Archivi del giorno: 24 settembre 2008

Scottish graveyards

Quando sono andata in Scozia ho pensato più che altro ai celti, alle cornamuse e all’haggis, e ho dimenticato un aspetto assai importante della faccenda: i fantasmi. E sì che le mie frequentazioni con Topolino avrebbero dovuto mettermi in guardia: se ben ricordate, Paperone è scozzese, e spesso i paperi hanno a che fare con qualche castello infestato da quelle parti.
(Mi stupisco sempre della natura assolutamente pop dei miei riferimenti culturali :P )
Comunque, il primo impatto con la Scozia soprannaturale (se si escludono le puntate di X-Files che mi sono vista in albergo, che non so se contano) è stato il passaggio vicino ad un simpatico cimitero. In mezzo alla città. Sì, anche il Verano è in mezzo alla città, ma è una specie di elemento alieno, questo orribile recintone irto di cipressi, impiantato in mezzo alla tangenziale manco fosse cascato dal cielo.
Il cimitero scozzese era invece perfettamente integrato con l’ambiente circostante; tante quiete villette intorno, una chiesetta appena più spettrale delle altre, e un cancello nero lavorato.
Ora, quel che io odio dei cimiteri italiani è il condominio. Non so se anche da voi il fornetto (che non è il tostapane che ti regalavano coi punti del Mulino Bianco, ma il tristissimo cubicolo di cemento in mezzo a miliardi di altri cubicoli di cemento in cui finisce post-mortem il cittadino romano medio) vada per la maggiore, ma a Roma sembra che, sebbene tu abbia già sofferto una vita intera in condominio, evidentemente non hai scontato la tua razione di Purgatorio, per cui ti ficcano in condominio anche da morto. E non torni alla terra, no; torni al cemento, come è giusto che sia, visto che Roma è in mano ai palazzinari.
Ecco, io vorrei tornare alla terra. Vorrei il mio metro per due di erba fresca in cui decompormi quietamente e tornare utile alla collettività. In Scozia ce l’hanno tutti. E questo dà al cimitero di cui sopra un’aria molto pacate e tranquilla, da giardinetto all’inglese, nel quale, volendo, puoi andare a fare un pic-nic, e magari cogliere la cicoria o l’equivalente scozzese, che suppongo cresca molto bene in quel contesto.
L’unico aspetto appena un po’ più spettrale erano le lapidi; svettanti croci celtiche alte due metri, per lo più. Un collega inglese c’ha detto che in genere nel sud del Regno Unito le lapidi non sono così grosse.
Anyway. Abbiamo buttato un occhio e una preghiera per i cari estinti, e abbiamo proseguito.
È stata lungo la Royal Mile che ci siamo ricordati che la Scozia farebbe la gioia di Fox Mulder. Perché ci siamo imbattuti in questa gente qua. Faccio un breve riassunto per i non anglofoni o i pigri; in pratica, esiste una visita guidata dei sotterranei di Edimburgo alla ricerca di fantasmi. Il tour di cui ho visto il volantino è il seguente: si scende di notte nei sotterranei della città e si finisce nella prigione dei Covenanters e nel cimitero di Grayfriars. E lì, stando al volantino, si fa la conoscenza col poltergeist McKenzie. Ho ancora con me il fantastico volantino, che vi incollo qua sotto. Intanto, vi traduco alcune perle:

“questa entità (cioè ‘sto poltergeist McKenzie) è responsabile di centinaia di ‘attacchi fisici’ durante il tour ed è attualmente il caso di evento soprannaturale meglio documentato della storia”
“quindi, se vuoi divertimento, una buona compagnia, o solo imparare qualcosa di diverso, vieni con noi. Ma preparati a rimanere terrorizzato durante il processo“.

La più bella sta di lato, in piccolo, tipo le avvertenze per i medicinali. La scritta recita

Attenzione: il poltergeist McKenzie può causare reale stress. Partecipate al tour a vosto rischio e pericolo”.

Manca solo un “assumere dopo i pasti” e sembra l’aspirina.
Una sera ci siamo fatti un sacco di risate su questa cosa.
Poi sono tornata. E mi sono chiesta chi fosse ‘sto famoso poltergeist McKenzie di cui non sapevo una ceppa. E ho scoperto un vero e proprio sottobosco. Yep, il poltergeist McKenzie esiste, prima di intraprendere la carriera di poltergeist e finire nelle grinfie di quelli del tour City of the Dead faceva l’avvocato (e qui qualcuno direbbe che se da morto avesse scelto il vampirismo invece che la triste vita del fantasma a ore avrebbe maggiormente seguito la propria vena) e si dilettò a perseguitare in vari modi i Covenanters, appartenenti ad un movimento politico e religioso scozzese. E ho scoperto anche che sì, in effetti c’è tutta una serie di racconti circa il poltergeist e il modo in cui terrorizzi la gente che si trova a passare da casa sua, ma solo dalle 8.30 alle 9.45 pm, che poi il giro finisce e il poltergeist stacca.
Sarà l’influenza delle tonnellate di puntate di X-Files che sto vedendo in questo periodo (a breve post dedicato), sarà che tutte queste storie di leggende metropolitane, complottismi e roba varia mi interessano sociologicamente (e sono divertenti), ma la prossima volta che vado ad Edinburgo vado a fare un saluto al poltergeist.

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