Archivi del giorno: 10 ottobre 2008

Sesso, casalinghe e serial killer

Un paio di sere fa ho finito di vedermi Californication. Ho avuto reazioni contrastanti, nei confronti di questo telefilm. Alla puntata otto ho gridato al capolavoro. Poi ho continuato più o meno a divertirmi, fino a quando sono arrivata alla season finale. E lì…mah. Sono rimasta altamente perplessa. Il finale è sempre una parte importante di una storia, e purtroppo questo qua getta ombra un po’ su tutto.
Californication si vanta di essere spregiudicato, amorale, esplicito. E lo è, per carità di dio. Sesso a fiumi, doppi sensi come se piovesse, e nessun desiderio di censura. Però, se vai a grattare, finisce per essere assai più moralistico di un telefilm a prima vista assai più innocuo come Desperate Housewives (sto rivedendo la prima stagione, un capolavoro). Per dire; in entrambi i telefilm abbiamo ad un certo punto un adulto vaccinato che tromba con un adolescente. In Desperate Housewives la cosa ci viene mostrata con una certa spensieratezza e un fantastico gusto per la battuta acida. Lo sceneggiatore non copre Gabrielle di riprovazione, perché è più che evidente che anche John c’ha messo del suo, che c’è una specie di parità nel rapporto, e che se anche Gabrielle illude John, lo fa come farebbe con un adulto; è semplicemente una donna che si vuole divertire.
Californication: apriti cielo. Da subito è evidente che Hank ha fatto una cosa terribile ad andare a letto con Mia, e infatti lui la evita in tutti i modi. Anche lo zio Charlie, quando viene a sapere della tresca, inorridisce. E non è che nel telefilm manchino altri comportamenti sessuali che la maggior parte della gente giudica immorali. Ma l’unica cosa che ad Hank non si fa passare è dieci minuti di sesso con una sedicenne.
C’è anche il carico da undici, e qui state attenti perché spoilero (e infatti il testo è in bianco): alla fine della fiera, veniamo anche a scoprire che Mia era vergine, povera santa, e quindi non era una ninfetta assatanata come gli autori c’han fatto credere per undici puntate. Così, tanto per salvare tutti.
In fin dei conti, sotto la patina laccata è assai più disturbante Desperate Husewives, che per altro presenta una critica della società americana (e della nostra, di conseguenza) assolutamente impietosa, che l’esplicito Californication, che sembra preoccupato di censurare sempre certi atteggiamenti, o giustificarli in qualche modo ricorrendo alle solite pippe “ho il trauma infantile e/o sto male”.
Quindi, alla fine della fiera, non so esattamente quanto mi sia piaciuto; ci sono cose geniali, il personaggio si fa amare, e il divertimento è assicurato. Ma il finale è fuori dalla grazia di dio, incoerente, e questa vena moralistica di fondo è un po’ fastidiosa. Sei e mezzo, via.
Ieri invece ho visto la prima puntata di Dexter. Wow. Cioè. Idea assolutamente fantastica, il personaggio sembra strepitoso. Oggi ho dato un occhio all’inizio della seconda puntata e la sigla è assolutamente geniale, ve la incollo qua sotto.
Insomma, tutto sommato sembra che la stagione telefilmica stia procedendo bene.
Ah, vi ricordo che domani e domenica sono a Cagliari per il Tuttestorie, se volete venire a vedermi io vi aspetto, ovviamente :)

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