Questo paese

Su segnalazione di Sandrone (tanto il giro è sempre quello, e sempre quello rimane, nonostante facciamo post per cercare di allargare il cerchio)

Violenza delle forze dell’ordine su Rom e Sinti a Bussolengo

Tanto ormai l’andazzo l’abbiamo capito, no?
Se sei gay rischi la vita ad andare in giro col tuo compagno, se sei nero ti ammazzano di botte, se sei Rom meglio che scompari dalla faccia della terra. Questa è l’Italia più sicura che gli italiani hanno voluto. E ripeto gli italiani, perché fosse solo questione del colore del governo, qualcuno magari si indignerebbe, proverebbe a dire qualcosa. Macché. Intanto, sento tanti servizi in tv che mettono in evidenza come Abdoul sia morto durante una rissa, come a sottintendere che sotto sotto se l’è pure cercata, e che cazzo. Tralasciamo che Abdoul era pure italiano. Ma vabbeh.
Io a questo punto dico con forza che questo non è il mio paese, e che io a queste condizioni non voglio più dirmi italiana. Godetevela voi che l’avete voluta, questa bella Italia dei ragazzi ammazzati di botte in mezzo alla strada, dei cittadini di serie A e di quelli serie Z.

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48 risposte a Questo paese

  1. Andrea scrive:

    Riccardo, tu non sei xenofobo o razzista per quello che stai dicendo. Vivi semplicemente fuori dal mondo: sei tu che non capisci quello che sta succedendo. Sei tu che fai parte di quelli che ancora si illudono di poter arginare la globalizzazione.
    Globalizzazione è sempre più e sarà sicuramente integrazione, accettazione di una società multirazziale, non difesa dei confini patrii da “pericolosissimi” eserciti di disidratati a bordo di gommoni.

    Sì, ho davvero l’impressione che chi la pensa come te abbia davvero la convinzione di essere nel giusto e molto più informato di chi, invece, la pensa diversamente.
    Personalmente so molto bene di cosa parlo e so di cosa farnetica la compagna di mio padre: di egoismo, di rispedire al mittente poveracci che vogliono soltanto mandare qualche soldo a casa e spesso muoiono in mezzo al mare, circondati da compatrioti sconosciuti, per la sola sfortuna di essere nati in un paese africano.

    La tua fortuna di essere italiano, ai miei occhi, non vale niente, se non la condividi. E non sono un prete, un predicatore, un santone. Sto semplicemente dicendo che la logica del “mors tua, vita mea” è troppo vecchia e barbara per applicarla al presente.
    Non ti sembra sia questa la logica di Paesi come l’Italia? Cosa mi dici di quanto sfruttiamo il terzo mondo per riempire le nostre belle pancione gonfie? Cosa mi dici di tutto quello che consumiamo, gravando sulle spalle del Terzo Mondo?
    Tu credi di avere il diritto di ricacciarli indietro. Invece io, guarda un po’, credo che se si volesse fare un discorso molto onesto, dovresti accoglierli a braccia aperte, dargli ospitalità e scusarti per tutto lo sfruttamento che il tuo Paese ha attuato e continua ad attuare nei Paesi poveri e più poveri ancora.

    Riccardo, a me sembri una persona con la testa sulle spalle, che ha idee diverse dalle mie (incompatibili, direi). Ma questo non fa di te un mio nemico, né un mio avversario. Ti rispetto. Ma, per favore, per quanto tu sia stato cortese, non venire a dirmi che non so cosa sta accadendo nel mondo, perché potresti anche sbagliarti: il mondo lo conosco, abbastanza bene anche una parte di quello povero, per esperienza diretta.
    Sono combattivo: non perdo occasione per esprimere le mie idee in merito. Nel contempo, però, sono anche tranquillo, perché so che chi ancora ragiona come se tutto ciò che lo circonda venisse dal nulla ha “i giorni contati”, nel senso che dovrà capitolare di fronte al nuovo mondo che sta nascendo, volente o nolente, perché non è qualcosa che potrà fermare, né frenare.
    Io sono pronto a viverlo con gioia? Tu?

  2. Khyber83 scrive:

    @Anakin:mandami una copia del tuo libricino e spiegami cosa fa la tua associazione mandandomi un e mail a arleena7@libero.it. @tutti: licia ha ragione ma non é semplice conficcarlo nella testa!agli altri!quante volte ho visto italiani che offendevano marocchini e musulmani di varia provenienza e io lí a difenderli!perché nel veneto sono tutti leghisti e hanno un odio per l extracomunitario!oltre che leghisti sono anche falsi come la politica che l italia ha!basta con le scuse anche noi a nostra volta siamo stati immigrati ma la cosa non ci ha cambiati per niente!comunque non ho fiducia nelle generazioni a venire!perchè siamo noi quelli che dovrebbero cambiare le cose e dare un esempio e una speranza ai futuri giovani.ma fin che ce ne sbattiamo le palle é inutile.Inutile anche parlarne sul blog perché le cose non cambiano va bene parlarne ma ci vogliono FATTI e non Pugnette!ak sem capidi?

  3. NiA_LiVe_StRoNg scrive:

    Io abito a Napoli che se permettete e’ 1 citta’ di MERDA… Sono definiti coglioni anche i poliziotti e carabinieri, e la gente qnd vede un uomo di colore affretta il passo, tenendo la borsa piu’ stretta. Io ho passato piu’ o meno la stessa cosa andando a genova, italiani del nord hanno sentimento di razzismo contro quelli del sud e viceversa… X me l’italia deve cambiare dal principio…una grande esplosione ripulirebbe tutto!!!

