Archivi del giorno: 23 gennaio 2009

Back to Lost

Due sere fa in USA è ricominciato Lost, con la quinta stagione. Secondo gli autori, è iniziata la fase delle risposte: basta con i mindgames, con gli indovinelli e i misteri. Da qui in poi scopriremo lentamente tutto, da cos’è l’isola a perché Christian Shepard porta le scarpe da tennis bianche (giuro, hanno detto che lo scopriremo).
Ora, nessuna risposta sulla natura dell’isola sarà soddisfacente, per quanto ben congegnata sarà. Perché l’isola è un archetipo così potente, un’immagine evocatrice di così tante suggestioni, che spiegarla è impossibile. Ormai io sono andata oltre, e dalla quarta stagione ho smesso di farmi domande. Perché la gente sull’isola guarisce? Perché sì. Perché l’isola è sparita? Perché l’isola funziona così. Ormai mi godo solo l’intreccio, la struttura rizomatica, la genialità delle scelte di sceneggiatura.
Credo che il mondo si divida in due: quelli che ormai si bevono qualsiasi cosa Lost ci propini, e quelli che hanno detto basta.
Il punto di svolta è stato verso la fine della terza stagione. Lì comparve Jacob, l’Uomo Invisibile. A quel punto qualcuno disse basta. Mo’ pure l’uomo che non si vede no, e che caspio. Ecco, io ho trovato The Man Behind the Curtain uno dei migliori episodi della terza, e di Lost tout court.
Altri compagni li abbiamo persi col finale della quarta, quando l’isola scompare. Conosco gente che ha detto: ok, l’uomo invisibile, va bene, ma l’isola invisibile no. C’è un limite a tutto.
Come avrete capito, io ormai sono pronta anche allo sbarco dei Puchu sull’isola. Io ho venduto la mia anima, io ormai sono una devota persa, io sono lostista fino al midollo.
L’inizio della quinta stagione è veramente oltre. Oltre ogni limite, oltre ogni immaginazione. Oltre. Adrenalinico, geniale, sconvolgente. E io sono pronta, cavoli. Con ogni fibra del corpo.
Lost is back, e ne avevamo sentito un sacco la mancanza.

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