Sono costretta a darvi un po’ di brutte notizie, anticipate ieri sera da un commento ad un post un po’ vecchio. La prima è che non leggerò più inediti d’ora in avanti. Mi è capitato di ricevere mail con allegati racconti sui quali mi veniva chiesto un giudizio, oppure di ricevere manoscritti durante le presentazioni. Ormai ho capito che è assolutamente inutile che vi stia a dire che prima o poi li leggerò: non faccio in tempo. Non mi va di continuare a farvi promesse che non riesco a mantenere, per cui d’ora innanzi non leggerò più inediti. Mi sembra assai più onesto che prendere i manoscritti e poi vederli occhieggiare per mesi sulla mia scrivania.
La seconda brutta notizia è che non posso più garantire di rispondere a tutte le mail. Sono indietro di tre mesi, sto facendo una fatica terribile a cercare di rispondere a tutti, e intanto altra posta si accumula. Avevo anche pensato di mettere in stand by l’indirizzo di posta per un po’, in attesa di smaltire le mail arretrate, ma ho pensato fosse peggio.
Mi rendo conto che non è una bella cosa, ma rispondere alle mail comincia a diventare un lavoro, e io non so più come gestire tutte queste cose assieme. È già difficile riuscire a continuare con l’astrofisica e scrivere, figurarsi farci entrare anche tutto il resto. Le mail sono tante, e spesso, vivaddio, anche lunghe, belle, articolate, e rispondere decentemente mi prende tempo. Perdonatemi. Farò del mio meglio, magari in futuro la situazione cambierà, e riuscirò ad avere con voi un rapporto migliore.
Infine, mi rendo conto che l’atteggiamento che ho verso il mondo e i lettori sta diventando pericoloso. Mi rendo conto che alcuni di voi da me si aspettano molto, e non intendo dai miei libri. Si trattasse solo della responsabilità che sento quando scrivo, non sarebbe un problema: è il mio lavoro, raccontare storie è quel che so fare e sono contenta di farlo. No, voi vi aspettate qualcosa da me come persona. E non sono sicura di potervi dare queste cose.
Io lo so bene cosa vuol dire “essere fan” di qualcuno, o solo ammirarlo, e cosa vuol dire essere delusi da chi ammiri, perché mi è capitato, perché ho vividissimi i miei sedici anni e le aspettative che avevo circa quelli che amavo e ammiravo. Il rischio di deludervi sta diventando alto. Io non sono perfetta, e non credo di poter essere all’altezza dei vostri sogni. Cerco di essere onesta e di non deludervi, ma a volte credo che abbiate su di me aspettative troppo alte.
Non pensavo che avere successo comportasse anche questo: specchiarti negli occhi di chi ti guarda e non riconoscerti. Posso prendermi impegni con voi circa quel che scrivo, ma non circa quel che sono. Per cui, vi chiedo solo un po’ di comprensione: cercate di capirmi quando non sono come mi volete, e soprattutto pensate sempre che ho tutti i limiti e i difetti (magari anche qualcuno in più) delle persone normali.