  4. Khyber83 scrive:

    il discorso é che la sinistra sti comunisti non hanno fatto nulla per il paese la destra qualcosina sta facendo ma si sta trasformando nella lotta contro lo straniero!purtroppo si!e io che mai avrei voluto vedere la lega al potere me la ritrovo lí accanto a cravatta e sorriso sempre a posto a spingere per federalismo fiscale e l intolleranza fra i popoli!perché ?diamo la colpa agli stranieri di tutto?perchè non abbiamo il coraggio di ammettere che la maggior parte del caos siamo noi a causarlo!una volta sognavo un italia diversa ora temo per il nostro futuro!

  5. deborah scrive:

    ok lo so sono controcorrente e nonostonte io sono certa e sicura di non essere razzista vi chiedo solo di venire al mio paese, 15000 anime, dopo le 20.30 in centro dove c’è la grande piazza la grande basilica dove paghi 1000 euro al mese d’affitto nonostante sei in culo ai lupi, e guardatevi in torno…in pieno agosto dove i bambini dovrebbero giocare..e invece no non c’è nessuno..solo loro che ti guardano se vai al self service della tabaccheria e ti dicono ciao bella vuoi compagnia?e girano in gruppi di 10 per etnia in 500 metri abbiamo 100 persone divise in vari gruppi..tolleranza?fra noi cittadini la tolleranza è diventata pari a zero i nostri figli vanno a scuola e vengono ricattati dal vicino di banco argentino!!e non ho detto musulmano perchè qui da noi chiunque è padrone tranne noi…ormai ci sentiamo una minoranza e l’unico posto dove ti senti sicura e dove vai con piacere è l’oratorio!!!!ora scusatemi ma io non è che non mi sento più italiana io non mi sento più in italia!!

  6. Riccardo scrive:

    Deneb: scusami sono Riccardo, ho visto che c’è anche un Riccardino in discussione giusto per evitare fraintendimento di persone.

    In merito al extracomunitario clandestino, hai ragione, vediamo le cose da una angolatura diversa.
    Io ho sempre ritenuto che l’extracomunitario regolare sia, nel 89% dei casi quello che è venuto in italia a farsi una vita. Benvenuto.
    l’extracomunitario irregolare credo che sia, nel 89% dei casi, quello che non potendo vivere regolarmente è costretto ad espedienti che lo portano a vivere una vita criminale.
    Sarà anche opinabile per qualcuno, ma di certo non credo si discosti troppo dalla realtà.

    Bisognerebbe poi capire che tipo di realtà vivano tutte queste persone. Di certo dura, chi lo nega?
    Ma date un occhio ai dati statistici misurati dalle organizzazioni internazionali e le organizzazioni no profit.,o anche una semplice indagine condotta dalla svizzera per promuovere gli aiuti in romania e bulgaria (i paesi più “poveri”)

    Non si tratta di paesi di ricchi certo che no. ma paesi che hanno una crescita economica. Ovvero sono paesi in cui esistono aziende e associazioni che dalla caduta della sinistra si sono adoperati a far si che questi paesi, avessero un futuro. Non rappresentano di certo un economia forte, ma sono paesi che si stanno muovendo. Addirittura la Romania ha un area industriale del lusso. Vale a dire che come in molte realtà povere, ci sono gli straricchi ed i poveracci.
    Allora forse sarebbe giusto chiederci se non sia meglio promuovere programmi come il DCS (Direzione della cooperazione e dello sviluppo) della Svizzera per lo sviluppo in loco di una società Romena, piuttosto che fare in modo che un intero popolo sia in stato di emigrazione. La Svizzera, giusto per intenderci, è fra i primi stati in fatto di aiuti ai paesi dell’est. Ma non mi risulta che siano troppo permissivi in materia d’immigrazione.

    In definitiva si tratta di persone che vengono in Italia perché schiacciati dal loro sistema sociale nazionale, Ritengo più utile per noi e per loro, aiutarli a casa loro che non facendoli venire qui per farne dei criminali.
    C’è di fatti un corollario a tutto questo che è la “nomea” che si è fatta l’italia.
    Elio dice bene cantando del PAESE DEI CACHI, in una sua canzone.
    Perché l’immigrato irregolare sa che se viene in Italia senza documento, l’unica cosa che gli capita infrangendo la legge è prendersi un foglio di carta dove c’è scritto che deve tornarsene in patria. Ma sa anche che nessuno lo accompagnerà a casa e che nessuno controllerà che lo abbia fatto veramente. Allora scatta la violenza e la gente si arrabbia e diventa razzista.

    Detto questo, tutti sappiamo che esiste gente ignorante, che ha paura di ciò che non conosce o che non lo accetta. Tutti sappiamo che il razzismo e la xenofobia esistono.
    Ma allora, Deneb, possiamo dire che io parlo di risolvere il problema attuale dei clandestini e della povertà dei popoli immigrati in italia.
    Tu, forse, ti riferisci più in particolare a voler cambiare la testa degli uomini perché non siano razzisti.

    Si, hai ragione, vediamo le cose da un’angolatura diversa.

