Ieri ho scoperto che un amico passava da roma leggendo il suo Facebook. Lo stesso amico, qualche ora dopo, mi ha chiamata chiedendomi com’era andata in Russia, e aggiungendo subito dopo “anche se in verità l’ho già letto sul blog”. Qualche giorno fa ho riflettuto che so sempre come sta e cosa fa Ninna perché leggo il suo blog. E questi sono solo pochi esempi: potrei dirvi della chiacchierata di ieri via chat di Facebook con un altro mio carissimo amico che non vedo da un po’, del modo in cui tramite il mio blog ho recuperato due vecchie amicizie, e via così.
Il virtuale ormai supera il reale. Ma non capisco se è un mezzo che facilita la comunicazione tra la gente, o se invece non è un modo per allontanare le persone, e dar loro solo l’illusione della comunicazione.
No, perché la frase del mio amico ieri significa sostanzialmente che un certo numero di estranei, tutti quelli che visitano il mio blog tolti amici e conoscenti, sa svariate cose di me, anche importanti, prima dei suddetti amici e conoscenti. E questa confidenza che mi permetto qua sopra col mio ignoto pubblico dà ad esso l’illusione di conoscermi. Così non si creano veri rapporti, ma illusioni di rapporti, e gli sconosciuti san di me più o meno quello che sanno i conoscenti.
Non so se mi sono spiegata, ieri sera ho fatto tardi e ho i neuroni in stand bye. Ma tutto questo fiorire di social network, blog et similia mi sembra ammazzino la comunicazione più che esaltarla. Perché quando tutti parlano, forse alla fin fine c’è poco da dire. Ma d’altronde io di questo blog ho necessità, perché la vita, se non la scrivo, non riesco a metterla a fuoco. Per cui, nulla, ecco a voi un altro post ozioso su argomenti oziosi