L’anno scorso, più o meno di questo periodo, ero a Cefalù per un congresso di astrofisica. Capitò che uno di noi congressisti di dette ad una notte brava. La mattina dopo aveva un aspetto orribile, che venne definito da un collega, con efficacissima metafora, “premasticato”.
Ecco, stamane mi sento premasticata. Non che ieri l’addio al nubilato sia stato devastante: è stato invece una serata piacevolissima, otto signorine e la signora qui presente in un locale a chiacchierare e a bere, con me che tiravo fuori le memorie sepolte del mio matrimonio.
Però ho fatto le due. Ed ero in giro dalle quattro e mezza per la presentazione alla Feltrinelli. Per cui mi sento a tocchi. Ho sognato che ero per lavoro a Pechino, e piangevo per telefono perché volevo tornare a casa. Credo sia un sogno significativo.
Comunque.
Stante il mio stato psicofisico odierno, lascio la parola ad altri. Sta per uscire in Francia il mio libro, e iniziano ad emergere un po’ di interviste che detti all’epoca del mio viaggio a Parigi. Ve ne linko una. Non so quanti di voi sappiano il francese, più tardi, se i miei neuroni decidono di tornare attivi, al massimo traduco.
Intervista per www.fantasy.fr