  7. Deneb scrive:

    Riccardino: hai tutto il diritto di difenderti dal ladro che ti entra in casa, a prescidere dal colore della pelle, ma sul fatto di rimandare gli extracomunitari a casa… bè… qui bisogna aprire una bella parantesi.
    E’ giusto rispedire nei loro paesi persone che tentano di fuggire dalla povertà, dalla violenza e dall’ingiustizia delle loro leggi? E’ giusto cacciare persone che arrivano in Italia a bordo di gommoni, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro famigliari, nel tentativo di cercare un posto dove rifugiarsi, dove possono garantire ai loro figli un’istruzione e, chissà, magari in un prossimo futuro un lavoro e una famiglia? No, non è giusto…
    E’ giusto invece mandare a casa gli immigrati violenti, gli spacciatori, gli stupratori e gli assassini; è giusto espellerli dal nostro paese, assicurandosi però che se ne vadano sul serio.
    Vedi, la linea di confine fra giusto e sbagliato non è poi così sottile, e non mi sembra di aver fatto – parlo a nome di tutti – confusione su tali concetti. E’ probabile, però, che anzichè essere confusi vediamo queste cose da un’angolatura completamente diversa.

  8. Whisper scrive:

    Non so che dire…mi lasciano disgustata le azioni compiute da quei carabinieri…e mi domando dove siano finiti i diritti umani…qualcuno me lo saprebbe dire? Sembra quasi che abbiano fatto la fine dell’uomo ragno della canzone degli 883…
    A scuola invece che insegnarti ad essere più bravo, a superare, surclassare il tuo compagno di banco (ed è da qui che parte la rivalità) dovrebbero insegnare ai bambini il valore della diversità, il rispetto che è dovuto ad ogni persona in quanto essere umano (anche se io lo estenderei anche alle piante e agli animali in generale), la libertà in tutte le sue forme, la fratellanza, l’augurare la felicità al tuo prossimo, e tantissime altre cose.
    E’ vero…non è facile mettere in pratica tutte le cose e ammetto che io stessa sbaglio molte volte…ma ci provo…ed è già qualcosa.
    Per esempio: io abito a Brescia che è una delle città italiane con più immigrati. Mi capita molto spesso di sentirmi in soggezione quando cammino per via san faustino o in stazione (esempi di zone piene di immigrati), vuoi in parte anche perchè sono una ragazza, e devo ammettere che la sera non girerei mai da sola in centro…ma non per questo desidero che tutti gli immigrati spariscano dalla faccia della terra o approverei la violenza nei loro confronti (non la approvo nei confronti di nessuno, natura compresa) perchè so benissimo che come ci sono ladri, delinquenti, stupratori e quant’altro tra loro c’è ne sono anche tra i nostri rispettabilissimi italiani (per non parlare dei governanti)…
    Il fatto che mi trovi in soggezione (e per fortuna non paura) è una sensazione reale e non sono l’unica (conosco altre ragazze che si trovano nella mia stessa situazione) ma non ritengo che la violenza il razzismo e i pregiudizi siano la soluzione. Sono convinta che dialogo e rispetto dell’altro siano mezzi più efficaci e civili.
    Non so…forse sono anch’io un po razzista con la mia soggezione…e mi dispiace…perchè non è giusto essere così prevenuti…

    Volevo sengalare a tutti una bellissima canzone dei Mecanti di Liquore che si intitola Santa Sara (la santa protettrice degli zingari). La parte finale della canzone recita:
    “Intorno al fuoco di fine Maggio cantammo insieme una dolce preghiera
    Son troppi i colori del mondo, non li puoi chiudere in una bandiera”

  9. Riccardo scrive:

    perodnatemi , lo dico con un profondo rispetto per questo blog per licia che io stimo a livello umano e professionale e tutti coloro che qui scrivono. Ed ancora certo che le vostre parole siano dettate da un sentimento reale e buono:

    Non credo di essere razzista o xenofobo perchè ritengo che gli extramunitari che entrino nel nostro paese illegalmente debbano essere ricondotti alle loro case.

    Non credo che dovendomi difendere da un ladro che entra in casa debba essere tacciato di razzismo solo perchè il ladro ha il colore della pelle diverso dalla mia.

    Ma soprattutto, e ribadisco il mio rispetto per tutti voi, credo che non abbiate ben capito cosa accade nel mondo. E’ facile, troppo facile dire le cose giuste. e’ troppo facile indignarsi piuttosto che tentare di capire.
    A mio parere siete un pò confusi. Non tanto su ciò che è giusto o sbagliato, perchè quello lo capite bene e lo esprimete con grande forza. ma su ciò che sta accadendo.
    Dite di non volervi farvi fuorviare dai media e siete assurdamente i primi che si sono fatti fuorviare.

