Archivi del giorno: 6 febbraio 2009

Pesante

Mi domando se la deriva politico-sociale che questo blog sta prendendo sia gradita ai lettori o meno.
È che ogni mattina mi sveglio, e mentre faccio colazione giro su internet, ed è pacifico che trovo sui giornali almeno due o tre notizie che mi fanno incazzare. E ci faccio un post.
Per dire, mi ero ripromessa di non parlare del caso della Englaro; perché tutto questo blablabla di chi non ha voce in capitolo per parlare è veramente indecente, e in ogni caso cosa aggiunge la mia (scontata) opinione alla discussione? Poi però te le tirano di bocca. Specie quando si ostinano a manipolare la realtà per farla aderire alle loro ideologie. E al solito la scienza non se la calcola nessuno. Quella stessa scienza che gioca a fare dio se applicata all’inseminazione artificiale, ma non va contro le leggi di natura se tiene in vita un corpo (un corpo, lì un’anima non c’è più) che, naturalmente, sarebbe morto diciassette anni fa.
Poi penso anche che questo caso della Englaro, e soprattutto l’entrata a gamba tesa di Berlusconi, è il solito trucchetto: svio l’attenzione del pubblico su qualcos’altro, e intanto faccio delle porcate. Tipo la legge che autorizza i medici a denunciare i clandestini che vanno a farsi curare. Che è indecente per due ragioni: uno, perché esplicita chiaramente la considerazione che abbiamo degli immigrati. Carne da lavoro. Devono restare clandestini, perché solo così sono ricattabili e posso farli lavorare come schiavi (e questo proposito leggetevi Bloody Mary, così saprete da dove vengono i nostri pomodori), e quando non possono più lavorare devono avere l’accortezza di levarsi dai maroni, crepando o tornando da dove sono venuti. Due, è una presa per il culo di chi gli immigrati qui non ce li vuole: i medici possono denunciare i clandestini, non devono, e stando alle dichiarazioni molti non lo faranno. Cioè, stiamo capo a dodici. E, in ogni caso, anche se denunciassero il clandestino, che succederebbe? Foglio di via e ingiunzione a lasciare il paese in un tot di tempo. Leggi: fai un po’ quel che vuoi. No, l’unico risultato è che il clandestino avrà paura di andarsi a far curare, a torto o a ragione, e non andrà in ospedale, con generalizzato peggioramento delle condizioni della salute pubblica (voi siete contenti che, che ne so, in giro per le strade ci sia un tubercolotico che non si cura? E questo persino prescindendo dalla pietas che si dovrebbe provare verso un nostro simile ammalato). Oppure la legge sulle intercettazioni, che è passata cone ddl e sta per passare come legge senza colpo ferire. Vi ricordo che i famosi stupratori di Guidonia sono stati beccati grazie alle intercettazioni.
Ma poi mi domando: ma è questo che deve fare il mio blog? Ma io sono una dannata donna di ventotto anni, che per inciso scrive anche fantasy, o una giornalista?
Il mondo mi circonda, mi penetra dentro, mi cambia, e io ne scrivo. Perché al momento è al centro dei miei pensieri, cancella ogni altra considerazione. E questo posto è lo specchio della mia anima.
Mi piacerebbe un bel giorno scrivere quello che scrivevo prima. Quant’è che non faccio un post tragicomico sulla mia vita? Non riesco neppure più a ricordarlo. La mia vita non è più tragicomica? Ho perso quella vena lì? Ho pensato all’improvviso di poter cambiare il mondo a botte di luoghi comuni?
Non lo so. Oggi fuori è grigio, e tutto sommato è abbastanza grigio anche dentro di me.

91