Oggi sono andata a manifestare. Roba che l’ultima volta è stata nel 2003, contro la guerra in Iraq.
Io in queste cose ci ho sempre creduto; nei piccoli passi, nel contributo del singolo, della necessità di far sentire la propria voce quando serve. Per questo mi sono svegliata alle 7.00, per questo sono stata in piedi le mie buone ore e adesso mi fanno male i piedi.
Non so davvero se sia servito. Ma a me era necessario. Il problema è così vasto e complesso che per risolverlo non basta certo una giornata ad urlare “Fannulloni!” a chi dice che noi non serviamo, che noi siamo i parassiti della società e non abbiamo diritto né ad un lavoro né ad una paga decente. Ma dobbiamo uscire dal guscio, e far conoscere lo stato delle cose alla gente. Perché la gente lo stato delle cose non lo conosce.
Quando mi capita di parlare dello stato della ricerca in Italia con gli amici, in genere tutti cascano dal pero. Nessuno riesce a credere che ci sono laboratori di chimica cui mancano i reagenti. Nessuno sa che la ricerca è mandata avanti dai precari, il rinnovo del cui contratto è purtroppo svincolato da qualsiasi merito, ma è legato solo alla presenza o meno dei fondi. Pensateci. Non conta che hai lavorato bene, che hai prodotto, che tu sia inserito in un progetto di ricerca internazionale che magari si sviluppa sull’arco di anni. Se i soldi non ci sono, vai a casa. E questa me la chiamano meritocrazia.
Quando racconto lo storie di gente che è precaria da dieci anni, e adesso Brunetta gli dice che il suo contratto a tempo determinato, guadagnato dopo lotte e anni di co.co.pro. e assegni di ricerca, non verrà rinnovato, la gente strabuzza gli occhi. Quando parlo di persone che a quaranta e passa anni ancora hanno contratti a progetto della durata massima di sei mesi, gli amici restano basiti. E di storia così ce ne sono a migliaia. Gente che magari ha vinto il concorso per il tempo indeterminato, ma le assunzioni sono bloccate, e allora aspetta. Peccato che dopo tre anni la tua idoneità decade, e allora forse non sarai mai assunto. Vincitori di regolari concorsi.
Vi invito a leggere questo articolo sul curriculum di Brunetta, che tanto fa il moralizzatore e tuona contro gli assenteisti, quando lui stesso non attende ai propri obblighi di europarlamentare. Quando uno dice i sepolcri imbiancati.
Pensate a tutte queste storie, quando dite che chi va all’estero tradisce. Pensate a tutti quelli costretti a scegliere tra la famiglia e la passione della scienza. A quelli che non si riescono a sposare, non riescono ad avere figli, a quelli che mollano, perché prima o poi una vita te la devi pure fare, e la ricerca non ti permette di essere indipendente economicamente.
E pensate ai ricercatori ogni volta che aprite Internet (il World Wide Web è stato inventato al CERN di Ginevra), che vi fate una Tac, una risonanza magnetica o una semplice lastra a raggi X. Senza ricerca non avremmo avuto nulla di tutto ciò.

P.S.
Vi ricordo le mie prossime presentazioni: domani, ore 18.00, a Genova, alla fnac in Via XX Settembre 46R e domenica, ore 17.00, a Torino, alla fnac in Via Roma 56.