Non è mio solito scrivere di sabato, lo sapete. Nonostante non riesca più a definirmi cattolica, questo blog santifica le feste. Ma oggi sono sinceramente preoccupata, e non ce la faccio a tenermi sul gargarozzo quel che penso da ieri sera.
Ieri, è successa una cosa gravissima, e spero che tutti se ne rendano conto. Ormai qui non è più questione di stabilire se una persona in stato di incoscienza abbia diritto a rifiutare cure che semplicemente ne prolunghino l’agonia. Qui si tratta di ribadire cos’è la democrazia, e su quali basi si fonda.
Me lo insegnarono alle scuole medie. Ricordo ancora la pagina del libro. Il fondamento di ogni democrazia è la separazione dei poteri: il potere legislativo (quello che fa le leggi, ossia il Parlamento), quello esecutivo (che le leggi fa rispettare, ossia il Governo) e quello giudiziario (che giudica chi ha violato le leggi, ossia la Magistratura) devono essere indipendenti l’uno dall’altro. Ce lo diceva un signore chiamato Montesquieu nel ’700. Trecento anni fa. Senza separazione dei poteri semplicemente non c’è democrazia, perché non è garantita l’imparzialità delle leggi e della loro applicazione. Le insegnano ancora queste cose a scuola? Le spiegano queste cose che fanno di noi cittadini liberi, che permettono a me di scrivere quel che voglio qua sopra e a chiunque di esprimere liberamente la propria opinione?
Facciamo un esempio. Una sentenza stabilisce che Caio, che è un ministro, è colpevole del reato tot, e deve andare in galera. Senza separazione dei poteri, Caio fa una legge ad hoc che invalida la sentenza. Vi ricorda qualcosa? Purtroppo temo di sì.
Ecco, a Berlusconi il principio della separazione dei poteri non deve essere molto presente. Ieri ha deciso che un decreto legge, cioè una legge provvisoria (decade entro sessanta giorni se il parlamento non la trasforma in legge) urgente varata direttamente dal governo, senza passare per il Parlamento (che è già è una cosa cui si dovrebbe ricorrere solo in casi estremi, e invece è ormai diventata il modo principe con cui si fanno le leggi in Italia), avrebbe dovuto bloccare la fine dell’alimentazione forzata di Eluana. Ma la magistratura ha già deciso in via definitiva, con una sentenza che la fine della tortura di Eluana è legittima, che è giusto staccarle il sondino per l’alimentazione e l’idratazione. Berlusconi ha deciso di interferire col potere giudiziario.
È una cosa gravissima. È a tutti gli effetti un mini-colpo di stato. Dimostra chiaramente il rispetto che il nostro Presidente del Consiglio, che ha giurato di “essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione”, ha nei confronti della democrazia e delle leggi che come comunità ci siamo dati sessanta anni fa.
Napolitano, che gli si può dire quel che si vuole, ma ancora ha il senso dello stato, si è rifiutato di firmare la legge. Per inciso, il Presidente della Repubblica è appunto colui che vigila sulla costituzionalità delle leggi, ossia sul fatto che ogni legge rispetti i principi fondamentali della nostra democrazia. Senza la sua firma su una legge, la legge non passa.
E Berlusconi che fa? Insiste e decide che va fatta una legge. Che in ogni caso Napolitano non firmerà, per le stesse ragioni per cui non ha firmato il decreto legge: non si può fare, è anticostituzionale, è antidemocratico.
“E allora cambio la Costituzione” insiste Berlusconi.
Come? Annullando la separazione dei poteri? Trasformandoci in una dittatura? Togliendo il diritto di firma a Napolitano?
Sta succedendo qualcosa di molto pericoloso. Tutta questa storia dimostra la fragilità della nostra democrazia in questo momento. Si dovrebbe alzare un coro unanime di proteste, dovremmo scendere tutti in piazza e incazzarci, e difendere quel che abbiamo costruito col sangue sessanta anni fa. Ce ne frega ancora qualcosa di essere liberi? Ce ne frega ancora qualcosa di vivere in uno stato di diritto?
Postilla: sono disgustata dall’atteggiamento del Vaticano che plaude al delirio di onnipotenza di Berlusconi fregandosene altamente delle istituzioni italiane violentate. Non gliene frega dunque niente del benessere del popolo italiano, conta solo vincere questo assurdo braccio di ferro ancora più indegno perché giocato sul corpo martoriato di una persona ormai incapace di intendere e volere. Avessero mai alzato un casino del genere per un qualsiasi condannato a morte nel mondo, in quel caso non ci sono problemi di coscienza. Sembra che per loro hanno diritto a vivere solo i moribondi e i feti, il resto delle pecorelle muoiano pure in silenzio. Complimenti, davvero complimenti. Oggi mi vergogno non di quel che credo, dei principi evangelici nei quali non ho mai smesso di credere, ma del mio battesimo. Perché io a questa Chiesa che è ormai mero strumento temporale non voglio più appartenere.