  10. Andrea scrive:

    Guarda, Licia, vivo la cosa con una tristezza infinita. Da sempre combatto l’ignoranza e la miopia degli xenofobi, dei razzisti e di tutti quelli che nel nome del proprio enorme, patologico, compulsivo egoismo non si rendono conto di quanto siano *realmente* xenofobi e, di conseguenza, pure razzisti.
    Ho avuto proprio due giorni fa un’accesa discussione con la compagna di mio padre. Ho ribattuto colpo su colpo a tutte le baggianate che mi voleva propinare come Sacra Verità A Te Che Sei Giovane E Non Hai Ancora Capito Niente Della Vita Reale (può anche essere, ma continuo a lottare per una vita migliore: non me ne frega se è un’utopia, una meta idealistica o come la si voglia definire. IO non smetto di lottare, nel nome di chi patisce queste ingiustizie – anche perché, egoista pure io, è l’unico modo in cui riesco a guardarmi allo specchio e a reggere l’amarezza di leggere, ascoltare e vedere orrori quotidiani in tal senso!). Ma quando ho introdotto il discorso xenofobia, le sono uscite dalla bocca cose talmente terrificanti, spacciate per inoppugnabili (suoi) diritti di cittadina italiana, che sono letteralmente ammutolito.
    E’ uno schifo e non ho più voglia di scendere a patti per il quieto vivere con simili persone. Non me ne frega un cazzo. E, anzi, Licia, per favore, se anche quest’Italia ci sta facendo star male, *NON MOLLARE*.
    Noi abbiamo qualcuno che ci legge (sui blog, intendo). Abbiamo una piccola vocina in più – tu molto più di me. Non mollare. Solleviamoci. Continuiamo a parlarne. Coalizziamoci. Nel corso della storia è sempre stato il popolo volenteroso a cambiarne il corso, non questi ipocriti doppiogiochisti che ci governano, che pur di prendere il voto venderebbero il culo a chicchesia e corteggiano qualsiasi cosa gli possa dare il potere, anche la più sbagliata, perché quello che conta è il fine.
    Sono un idealista, un utopista, in questo senso forse pure un anarchico. Ma nel contempo anche un liberista, convinto nel potere del singolo, quando è retto e onesto, quando combatte per valori comuni e ascolta attentamente la sua coscienza.
    Quindi non fermiamoci. Non abbattiamoci. A momenti è dura, ma perseveriamo facendo l’occhiolino al Diavolo, che almeno in questo caso ci aiuterà!

    Convivo con una straniera (venezuelana), che è pure di colore. Ho amici di tutto il mondo. *Questo* è qualcosa per cui non smetterò mai di lottare. E non smetterò mai di lottare affinché chiunque altro voglia una vita così ricca e arricchita dalla diversità.
    Non mi fermano, perché se mi fermo hanno vinto.
    E col cazzo che li lascio vincere. Fanculo!

    Forza, Licia!

  11. Deneb scrive:

    Fabietto: hai pienamente ragione, gli episodi da te sopracitati sono sempre esistiti e se ne è sempre parlato, ma la situazione sta degenerando. I casi denunciati sono pochissimi, e i media sembrano ogni volta andare a cercare qualche pretesto, sia pure il più stupido, per non scaricare la colpa sui colpevoli: non so se hai notato, ma i gionalisti stanno ribadendo che il caso di Abdul non è stato un caso di razzismo. Bene, dico io, allora inseguire un ragazzo apostrofandolo a quel modo non è un insulto… è questo quello che pensano i giovani, e se qualcuno non mette un freno la situazione peggiorerà ancora di più.
    Io ho sedici anni, frequento uno dei tanti licei classici di Torino, e nell’ambito scolastico posso assicurarvi che ormai è pesantissimo vivere; studenti e insegnanti non hanno il benchè minimo rispetto gli uni verso gli altri, si insultano, danno prova di quanto la gente faccia schifo, difendono e/o coprono atti di bullismo, di razzismo o, spesso, di omofobismo, prendendo talvolta non le parti del malcapitato, ma dell’istigatore. E sono poche le persone che hanno il coraggio di farsi sentire… e quando si finisce per difendere qualche compagno che, sfortunatamente, a causa delle sue credenze, del colore della pelle o per dei cavolo di pregiudizi, allora si passa automaticamente dalla parte del torto. Parlo dell’esperienza, visto e considerato che sono stato uno dei dieci studenti del liceo ad essere stato sospeso per aver dato manforte a una mia compagnia mussulmana, alla quale non veniva concesso di portare il velo in classe perchè il professore non lo accettava e quando il padre è venuto a saperlo ha saccagnato di botte la figlia.
    Qualcuno disse, “abbiamo fatto l’Italia, adesso facciamo gli italiani”… bè, se questo è il risultato, avrei evitato di perdere tempo…

  12. Fabietto scrive:

    dai ragazzi su non prendiamoci in giro, l’andazzo ormai è quello di sempre sia ci fossero governi di destra che di sinistra, ci sono sempre stati razzismo omofobia xenofobia sia con i destri che con i sinistri, l’andazzo è sempre quello di sempre nulla è cambiato, anzi nulla è stato cambiato, ne dai governi di destra ne dai governi di sinistra….

  13. Zac scrive:

    Eccomi qua, il vostro Zac, emerso dalla scuola…
    Sono tornato per vedere di che si parlava, e non sono rimasto sorpreso. Il blog di Licia è fatto per scherzare, chiacchierare per occupare il tempo, ma anche per riflettere e confrontarsi. Eccone la prova.
    Cmq. L’argomento è complessissimo, stradannatamente articolato e caldo. Che dire? Che io guardo il mio Paese e vedo bei palazzi, bei monumenti, belle città e tutto quello che volete… ma vedo anche episodi tutt’altro che isolati, razzismo e violenza. Sinceramente non m’interesso di politica (non ancora almeno) quindi non mi va di puntare il dito contro qualche personaggio demagogico o quello che cavolo è. Io osservo i miei compatrioti e non mi riconosco in loro. Non riconosco loro, anzi. Io non sono perfetto, lo so, o il “solo”, ma penso che certi valori come la tolleranza (che neanche mi piace come termine, pare che gli stranieri si devono “tollerare”) e l’apertura al diverso senza pregiudizi ce li abbia ben stampati in testa. E ingenuamente credo che tutti la pensino come me, ma non sempre è così; quelli che io spesso guardo come miei possibili fratelli non hanno uno straccio di concetto di “fratellanza”, solo di autoaffermazione e orgoglioso individualismo. Non provo ad addentrarmi nelle cause di ciò, perchè in qualcosa sbaglierei di sicuro: non è possibile isolare una radice di un fenomeno unica e costante. Sono cose che sprofondano nell’”io” dell’individuo, cose che variano di caso in caso.
    Ma posso parlare di me, almeno. Nei miei 14 anni di vita ho capito che il diverso intriga e incuriosisce. Che la differenza spinge a fare amicizia. Che TUTTO l’amore è bello, che tutto ciò che coinvolge, che commuove, che arricchisce è il benvenuto.
    Le t.A.T.u. cantano: “They don’t know, they can’t see how we are. FEAR IS THE ENEMY”. Tanti dicono che a motivare questi episodi è la paura del diverso. E io dico che avere paura del diverso è una cazzata (scusate la durezza della parole), che la sicurezza non si trova in una mente chiusa e violenta, ma nel contatto e il confronto.
    Io guardo il mio Paese e vedo contraddizioni su contraddizioni, vedo che stiamo cadendo in basso, e mi rendo sempre più conto che l’individuo non fa la differenza. Io sono così come mi sono descritto, ma nel mio stesso paese succedono cose che mi fanno vomitare.
    Zac

