Archivi del giorno: 8 dicembre 2008

Monaco

La mia passione per Monaco è come tutti gli amori: sostanzialmente immotivata. Non ho poi viaggiato così tanto nella mia vita, ma ho girato un pochino l’Europa, e abbastanza bene l’Italia. E di città oggettivamente più belle di Monaco ne ho viste. Voglio dire, vivo a Roma, che probabilmente è anche la città più bella del mondo.
Ma Monaco è appunto come i grandi amori: non è tanto la bellezza che conta. Tuo marito non è l’uomo più bello del mondo, né lo consideri tale. Però succede ad un certo punto che capisci che la persona con cui stai ti corrisponde; ama quel che ama tu, ti capisce ad un livello che gli altri non hanno mai raggiunto, e risponde a bisogni che neppure credevi di avere. E a quel punto ti rendi conto che è per sempre.
Monaco è così. Mi dà cose cui ho spesso aspirato, ma che non credevo di poter trovare, e altre cui non osavo neppure sperare. Le mille luci con cui si accende la sera in questo periodo, l’odore di gluehwein e mandorle tostate, il freddo secco e asciutto, la neve.
Ero ragazzina quando ci venni la prima volta, e quando misi piede nella sua stazione non sapevo che ero già perduta, che sarebbe stato per sempre. Avrei dovuto capirlo dalla gioia che mi dava tutta quella neve, dalla muta ammirazione davanti dalla Rathaus, da come mi lasciavo inebriare dai suoi odori. E poi quei tre mesi che hanno cambiato tutto. 4 novembre 2005, 14 febbraio 2006. Tra neve, mercatini di natale, e lunghe corse in tram.
Quest’ultimo viaggio appena concluso, il quinto nella città dei miei sogni, è stato in una volta sola un ritorno al passato e un piccolo passo verso il futuro. In una lunga passeggiata per la città, tra i mercatini di Natale e le strade battuta dal vento, con la musica che mi aiutava a cancellare tutto quel che non fosse la città e me stessa, ho ritrovato le radici del mio amore per questo posto. Ma al tempo stesso ho superato la struggente nostalgia che ne ho da quando sono andata via. Perché in qualche modo ho capito di portarmi dentro questo luogo. C’è un pezzetto delle sue vie e dei suoi odori anche a Roma, e ovunque vada. Perché Monaco è il mio immaginario, il mio posto segreto, il rifugio in cui vado quando ho bisogno di ritrovarmi. È lì, a un’ora di volo da casa mia, mi attende sempre identica a se stessa e sempre pronta a stupirmi. Ed è con me in quel che sono e in quel che amo.
Non credo sia facile capire perché mi stavo commuovendo, giovedì sera, mentre compravo le decorazioni per l’albero nuovo, o perché una semplice zuppa in un piatto di coccio mangiata tra le bancarelle del mercatino medievale sia in grado di farmi stare così bene. Lo capiamo io e Giuliano, che così tanta parte di noi abbiamo regalato a questo posto. Ma stavolta non sono partita carica di rimpianti. Ho ripreso la strada verso casa pronta a ricominciare da dove avevo lasciato tutto. E forse non conta più neppure così tanto se questa città sarà nel mio futuro o meno; è con me in ogni caso, assieme a tutte le cose che amo.

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