’Animale del Verso, per capirci. Solo che buoni due o tre chilometri di sterrata ce li siamo fatti in macchina. Mentre salivamo su in jeep ho pensato alla fatica immane di quel giorno. Anyway.
La salita l’abbiamo fatta quasi completamente nel bosco. Un sentierino minuscolo che si arrampicava su in stretti tornanti nel bel mezzo di una faggeta meravigliosa. A terra un tappeto di foglie secche, intorno alberi di un verde spettacolare e rami contorti. Abbiamo trovato ancora qualche traccia di vita selvaggia: escrementi di lupo e orso.
L’ultima mezz’ora, superato un poggetto circondato dal bosco, è stata la più spettacolare. Usciti dal bosco, abbiamo iniziato ad arrampicarci lungo un sentiero largo cinquanta centimetri a dir tanto, con strapiombo sassoso da un lato, e dal’altro spettacolari creste rocciose. Avete presente Dunharrow ne Il Ritorno del Re? Ecco, l’effetto era esattamente quello. Se poi volete un esempio di una delle creste rocciose lungo le quali ci siamo arrampicati, ecco a voi
Arrivati al rifugio, ci siamo fermati un po’ lì per cambiarci, visto che a 1800 metri fa freddino, e ci siamo preparati all’osservazione. Che, in soldoni, consiste in un appostamento fermi immobili per due ore circa su una cresta rocciosa dalla quale si osservava questo panorama.
Immaginate la scena. Vento tagliente. 10° circa di temperatura. E immobilità assoluta.
Poche volte in vita mia ho avuto così tanto freddo. Ma ho resistito. Perché il panorama era mozzafiato, perché ogni tanto il silenzio ci vuole, perché era un’esperienza che volevo fare.
Per un’ora e mezza non si è palesata alcuna forma di vita. Confesso che a quel punto eravamo tutti un po’ provati e scoraggiati. Qualcuno si muove, qualcuno si soffia il naso, alcuni si alzano. E poi, all’improvviso, un paio di dita che si alzano, qualche commento, e il cannocchiale comune che viene puntato verso una sella rocciosa. E lui è là. Immobile. Un cervo nel sole caldo del tramonto. Fermo e maestoso. E ci rimane a lungo, un tempo infinito, mentre un po’ guarda noi, un po’ contempla un punto lontano a sud. Ed è bellissimo.
Pian piano, ne vengono fuori altri. Un giovane maschio con due cornini appena accennati, e uno più grande, con un bel palco. Brucano, si spostano lenti lungo i pendii erbosi.
Erano lontani. Li ho visti col binocolo, anche se riuscivi a distinguerli anche ad occhio nudo, piccole macchie marroni sul verde del prato. Ed erano solo cervi. Ma è stato magnifico. Per cui il freddo non contava più. Contava solo essere lì, a prendere contatto con ciò che avevi perduto, a guardare un mondo che è identico a se stesso da secoli. Cento chilometri più a ovest, gli uomini discettano ogni giorno delle loro stupide guerre, viaggiano su macchine sempre più veloci e vivono stagioni identiche le une alle altre, dimentichi del profumo dei boschi e del vento tagliente dei 2000 metri. Ma su quella sella, ogni sera da tempo immemorabile, i cervi vanno a brucare e a godersi il tepore del tramonto.
Quando siamo entrati nel rifugio, il calore della stufa a legna e l’odore del cibo erano così densi da sembrare tangibili. Le bruschette calde coi fagioli e i pomodori, il salame a fette spesse, la ricotta di pecora e il formaggio avevano un sapore diverso, mentre te le rigiravi tra le dita intorpidite. E non contava essere in troppi nel rifugio, tanto che io ero seduta sulle scale. Era bello solo esserci, al centro esatto delle cose, là dove mostrano la loro essenza più vera.
Perché questo viaggio in Abbruzzo è stato un ritorno all’essenza. Al profumo del bosco, alla puzza di stallatico, alla fatica nelle gambe e nella schiena, che ho ancora a pezzi. È stato toccare con mano che un mondo più vero esiste, un mondo dove la vita ha tutto un altro ritmo.
Siamo scesi col buio. Immaginate la scarpata fatta alla luce della luna e di qualche fievole torcia. Immaginate la maestosità di picchi di roccia di notte, e un cielo forse non straordinario, ma di sicuro più ricco di stelle che a Roma. Immaginate una civetta che vi saluta per buona parte del tragitto, e venti persone costrette a sussurrare lungo la strada per non perdersi nel vasto silenzio del bosco.
Quando mi sono girata, nella faggeta silente, ho visto un serpente di piccole luci che scendevano dai crinali. E ho pensato agli elfi che vanno verso i Porti Grigi, ogni notte, nella Terra di Mezzo, cantando canzoni tristi sul tempo andato.
È stato bello. Nessun problema che l’orso non si sia fatto vivo, non era quella la cosa importante.