  14. FEMKE9455 scrive:

    mha nn so cosa dire io nn mi sono mai sentita italiana ma sono nata e abito qui e ciò mi classifica così…. cmq voglio andare a vivere in spagna o in germania(meglio la prima opsione nn so il tedesco….T-T)

    QUINDI TTT IN SPAGNA….. FEMKE

  15. Riccardo scrive:

    Tutto ciò accade per un motivo.
    Il motivo è che i rom, gli zingari, i peruviani, i filippini, i polacchi, i marocchini, gli slavi…sono tutte minoranze etniche che arrivano in Italia da un mondo in cui le cose sono diverse. Diverse anche da paese a paese.
    L’Italia è l’unica fonte di speranza, beh l’Italia la Francia la Spagna.
    Ma l’Italia ha fatto in modo che queste persone varcassero i suoi confini senza premurarsi di sapere chi fossero e da quale realtà venissero. Li ha lasciati a loro e loro hanno dovuto arrangiarsi e certo alcuni sono stati in grado di integrarsi perfettamente, altri si sono dimostrati addirittura più capaci di noi. Tant’è che ai tempi in cui era a capo di confidustria, Montezemolo elogiava l’immigrazione perchè molti dei lavori in fabbrica noi italiani li snobbiamo (ma questo è altro)
    Ritornando a prima, il punto è che molti, la maggior parte di coloro che sono entrati in italia, lo hanno fatto clandestinamente e non serve internet per capirlo.
    Se entri illegalmente devi tornare a casa, o almeno così dovrebbe essere, ma non si fa.
    In Italia per anni la legge è stata se entri illegalmente “puoi restare ma non farti beccare mi raccomando”.
    Come vive una persona che non ha documenti ed identità? Vive illegalmente, vive di lavori in nero, rubando, rapinando e quando non riesce a sopravvivere mette in pratica la legge del “mors tua vita mea”.
    Certo la colpa di chi è? E’ si del criminale, ma è solo la facciata, la colpa è di un governo che ha chiuso gli occhi fino a quando non ha più potuto farlo.
    Quando nei paesini del comasco e del lecchese i cittadini prendono le armi, e bada ben che sono stati forse i primi pacifisti del dopo guerra, allora il governo dice: INTERVERREMO NOI!! Ma cosa vuoi intervenire, dico io, che sono anni che hai chiuso gli occhi.
    Ed allora comincia a fare il suo lavoro, ma siccome deve recuperare il tempo perduto, lo fa con una rigidità impropria ad una civiltà democratica.
    Allora ci sono forse due aspetti da considerare, il primo è la strumentalizzazione da parte del governo degli episodi di violenza ascrivibili ai rom, (E’ il caso delle baraccopoli di milano e Roma in tempi di elezioni) che dovrebbero giustificare la linea dura delle forze dell’ordine.
    Il secondo aspetto è invece la strumentalizzazione da parte di alcuni movimenti degli episodi di violenza ascrivibili alle forze dell’ordine.
    Dovendo tirare le somme tra questo episodio, e gli episodi di violenza provocati dagli extracomunitari e la completa incompetenza mostrata dai MOLTI governi passati direi che:
    In definitiva l’Italia è il paese che chiude gli occhi, quando non vuol vedere. E’ il paese di quelli che “se va bene a me chi se ne frega”. Ma è anche il paese di chi non sa far altro che protestare indignato.
    Sono convinto che il tempo dell’Idealismo sia finito ormai da un pezzo, se non con il comunismo stesso, forse qualche anno più avanti.
    Basta sciorinare liste di ciò che sarebbe giusto e cosa sbagliato, basta stare a giudicare.
    Il mondo è questo che lo si voglia o meno. L’italia anche. Noi siamo tutti Italiani. Siamo noi a a rammaricarci quando capitano questi episodi e siamo sempre tutti noi a sconvolgerci perchè lo zingaro, entrato di nascosto in casa ha rubato tutto ammazzando mezza famiglia.
    Basta, davvero basta!!

  16. Fabrizio scrive:

    Il progetto dell’associazione di Anakin non è solo lodevole, è davvero necessario.
    Perchè alla ragazza del negozio a cui accennavo non dici niente. Ma magari a sua figlia che è piccola…

    Il rispetto verrà fuori da lì.

    Sempre che (a scelta)

    a- una guerra atomica
    b- l’esplosione di una centrale nucleare “sicura”
    c- un disastro ambientale
    d- tutte le precedenti insieme

    non ci spazzino via…

    Fab

  17. lonerin96 scrive:

    Io vorrei dire ke l’Italia sta andando in sfascio.Se pensiamo a tutti quelli ke hanno perso il lavoro x l’alitalia…Comunque spero come simone bellato ke in almeno50 anni le cose possano cambiare.

