Archivi del giorno: 2 dicembre 2008

La buonanima di Galileo si rivolta nella tomba

Essendo stata parecchio a letto in questi giorni, mi sono potuta dedicare allo studio del passatempo più diffuso sulla rete: la rissa tra persone di opinioni diverse. Un ricettacolo di risse interessanti è il blog di Paolo Attivissimo. Intendiamoci: il suo blog mi piace molto, il servizio che offre ai lettori è utilissimo, ammiro la sua puntualità nelle indagini che conduce. Però, parlando di bafule e leggende metropolitane, attira i commenti di molta gente che veramente si rende ridicola.
Mi sono appassionata di recente alla questione biowashball. Ne avevo sentito parlare alla radio, e già la raffrazzonata spiegazione di chi la pubblicizzava m’aveva lasciata perplessa. Infrarossi agitando palline di ceramica? Aumentata “mobilità” dell’acqua? Poi ho letto l’inchiesta di Attivissimo e ho tratto le mie conclusioni. Cioè che c’è gente che lucra in modo ignobile sul desiderio della persone di essere migliori, nello specifico di vivere facendo meno male possibile all’ambiente. Ma comunque. Non è questo il punto.
Il punto è che Attivissimo, Salvagente e Mi Manda Raitre hanno presentato prove scientifiche della non efficacia della palla. Hanno condotto degli esperimenti controllati e replicabili, e hanno concluso che palla e acqua fresca detergono allo stesso modo. Eppure, al commento cento e passa della discussione che vi ho segnalato, esce ancora fuori qualcuno che fa “ma io l’ho usata e funziona”.
Ecco, questo atteggiamento è significativo della totale ignoranza che la gente ha dei metodi della scienza.
Ci sono verità che la scienza non può appurare (o filosofia e religione sarebbero morte da un pezzo. Ok, molti di voi sono per la morte della religione, lo so, ma almeno la filosofia me la concederete). L’efficacia di un prodotto che garantisce di pulire con la sola imposizione delle mani è una di queste verità. Ora, il metodo scientifico, con buona pace di Feyerabend (è una battuta, non mangiatemi), esiste, è stato codificato e si insegna tipicamente alla scuola media. Per dirne solo un paio:
l’esperimento deve essere riproducibile, ossia una qualsiasi persona, nelle stesse condizioni e con la stessa strumentazione, deve poter ripetere l’esperimento e ritrovare gli stessi risultati;
le misure devono essere ripetute, sempre ovviamente nelle stesse condizioni (nel nostro caso, numerosi lavaggi sullo stesso tipo di capo, con lo stesso grado di sporco, con la stessa lavatrice, stessa durata del lavaggio e stesso quantitativo d’acqua);
le condizioni in cui si svolge l’esperimento devono essere note e controllate (conosco il tipo di lavatrice, conosco il tipo di sporco, la durata del lavaggio e via così);
deve esistere un modo oggettivo per fare le misure (no, “ad occhio è pulito” non vale).
Queste cose non me le sono inventate io né la nonna del mio vicino di casa. Sono regole testate da secoli di indagine scientifica, affinate dalla pratica, elaborate nei secoli fin dalla buonanima di Galielo, che ci portò fuori dal medioevo insegnandoci come si fa scienza.
Ecco, a quanto pare tutto questo la gente non lo sa. A fronte di esperimenti scientifici continua a credere nella propria valutazione spannometrica: a me pare pulito, a me pare un metro e mezzo, io penso che funziona. Ed è verità. Incontrovertibile. Perché a me sembra così.
Ora, se la palla funzioni o meno non mi interessa. Non è questo il punto. Il punto è che dopo secoli nei quali la scienza ha provato la sua capacità di raggiungere un certo tipo di verità, di appurare un certo numero di fatti in modo incontrovertibile, verificabile e replicabile, la gente pensa ancora che si possa stabilire se una cosa è vera o meno così, a occhio.
Altro che religione che ammazza la scienza. La scienza la ammazza questa profonda ignoranza, per cui uno non sa neppure qual’è il valore di un esperimento scientifico e quali sono le condizioni per stabilire se una cosa funziona o meno.
Vi dirò: mi fa molta più paura la signora che commenta da Attivissimo dicendo che “e però a me i panni vengono puliti” di fronte alle prove scientifiche che non è vero del prete che la domenica celebra la messa. Perché credere o non credere è una scelta, ma l’ignoranza ci toglie la libertà. E per di più ce la impongono dall’alto.

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