Archivi del giorno: 3 ottobre 2008

PhD

L’ultimo commento che ho letto ieri prima di andare all’università è stato “complimenti per l’atteggiamento positivo con cui l’affronti”, sottinteso il concorso. Considerando che appena mi sono seduta ho avuto un violento desiderio di piangere, forse qualcosa non ha funzionato esattamente per il verso giusto.
Entrare nell’aula, ieri, è stato un po’ tornare indietro nel tempo. I banchi gialli, le sedie da testare, perché alcune sono mezze sfondate, la lavagna gigantesca. Mi sono ricordata dei tempi della laurea, tempi ancora troppo vicini per poterli giudicare. Non so se fossero belli o terribili. Non so se li rimpiango o sono contenta che siano finiti.
Per certi versi, mi sono sentita un po’ fuori posto. E non perché fossi la più vecchia; c’erano almeno altre due persone della mia età, ma perché presumibilmente ero l’unica che si era laureata quattro anni prima. Nessuno aspetta quattro anni per tentare un dottorato. E presumibilmente ero l’unica sposata, ero l’unica che nel frattempo aveva lavorato, aveva pure pensato di mollare. E mi sono chiesta: ma sarà mica che questo treno è passato? Ma sarà mica che non è più tempo per me?
Per un altro verso, mi sono sentita eccitata. Cominciare qualcosa di nuovo, qualcosa che mi darebbe tre anni di certezza. Poter fare progetti per tre anni è una cosa rarissima, nella ricerca.
Come è andata, che poi suppongo sia quello che tutti volete sapere, non lo so. È toccato a me estrarre la busta col tema e la domanda, e, almeno per quel che riguarda il tema, potevo di sicuro scegliere meglio. Con la domanda invece mi è andata fin troppo bene. Ma la cazzata inconsapevole, la minchiata storica, in momenti di tale tensione è sempre dietro l’angolo. Spero di non aver scritto nessuna castroneria troppo grossa. Martedì sapremo se l’avventura finisce qui o continua.
Stay tuned.

49