  18. simone bellato scrive:

    siamo in tanti a pensarla diversamente, e piano piano stiamo diventando sempre di più, ma se pensate che la maggior parte degli italiani (mio padre ne è esempio concreto) non usa internet e di conseguenza non ha possibilità di accesso ad un’ informazione se non genuina almeno comparativa (quindi esposta alla valanga di paranoie che i telegiornali ci buttano addosso) allora si capisce che le generazioni che devono passare per far si che l’italia diventi un paese quantomeno “civile” sono almeno due o tre. La mia previsione è che questo paese non cambierà prima di 30/50 anni…..e speriamo che siano davvero così pochi….

  19. Anakin scrive:

    il progetto dell’anno con la mia associazione è proprio il miglioramento del dialogo interculturale, al momento riferito solo alle tre religioni principali: cristiana, ebraica, musulmana.
    stiamo cercando di creare un libricino da distribuire gratuitamente (speriamo nelle scuole e nelle biblioteche, ma anche nei bar, nei ristoranti, nelle librerie) con esperienze di convivenza tra questi popoli e altri aspetti.

    speriamo bene…

  20. Valberici scrive:

    Giuliano: io non ho manco più gli sprazzi…come ho scritto sul blog di Sandrone ormai sono parecchio avvilito… :(

  21. Elenitas scrive:

    licia hai detto parole più ke giuste.

  22. giuliano scrive:

    Fab: ma, ahimè, io ti quoto, dobbiamo davvero crescere come paese, ci vorranno anni e anni e non so se riusciremo davvero a diventare gente matura.
    Detto ciò però se c’è chi vuole credere e vuole tentare qualcosa, allora massimo rispetto e i miei migliori auguri.
    Io vado a sprazzi, a volte penso che c’è speranza ma il più delle volte cado nello sconforto più totale come te davanti alla tipa del negozio. Che gli dici ? Da dove inizi un discorso ?

  23. Fabrizio scrive:

    @Giuliano:
    il punto sta proprio lì e condivido pienamente la tua precisazione.

    Ieri vado a fare la spesa. Entro in un negozio in cui mi servo spesso.
    Sono amico della proprietaria, che ha una trentina d’anni e una figlia già alle medie.
    Sul bancone ha un questionario, lasciato da una ragazza che sta facendo una ricerca su quel campo merceologico.
    Mi faccio spiegare dalla proprietaria la storia del questionario e chiedo informazioni sulla ragazza.

    “Com’è? Fa schifo, è una musulmana di merda”.
    Rimango un po’ spiazzato.
    “Perchè?” le chiedo “sta lavorando, è integrata… voglio dire, non è mica una delinquente”.
    “Ah, ma io sono razzista” mi risponde, come se stesse dicendo ho i capelli ricci. Nel tono c’è anche una sfumatura di inevitabilità, come se non si potesse fare altrimenti.
    “E’ venuta qui col velo. Chettelotieniaffare ‘sto velo, dico io…”

    Sono uscito dal negozio che avevo un gran vuoto.
    Questa è la gente di cui parla Licia e VIVE TRA NOI.
    Come un cancro.
    Ed è la famosa maggioranza che ha eletto il problema politico che nel nostro variopinto paese viene chiamato governo.

    Quella sorta di “cosa” fatta di anellidi in giacca e cravatta è lo specchio di quello che c’è nelle strade e nelle case.

    Che armi abbiamo per contrastare tutto questo? Le manifestazioni e la cultura. Ma sono cose che impiegano taaaaaaaanto tempo per dare risultati, mentre i manganelli e i reality show – dalla loro – sono molto più immediati…

    Fab

  24. Valberici scrive:

    Speriamo che le nuove generazioni riescano dove la mia ha completamente fallito.

  25. Anakin scrive:

    @ Val: piano piano se fece Roma. Abbi fede ;-)

  26. Pera scrive:

    @Val: qualcosa di concreto lo stai facendo, stai facendo informazione….io se non avessi letto il post non avrei saputo niente, intanto come ha detto qualcuno allarghiamo il cerchio.

  27. Valberici scrive:

    @Anakin: queste sono cose che faccio da quasi trent’anni, ma non è mai cambiato nulla…ed ora comincio a perdere le speranze. :(

  28. Licia scrive:

    Pera: il razzismo di cui parli, e da cui, hai ragione, siamo tutti affetti, è un triste istinto bestiale che ci portiamo dentro. Quello che fa la differenza è la capacità di combattere queste cose con la ragione, il desiderio di sconfiggerle perché si è consapevoli che la convivenza civile è basata su altri principi. È questo che fa la differenza, e ci rende uomini.

  29. Anakin scrive:

    @ Valberici: per esempio iniziare a riprendere un ragazzino che scrive sui muri invece di fregarsene.
    Di sicuro si comincerà col dire che siamo troppo piccoli per fare qualcosa, ma se non si comincia mai le cose non cambieranno.
    Iniziare dalla politica locale e cercare di portarla sempre più oltre il territorio comunale, fare attenzione alle esigenze della nostra società, nel piccolo, per cercare di aiutarla laddove ce ne sia bisogno. Son tutte piccole cose che alla lunga potrebbero sortire gli effetti desiderati.