Voglio tornare. Ogni tanto. Per ripensare a quella vita più semplice che a volte vorrei mi appartenesse, al profumo di quei boschi, ai grilli che martedì notte mi saltavano addosso e non mi facevano paura.
Così. Per ricordare il ventre verde dal quale proveniamo tutti, e al quale tutti vorremmo sempre un po’ tornare.
P.S.
Ho aggiornato la pagina principale del sito e ho mandato una mail alla mailing list. Per i più distratti, vi ricordo che domani sono alla Festa Democratica di Firenze, incontro alla libreria della festa alle 21.45. Ovviamente siete tutti i benvenuti.



lo stilista?uao!raga abbiamo uno stilista!bah non mi pare di aver letto o scritto baggianate!perché sono una che le cose le dice immediatamente!qua siamo tutti in compagnia e le kose ke si scrivono sull ambiente e la natura poste sul blog di licia troisi serve a kapire semplicemente di kome quanto poka vera natura ce rimasta sulla terra!ed é colpa dell uomo!se per te sono baggianate il fatto ke in un futoro la terra non possa piu regalare kose kosi naturalmente meravigliose all okkio umano beh mi rattrista!e mi rattrista anke ke nessuno fa niente xkambiare le kose!tt presi dal danaro da noi stessi da una politika in generale protezionista e skadente rakkogleremo cio ke seminiamo ora!e nn sara positivo.kosa disegni karo stilista?
ehm… vabbè sì mi piace studiare, e poi mi piace il mio Liceo e… sì vado bene, ma niente di speciale… ehm ehm…
Zac
Eh, post che suscita in me sentimenti contrastanti. Tutti i pensieri che mi ha infilato in testa sono nel mio blog (linko sperando di non passare per spam): http://www.belinde.net/fra-cielo-e-terra/un-pomeriggio-da-orsi
Per Licia: se non piace/da fastidio, sono pronto a cancellare tutto!
Pingback: Lo stilita migratore
la scuola é un pakkia!se potessi kontinuare a farlo adoro studiare!!kmq niente quando finisci le skuole e ti ritrovi a fare una scelta e cioé che pur di non dare peso ai tuoi ke gia fan fatika a tirare avanti e tu sei lí con mille sogni nel cassetto.ho trovato lavoro xquello che amo fare Canto e mi mantengo con quello!anke se noi musici siamo dei morti di fame!a parte alkuni ma io non rientro fra questi alcuni fortunati!e kosi lavori fino ad arrivare a farne anke 3!e non dormire neanke 2o3 xnotte!perché gli euri non bastano mai!con il mio lavoro viaggio molto e di paesaggi natura ne ho visti tanti!quelli piemontesi e toskani sn superbi!x zac:studia che é meglio dammi retta comq saprai tu kosa fare!mi pare di aver capito che vai molto bene a skuola dai voti ke hai scritto prima!studia leggi apprendi è un konsiglio!
tecnicamnete in questi giorni l’unico contatto con la natura che ho è quello col mio gatto domestico.
mah.
e ora che anche le olimpiadi sono finite, la scuola è maledettamente vicina. vedo già i compiti, le interrogazioni, la pioggia, la nebbia, gli 8, i 9, i 10, le versioni, le equazioni, le ricreazioni, i panini, i compagni, le gite, i rimproveri, le spiegazioni, i litigi, le risate e tanta tanta neve. forse.
“you never left me, you never let me see what this feeling means…”
dal vostro
Zac
l eta15 anni ci sn andata vicina!tenera quell eta!xe dai diciotto in poi ti volano!boia il pollastro!accipikkia mi sembra ieri che li ho kompiuti sti benedetti18anni e ora ne ho 25 quasi il 2 di dicembre!uahuahuah!voglio essere n elfa porka miseria!brutta roba diventar vekki!uahuaah!va be mi godo sti anni qua!ankio a new york ankio ankio!kia 6 in vakanza o lavoro?kmq l orso xlo meno nn ha mangiato la nostra licia nn se fatto vedere!
khyber: tenero? Moi? o_O
kia: ci sono stato, a New York, ma mi è sembrata tanto caotica… un po’ come Makrat!
Buon soggiorno a New York!!
Noooooooooooooooooo!!!! Sto scrivendo da un computer del negozio della
apple di new york!!!!!!!!!!!!!!! Io abito in una provincia vicina a firenze… Ora sono a new york e mi perdo una tua rappresentazione!!!!!!! E’ proprio sfiga…. Vabbe’… Saluti da New york!!!!!!!! By
I miei genitori hanno una casa in abbruzzo da circa 10 anni e, anke se durante l’anno ci andiamo in week-end vari, in agosto ci restiamo tt il mese, ed è l periodo + bello dell’anno. Il tuo post mi ha colpito molto, xkè sono le stesse sensazioni ke ho provato anke io, al bosco di sant’antonio, quando vidi una cerva, o in trentino, quando vidi delle marmotte. è meravglioso anke andare a funghi, in questi boschi, a contatto con la natura incontaminata. E, anke se un orso nn l’ho mai incontrato, ti auguro di vederlo presto!!!
