Archivi del giorno: 16 ottobre 2008

Quanto vale questo paese

È scoppiato il caso. Saviano vuole andare via dall’Italia. E tutti giù a dire “ma non mollare”, “ma resta”, “ti siamo solidali”. E certo, noi col culo al caldo, noi che se ci gira di andare a cinema ci andiamo e basta, che Fede non ci accusa di speculare sulla scorta dopo che “ci siamo fatti tanti bei soldini” ci riesce molto facile promettere solidarietà e incitamento, per la serie armiamoci e andate. Evidentemente queste parole di Roberto Saviano ci sono entrate da un orecchio e uscite dall’altro, come tutto ciò che ci disturba, che non ci piace.
Quando le ho lette mi sono vergognata: di me, della mia vita, della mia ignavia e di quel che non ho fatto in questi ventisette anni di vita, uno in meno di Saviano. Perché Saviano mi stimola quell’invidia bella, sana, quell’invidia verso chi fa, agisce, mette a frutto il proprio talento, e mette in gioco tutto per la verità. Dice Dacia Maraini: “E’ una vergogna che uno scrittore venga minacciato solo perché scrive la verità”.
E andrò controcorrente, o forse non ho capito il succo della questione, ma io dico a Saviano vai, hai fatto tutto quanto era in tuo potere e anche di più, e nessuno di noi è in diritto di chiederti altri sacrifici solo perché siamo dei codardi. Non lo so, ma qualcuno qua si è mai fermato a pensare a cosa significa rinunciare a tutto a ventotto anni? No, perché io, forse perché ho i suoi anni, una vita e un miliardo di fottute possibilità davanti, così tante che a volta mi permetto persino il lusso di mandarle in fumo, me lo sono chiesto da subito, da quando Gomorra mi colpì al cuore due anni fa.
Gomorra è una staffetta che ci dovremmo passare, un testimone che dovrebbe circolare. È un grido d’aiuto che ci chiama all’azione. E non possiamo continuare a rispondere con un ipocrita “vai Roberto sei tutti noi”. No, proprio no.

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