  30. Anakin scrive:

    Licia, l’unica certezza assoluta, come scrive qualcuno sopra, è la morte.
    Tu sei liberissima di non riconoscerti in questa società, in queste regole che la comunità ci impone, così come il sottoscritto, ma a questo punto mi chiedo: che si fa?
    Si può continuare a vivere la propria vita, indignandosi di quel che ci accade intorno, oppure continuare a vivere la propria vita, indignandosi e adoperandosi per cambiare le cose.
    Neppure io voglio che la gente se ne vada. Vorrei vedere le persone alzare la testa e combattere contro chi pensa che il popolo italiano sia una massa di caproni facilmente distraibile proiettando sullo schermo programmi culturali come Grande Fratello, Uomini e Donne etc…
    Vorrei vedere persone che ragionano col proprio cervello, che al minimo accenno di patriottismo non lo confondano con nostalgie fasciste…
    Le responsabilità le abbiamo, è innegabile. Ora vediamo di ricordarcelo e di fare qualcosa per sistemare le cose.

    Anakin
    =^.^=

  31. Pera scrive:

    Qui non si tratta solo di razzismo ma di impunibilità (stesso problema che ci fu al g8) ovvero questi carabinieri(ne avrei molte altre di parole x definirli) credono fermamente di poter fare tutto ciò rimanendo impuniti tanto da prendersi un ricordino filmando la cosa.

    Questo post mi ha ricordato uno di qualche mese fa sul “razzismo senza ma” e c’ho pensato un pò su e poi sono arrivato alla conclusione che io sono razzista.

    Di un tipo molto diffuso: il classico tipo che non ne fa sfoggio, che nn urla “sporco negro”, che non dice mai “i rumeni sono tutti delinquenti”, che non si mette a pestare i rom, che non scrive sui muri “white power”…….. MA quando si trova difronte a un tizzio di colore di sera per firenze, ne a paura “perchè non si sa mai”; oppure se sull’autobus pieno dietro c’ha il bambino rumeno si tocca in continuazione il portafoglio( se è italiano è solo un bambino e magari gli fo anche una linguaccia)…..
    Ecco da qui la mia conclusione “io sono razzista”(e ne converrete con me che anche seppur lieve questo è razzismo, perchè se state pensando: “vabbè codesti sono pensieri legittimi” anche voi avete il mio stesso problema).
    Ora però è importante capire da dove arriva questa paura:
    Dalla famiglia? non credo i miei erano socialmente attivi fino ad un paio di anni fa, passavano il dopo lavoro al “punto” una specie di associazione x l’integrazione delle famiglie extracomunitarie.
    Dagli amici? quelli politicamente attivi hanno idee molto simili a quelle di Licia o di altri su questo forum, ho qualche amico Brasiliano, Peruviano, Giamaicano e Rumeno…quindi nemmeno da qui mi sono venute inflenze.

    Ora rimangono 2 cose: Scuola e Televisione.
    Quindi una di queste è la causa di un profondo timore verso l’ extracomunitario e se si pensa al telegiornale degli ultimi 6 anni (con le sue notizie a ondate stagionali-stagione dei rumeni , dei rom degli omicidi in famiglia, degli incidenti ecc ecc)facilmente si deduce quale è.

    Scusate sono stato prolisso, molto prolisso.

  32. Valberici scrive:

    La mia patria è la terra…ed il mio onore è l’essere un uomo tra i tanti.
    Detto questo mi piacerebbe sapere, senza alcuna polemica ma solo curiosità, da chi dice che bisogna rimboccarsi le maniche: in “concreto” cosa proponete di fare? :)

  33. Licia scrive:

    Chiarisco il mio pensiero:
    innanzitutto, il senso del mio post è che è comodo dire che il problema è di chi sta al potere, o concludere che gli italiani sono brava gente ma, poverelli, li comandano gli stronzi. Non mi pare fossero uomini politici quelli che hanno ucciso Abdoul, né lo sono i miei vicini di casa che invitano a controllare a vista i rom che mai dovessero circolare per il quartiere, come se rom equivalesse automaticamente a ladro e stupratore. Non sono uomini politici quelli che scrivono “albanesi tutti appesi” sulle serrande del mio quartiere, e non sono uomini politici quelli che picchiano gay e lesbiche in mezzo alla strada. Siamo noi. Siamo noi quando diciamo “io non sono razzista, però…”, siamo noi quando pensiamo che sotto sotto Abdoul se lo meritava e siamo noi quando pensiamo che sì, picchiare i gay non è bello, ma sono pure loro che ci esasperano.
    L’Italia per me non è un una penisola e non sono venti regioni; la patria per me è la repubblica, lo stato, e l’Italia è l’insieme delle persone che ci vivono. E io non mi sento più parte di questa comunità. Non ne accetto le regole.
    Non tutti gli italiani sono così, d’accordo, ma la maggioranza lo è, e se non lo è, quanto meno quelli diversi sono piuttosto silenziosi. E io ho tutto il DIRITTO di non riconoscermi in una società che chiude gli occhi di fronte alla violenza e alla prevaricazione e ritiene che i maiali sono più uguali degli altri animali.
    Non sto pontificando che ce ne dobbiamo andare tutti all’estero, sto cercando però di metterci di fronte alle nostre responsabilità, che tanto ci piace negare. Ma ho l’impressione che la mia voce si perda in un deserto di certezze assolute, di paura e di razzismo.

  34. Raistlin scrive:

    Concordo con l’intervento di Zenkaiky, e concordo con l’ultima precisazione di Giuliano.

    Detto questo… sono Italiano, e non voglio rinnegare il mio Paese, nè fuggire all’estero.