P.S.= sai ke hai scritto qst post il giorno del mio compleanno?!
moko: a te si avvicinerebbe di più… solo per darti un’incornata!!
(vuoi tornare in montagna per incontrare lo snobbetto?)
CONCORDO!!!! BELLISSIMO POST E BELLISSIME FOTO!!!! E LA NATURA, HO UNA NOSTALGIA INCREDIBILE!!! VOGLIO TORNARE IN MONTAGNA ANKIO!
ASTER45: QUALE CERVO OSEREBE AVVICINARSI A TE PIU DI 5 METRI? XD
Khyber83: nono! Non ho neanche 15 anni! Li compio il 6 ottobre, i 15…
spiacente di deluderti.
Beh deve essere stata proprio una bella esperienza…La natura emoziona sempre! Bisous
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, vieni a Firenze e io non ci sono!!!!! @#*§%^%$°ç$£!!!
Xchè non l’ho letta ieri la mail, PERCHE’???!!!!!
Ti avverto fin da adesso a Firenze diluvierà, lampi e tuoni parrà d’essere il giorno del giudizio e sarà tutto rimandato a domani
adesso vado allo specchio e:”xchè sei così triste, mettiamo un bel sorriso su quella faccia”.
Vabbè sarà per la prossima volta, buona serata… sniff sniff
ke tenero hai cirka sedici anni?aster?il mio num é il 7!kmq gia voglio andare ankio in abruzzo
Secondo me se uno ama la natura spettacoli del genere fanno sempre effetto…complimenti per le foto e il post, Licia!
Khyber83: 45 è mio numero fortunato… ma non sono mica nato in quell’anno!
Sono del ’93
PS: una volta un cervo mi si avvicinato fino a 5 metri da me, è stata un’esperienza incredibile!!
val: scommetto che a un montanaro farebbe lo stesso effetto di Heidi a Francoforte… Una nostalgia tremenda.
A proposito di nostalgia, a me mancano tanto le mie care Dolomiti bellunesi, perchè non sapete quanto belle sono. Non voglio sembrare vanitoso, ma sono assai migliori di quel parco in Abruzzo. Non v’è spettacolo eguagliabile, ve lo garantisco. Czz, se mi mancano…
Le cime sono più alte e le valli più profonde, e in mezzo al bosco senti profumo di pino e fiori; se potessi vi farei sentire tutti quei buoni profumi!! Ma bisogna esserci, e viverli in prima persona. Ah, la montagna sa di buono, per questo mi piace!
Wow dev’essere un posto da favola! Quanto mi piacerebbe andarci e togliermi un po’ dal fastidiosissimo traffico di città! Magari Dio.
Baci, yulia V.
ottimo post, scommetto che a guardare i cervi a quando eravate al rifugio ti sentivi un gruppo con tutti gli altri…nonostante non li conoscevi.
Bellisimo si! ma le montagne e i fiumi, come i laghi sn sempre luoghi ove ricercare la magia. Senza di quelli chissà come faremmo!!! Madre natura è la cosa più bella che ci sia al mondo^^ e dovremmo essere tutti più rispettosi verso di lei. Purtroppo, alle volte, c’è gente che se lo dimentica
ekko perché si preferisce evadere con la fantasia cercando posti magnifici e magici per evadere dalla materialistika realtá kosi frenetika e crudele.ekko perché lo spirito ha bisogno di nutrirsi della quiete del bosko o di altri paesaggi bellissimi!e trovarsi in una metamorfosi con la natura perfetta essere e far parte di un uniko insieme.tolkien sapeva queste cose e con i suoi kapolavori ce lo rikordera sempre.
Concordo con Val e imp, post magnifico, e anche belle foto!
…sentono che il fantasy è il genere giusto per descrivere certe emozioni e perché piacciono le sue ambientazioni. Lo diceva anche Tolkien!
Già, nonostante tutta la tecnologia e la vita frenetica che ci circonda, il nostro viver quiotidiano di cemento, cellulari, computer, internet, dentro di noi c’è sempre quel desiderio malinconico di ritrovare quel contatto con la natura materna…è un po’ anche per quello che alcuni di noi…
Quoto quello che dice Val… è veramente un bel post… ^^ Ma non avete visto manco Mad Dog?? XD
X-Bye
gia il posto a cui vorrei tornare!in dietro nel tempo per rikominciare la fase di trasformazione dl territorio da parte del l uomo.abbiamo rovinato tutto e ora ci rimangono questi capolavori naturali con la speranza di mantenerli tali!non vieni mai dalle parti di padova licia?
Mi è piaciuto ‘sto post, mi ha fatto pensare a quando avevo vent’anni e dormivo all’aperto nel parco del Gran Paradiso. E certe cose erano, e sono, così abituali e scontate che perdono quasi il loro valore.
Forse è vero che ci vuole un “cittadino” perchè la natura sia apprezzata e non usata.
Forse ogni tanto chi vive in mezzo alla natura dovrebbe passare qualche mese in una grande città.
grande licia