Oggi sto cercando di prepararmi psicologicamente al fine settimana: nulla di che, una presentazione come al solito, ma ho fatto una scelta un po’ sciagurata, ma obbligata. Parto per Olbia stasera alle 21.50, per poi andare a Sassari. Sento che prima della mezzanotte non vedrò l’albergo, sob…Il fatto è che Giuliano deve lavorare, e quindi partire sul tardi era necessario. Ma vabbeh. Questo solo per giustificare la lunghezza ridotta del post.
Ma, per fortuna, ho l’argomento adatto ad essere trattato in poche, pregnanti righe. Qualche mese fa mi arrivò una mail. La proposta che mi si faceva era intrigante e interessante: scrivere la definizione per una parola che mi fosse molto cara. Il progetto si chiamava Dizionario Affettivo della Lingua Italiana e conteneva le definizioni date da svariati altri scrittori.
Confesso di essermi dovuta spremere un po’ le meningi. L’innamoramento più acuto per una parola che io riesca a ricordare è quello per because. All’epoca non conoscevo ancora l’inglese, tranne il ristretto novero di parole che mi servivano per capire le canzoni dei Nirvana. E because mi piaceva tantissimo, per quel suono tondo e vagamente aspirato.
Insomma, mi sono spremuta, e alla fine ho trovato una parola italiana che mi piace. E ho scritto la mia definizione.
Orbene, adesso il Dizionario Affettivo della Lingua Italiana è un libro che proprio ieri mi è arrivato a casa. Lo trovo a dir poco delizioso; centinaia di voci che provano ad indagare quel rapporto un po’ feticista che lo scrittore instaura con le parole. Ed è incredibile quanto intimo sia questo rapporto, e quanto dunque spudorate e rivelatrici siano le definizioni. Insomma, io mi sento di consigliarvi questo libro, e lo faccio senza tema di essere considerata di parte, perché il pezzetto che ho scritto io è davvero infinitesimale.
Per altro, le parole sono gli strumenti del lavoro di uno scrittore, ma appartengono a tutti; per questo, il dizionario si allarga, e al link che vi ho segnalato potete inserire anche voi una voce, una parola che vi stia particolarmente a cuore.
Per il resto, vi ricordo le coordinate per l’incontro di domani: ore 18.00, Giardini della Facoltà di Lingue, Sassari. Per chi è interessato, vi aspetto!
P.S.
Un sacco di auguri al mio babbo per il suo compleanno



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tanti auguri di buon compleanno signor babbo di licia!
grazie a tutti per gli auguri
Tanti auguri al tuo babbo
Erica: è doman sera, non stasera. Stasera sono ancora a casuccia a festeggiare il compleanno del babbo, e poi in volo sul Tirenno per venire da voi
Ciao, anche se non ho ancora letto i tuoi libri, stasera andrò a vederti a Sassari con una mia amica! Comunque prima o poi mi comprerò i tuoi libri
Conto sul tuo autografo stasera!!!!
Baci Erica
p.s.
auguri a tuo padre, mia mamma ha fatto 60 anni ieri…
una sola nota stonata: nella recensione viene citata Melissa P. mentre Licia viene inserita tra i “tantissimi altri”…bah…
Auguri al babbo di Licia!
Molto bella quest’iniziativa del dizionario. Se dovessi inserire una parola che mi piace, probabilmente sceglierei “Luna”. La parola e la Luna stessa mi affascinano fin da bambina e mi spingono a puntare gli occhi sempre al cielo!
Ma tu quale parola hai scelto, Licia?^^
accidenti!! mi meraviglio di cotanto silenzio sul bloggolo… le parole del cuore non stimolano nessuno? possibboli?
Il libro lo prendero subito in biblioteca e tantissimi auguri al tuo babbo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LADY ALISSA
Augurissimi al tuo papà…
Domani a Sassari, io e Max ci saremo!!! A domani
Ciao a tutti sono tornato dalla mia trasferta di lavoro sicula…
Pensandoci e ripensandoci NON riesco a trovare UNA parola cui sono affezionato, ce ne sono talmente tante… e il rapporto con le parole è una cosa decisamente intimissima, cioè se ci pensate il modo in cui percepiamo i termini dipende decisamente da ciò che siamo, dalla nostra storia, dalle esperienze… ce ne sono molte parole e tutte molto belle e piene di ricordi significati a volte piacevoli a volte dolorosi, ma cavolo tirarne fuori una… l’è dura…
auguri al tuo pap!
da notare,anche se siamo adulte,rivelgendoci al nostro genitore in un discorso, lo chiamiamo sempre pap’ come se fossimo ancora bambine.
Prima di tutto, tanti auguri al tuo papà… poi devo dire che questa cosa del dizionario affettivo è veramente bella e interessante… lo aggiungo ai libri da comprare… XD Inoltre ti volevo dire che tra oggi e domani finalmente inizierò “La Solitudine dei Numeri Primi”
X-Bye