    Trovo disgustosi questi episodi, frutto di una martellante propaganda pro-sicurezza che vede tutto ciò che è “diverso” come pericoloso, invece di vederlo SOLO come diverso. E in quanto diverso, probabilmente arricchente. Ma no, diverso è pericoloso, ci sentiamo dire. E i risultati sono questi.

    Sono triste, ma non perdo la speranza. Quella mai. Rimbocchiamoci le maniche e diamoci dentro per migliorarla NOI, questa Italia, con o senza i governanti, siano essi di destra, sinistra o centro.

  35. giuliano scrive:

    Fab: “Patria e Onore” sono solo due parole, spetta a noi dargli un significato.
    Massimo disprezzo per chi le ha usate a suo uso e consumo, massimo rispetto per chi gli attribuisce significato e importanza.

  36. Anakin scrive:

    Se non vi piace andatevene, che aspettate?
    Credete che l’idea di patria e dell’onore sia solo fascista? L’Italia è dove il sottoscritto è nato e cresciuto, non la rinnegherò mai. L’onore sta nella convinzione di poter cambiare le cose, non fuggire come una massa di topolini spaventati dalle fiamme.
    Invece di biascicare sciocchezze, rimboccatevi le maniche per far si che le cose cambino, spegniamo il fuoco prima che riduca la casa a un cumulo di macerie e cenere.
    Se non vi va di lottare, la porta è quella, andatevene!

    p.s.
    aborro fascistoidi e comunistoidi, sposo l’idea di mio nonno che diceva che tra destra e sinistra cambia solo il colore.

    cià

    Anakin

  37. Gisella scrive:

    Il panorama è sconfortante. Ho letto la notizia al volo ieri sul giornale e ho pensato che la società in cui vivo è al collasso. Non riesco a trovare nessuna scusante per chi sfoga la sua rabbia repressa – o quello che è – su dei presunti capri espiatori.

  38. Fabrizio scrive:

    “Patria e Onore” ‘sto benemerito ç@§§°…

    Sono le parole che si ricordano ogni santa volta che un politico deve presenziare alla commemorazione di qualcuno morto per mafia, per poi sistemare inciuci su inciuci alle spalle di tutti.
    E guai se la polizia intercetta le amicizie politiche con i delinquenti.

    “Patria e Onore” sono le parole che il piccolo medio-man fasciocristiano ama sentirsi dire dagli stessi politici, quando cerca disperatamente di sentirsi al sicuro.
    Perchè l’uomo nero/giallo/verde/rosso/blu è sempre in agguato…

    “Patria e Onore” sono le parole che urlano gli sprangatori, degni camerata del sindaco di Roma, quando colpiscono in branco o alle spalle. Ebbri della loro sete di violenza.

    Spiegatemi dove stanno quella Patria e quell’Onore, perchè io non li vedo proprio.

    Ha ragione Licia.
    Questa cosiddetta Italia FA SCHIFO. Punto.
    Senza nessuna attenuante

    Ri-Fab

  39. Zenkaiky scrive:

    NO! Non ci sto a dire “questa è l’Italia”, questa è UNA parte dell’Italia, la parte di governo, quella che ha il potere, o quella che ti pare. Ma l’Italia tutta è tanto altro, solo che quell’altro dovrebbe imparare ad alzare un pò la testa!!! Non ci sto a scappare via cercando “lidi migliori”, non ci sto a pensare che all’estero sia meglio (spesso è vero il contrario) e non ci sto nemmeno a pensare che è così che va il mondo. Ci siamo noi, adesso, ed è giusto cambiare. Sarà sempre un ragazzo morto in meno, quello più vicino ad ognuno di noi.

  40. Valberici scrive:

    Stasera allargo un po’ il cerchio ;)

  41. Jean Valjean scrive:

    Imp. bianco concordo in pieno!

  42. imp.bianco scrive:

    Questo è il paese dove un bambino con handicap viene dileggiato e preso in giro da persone adulte…

    http://casteloricalco.blogspot.com/2008/09/che-schifo.html

    questo è un paese da schifo, ormai…

    X-Bye

  43. Merlinux scrive:

    Patria e Onore mi sembrano due parole un po’ troppo “nostalgiche”.

  44. Riccardino scrive:

    Dopo tutto gli Italiani siamo noi, e noi stessi ITALIANI abbiamo ridotto l’Italia così. Licia concordo SOLO su certe cose…
    Baci. Riky.

  45. simone bellato scrive:

    odio l’italia e i suoi controsensi, la sua disonestà dilagante…purtroppo la classe dirigente è lo specchio della società, ed è vero…è la nostra cultura ad aver bisogno di un bombardamento di civiltà non la classe dirigente che prima o poi sarà vittima dell’unica certezza che Dio ha deciso di darci in questa vita: la morte!

    scusate ma ogni giorno apro i giornali ed ogni giorno penso a quanto sarebbe bello andare a lavorare all’estero dopo la laurea…

    simone

  46. mony76 scrive:

    Concordo su tutta la linea. Tristezza e schifo.
    Non mi sento italiana da un pezzo.

  47. Anakin scrive:

    Patria e Onore. Sempre. Se questa Italia non ci piace, se secondo noi ha perso i suoi valori, allora è il momento di riprendersela.
    Iniziamo a lavorare per cacciare l’attuale classe dirigente, ma proprio un bombardamento a tappeto…

    Cià
    Anakin
    =^.^=

  48. Fabrizio scrive:

    Qui si cambia casa.
    Si va tutti ad abitare in Via d’Estinzione.

    Mi dicono che gli ultimi Italiani civili e intelligenti si stanno radunando lì…

    Fab

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